Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

venerdì 27 febbraio 2009

Allitterazione in "br"



E ancora scrittura creativa. Questa è una allitterazione in "br"
che dedico a mio marito, Bruno.


Bruno in brache bronzee
brancola nella bruma novembrina,
con una brocca piena di brillante brachetto;
brontola, perchè braccato da un branco di bracchi.
Allora brandisce una spranga
e s'appresta a liberarsi dal brogliaccio...
ma tra la brina
scorge uno strano brulichio...
Saran bruchi o lombrichi?
Un brusco ruzzolone dalla branda
riporta Bruno alla realtà:
ha solo sognato.
Sono stati i broccoli e il brodetto e la braciola
a profanare il suo sonno!
rosalinda

giovedì 26 febbraio 2009

Capita....



Se accendono le stelle,

vuol dire che forse a qualcuno servono,

che qualcuno desidera che esse siano.

che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?

E' indispensabile che ogni sera, sopra i tetti,

risplenda almeno una stella?

E...pazienza, stasera sto un po' così.

Capita!

mercoledì 25 febbraio 2009

Attendere....infinito del verbo....




La vera tristezza non è quando, la sera,
non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa,
ma quando tu non attendi più nulla dalla vita.
E la solitudine più nera,
la soffri non quando trovi il focolare spento,
ma quando non lo vuoi accendere più:
neppure per un eventuale ospite di passaggio.
Quando pensi, insomma,
che per te la musica è finita.
E ormai i giochi son fatti.
Non ci saranno più soprassalti di gioia,
nè fremiti di dolore.
Allora, per converso,
ATTENDERE
è sperimentare il gusto di vivere.
E' infinito del verbo Amare.
Ho parafrasato una riflessione
di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta diversi anni fa. Tanto caro a noi pugliesi.
Avro' modo di parlarvene....

martedì 24 febbraio 2009

Ascoltiamoci


"Chi si mette in atteggiamento di ascolto
è aperto
in modo fondamentale.
Senza questa radicale apertura reciproca
non sussiste alcun legame umano.
L'essere legati gli uni agli altri
significa, sempre, insieme
sapersi ascoltare reciprocamente."
H G Gadamer



Mi piace tanto questa reciprocità
legata all'ascolto,
necessaria per costruire rapporti significativi, interattivi.
E qui, sul web, possono nascere forme di
ascolto reciproco, volte a creare una forma di
comunicazione profonda?


lunedì 23 febbraio 2009

Non tutti gli amori scoloriscono (II parte)





Il sole che ti brucia dentro...
è quello che ho provato quando tu sei entrato nella mia vita.
Una presenza terribilmente calda. Un vortice!
E com'era l'amore prima?
Semplicemente non c'era.
Dunque, non c'era passato, nè futuro...
solo il presente fatto di pomeriggi trascorsi insieme
ad organizzare programmi, interviste, visite, mostre...
Quante serate a rimirare il cielo e a raccontarci i sogni,
a spiegarci la vita.
Mi davi energia, allegria, con il tuo ottimismo,
con quel tuo modo di ridere contagioso, forte, coinvolgente.
Mi sentivo sicura con la tue parole dosate, pensate, razionali.
Sapevo che quella che chiamavamo amicizia stava diventando importante
per entrambi.
Solo che..avevi trascurato un dettaglio importante: avevi già una ragazza
da qualche parte, lontana...che non incontravi mai.
E quando, per caso, l'ho scoperto....
beh, non è stato piacevole, perchè ero già troppo coinvolta.
Tu mi ripetevi che io ero l'Amica, la tua amica, la ragazza
che tutti vorrebbero incontrare.
Per me tu eri l'amore!

E tu una amica la guardavi con tanto trasporto, la scrutavi
fin dentro l'anima?
Mi allontanai da te, perchè fiutavo aria di equivoco, di imbroglio...
finchè tu non mi hai cercata: cercavi l'amica, una spalla su cui piangere,
perchè lei ti tradiva.
Avevi bisogno di parlare, di capire, di confrontarci...lei e me, così diverse...
E io, da perfetta imbecille innamorata, ti ho accolto
di nuovo nella mia vita.
Ora avevi capito che ero importante, che con me stavi bene,
non potevi starmi lontano. Ti davo serenità, dicevi..
Quella serenità che io non avevo più!
Sapessi che scompiglio e che disordine hai portato nella mia vita!
Passavo da momenti di felicità, perchè allora l'ho provata
per davvero, a momenti di tristezza profonda, perchè ti sentivi diviso
tra me e lei.
Era un andare, tornare, sparire...
Finchè... di fronte alla mia aria smarrita
hai finalmente deciso che ci stava bene una pausa di riflessione.
E si.... se ne parlava già allora.
E dalla pausa ,mio bel tenebroso, sei tornato con idee ambiziose.
Che poi hai realizzato e che ti hanno portato lontano da me e da lei.
Epilogo doloroso.
C'è voluto diverso tempo per credere ancora nell'amore.
E....se la razionalità e il buon senso.....

sono riusciti ad archiviare,dopo tanto tempo,
questo amore,
l'inconscio proprio non vi è riuscito.
E allora capita che, talvolta, abiti nei miei sogni.
E lì siamo sempre giovani, spensierati;
nessun dolore ci ha ancora attraversati e cambiati.
Tra noi corrono parole leggere e
ci teniamo per mano, sulla strada della vita
ancora tutta da vivere, respirare.



domenica 22 febbraio 2009

Non tutti gli amori.....


Non tutti gli amori si scoloriscono.Può accadere che...
qualcuno resti impigliato nelle maglie della memoriae che un mattino ti svegli in frullare di palpiti,
con la percezione che tutto è ancora così lucido, vivido...e riesci ancora ad emozionarti....


Cominciò là, in quella piccola radio privata di provincia,
una delle tante che nascevano a metà degli anni '70.
Credevamo di poter cambiare il mondo con i
nostri sogni fatti di parole, quante parole, e di musica.
Erano gli anni della legge Basaglia, che chiudeva i manicomi,
dell'autocoscienza nei collettivi femministi
e degli " 8 Marzo " con mimose e cortei.
La socieà era divisa, secondo la mia personalissima
visione in : Rossi, Neri, Qualunquisti.
Certo, come tutti i giovani, di tutti i
tempi, avevo una visione manicheista della realtà.
Non avevo nè tempo, nè voglia di innamorarmi.
Esami, incarichi a scuola, trasmissioni in radio:
tutto scorreva su un binario ben definito.
Cercavo certezze, equilibrio....
ma c'erano già i sintomi di quella
precarietà che caratterizza la società odierna...
E poi, incontrai te, che non rispondevi affatto
all'amore che avevo idealizzato.
Mi lasciai incantare dai tuoi occhi chemi scrutavano, mi studiavano,
dalle tue mani bellissime, affusolate...
Mi innamorai senza riserve mentali,
senza una sola ragione valida,
perchè ero convinta che una personala si ama per una serie di ragioni...

continuero'....se puo' interessarvi.....

sabato 21 febbraio 2009

Dove inizia l'amore? Dove finisce?

L'amore, recitano i versi di una poesia,
inizia nel corpo.
E poi, mi chiedo, dove arriva?
Se inizia nel corpo,
dove va a finire?
Puo' smarrirsi fuori dal corpo,
oppure è proprio fuori dal corpo
che deve arrivare?
Qual è il pensiero dell'amore?
E ora, dov'è l'amore,
se non capisco più
chi ho di fronte?
In quale anfratto si è nascosto?
In quale aurora
è andato a scolorirsi?

venerdì 20 febbraio 2009

E' tutta un'altra musica

C'è un ricordo che mi fa compagnia in queste sere di full immertion nella canzone italiana: Il festival di Sanremo degli anni '60.
Arrivati da poco dal Venezuela, dove sono nata,
eravamo tra i pochi ad avere il televisore , quindi, in queste sere tutti ci riunivamo davanti alla tv a seguire questo programma che diventava momento
di aggregazione tra diverse generazioni.
Gli ospiti, parenti e vicini di casa, giungevano per tempo e si accomodavano su scomode sedie, disposte su diverse file.
Gli adulti, tra un sorso di birra e un panzerotto, ovviamente preparato in casa, chiacchieravano, commentavano, ridevano ed io mi chiedevo perchè ci fosse tanta gente
poichè in Venezuela gli spettacoli televisivi ce li godevamo in famiglia e in tutta tranquillià.


Ora è veramente tutta un'altra musica.

giovedì 19 febbraio 2009

....sul selciato dell'umanità.....





Può capitare una sera, mentre corri a prendere
il treno delle 20.30, di inciampare in un
fagotto informe,
raggomitolato su cartoni sudici, umidi....
una busta accanto con dentro tutto un mondo....
Uno sguardo veloce, di sfuggita,
ti stringi nel tuo piumino caldo e
pensi a quali percorsi l'hanno condotto lì.
Avrà scelto quella vita o è stata la vita
a decidere per lui?

E se quel sacco di fagotti, con dentro una persona,
perchè di persona si tratta, contenesse
una possibilità, certo inconfessata, di se stesso?

Tempo fa ho letto " Zorro" di Margaret Mazzantini,
scrittrice che amo per il suo scrivere molto diretto
e mi sono convinta che non è poi così difficile
finire sul ciglio di una strada
o sotto i ponti a vivere una vita diversa....
perchè hai perso improvvisamente
i fili e le zavorre che ti tengono ancorato
al mondo regolare.
" Tacito brandello di carne umana
sul selciato dell'umanità."

mercoledì 18 febbraio 2009

Dubbi in una sera d'inverno....



Si vive di sguardi......?


....o forse si vive solo raccontandosi.
Si vive di sguardi.
Si vive negli sguardi, come gatti accartocciati al sole
nei vicoli,
ci si scalda alla traiettoria di occhi che
ci scrutano...
fin dentro l'anima....

martedì 17 febbraio 2009

lunedì 16 febbraio 2009

Il bambino "cipolla"


" In classe entra una cipolla:
svariati strati di magone, paura,
preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti,
rinunce furibonde accumulate
su un substrato di passato disonorevole,
di presente minaccioso,
di futuro precluso"

Daniel Pennac "Diario di scuola"

Ne incontro tanti di bambini con vissuti problematici, nel mio lavoro di insegnante.
Certo, sono bambini difficili, spesso intelligentissimi, per i
quali, però, apprendere, imparare è l'ultimo dei loro pensieri.
Del resto, lo stesso processo apprenditivo
è fortemente inficiato dalle tante problematiche.
Come insegnante mi pongo, insieme alle colleghe,
dato che lavoriamo ancora in team,
di entrare in comunicazione col loro mondo.
Ma...non è facile.
A volte, già essere guardata negli occhi
e ascoltata per cinque minuti,
è una enorme conquista.
Oggi ci sono riuscita,ma domani...

domenica 15 febbraio 2009

Una poesia, una dedica



Angeli pensieri




Angeli, pensieri
amici
Attraversano la cortina
del nulla
E donano parole
L'angoscia può acquistare
colori
Annarita
Annarita mi ha dedicato questi versi in una sera in cui ero molto giù.
Li ho graditi tanto, poichè nessuno mai l'aveva fatto prima, se non i pensieri
che mi scrivono i miei alunni.
Mi è giunta la solidarietà anche di tanti di voi....in quel post.
Queste sono le belle sorprse che ti regala un blog: l'amicizia
di chi non ha una voce, di rapporti che non hanno la caratteristica
della fisicità, ma sono, comunque, veri.
Grazie Annarita e tutti!

sabato 14 febbraio 2009

Accedere alla vita


"...le acque del sentimento a volte ti hanno sconvolta

e c'è un genere dolce di poesia che è il canto,

come canta una madre

quando accarezza un figlio,

il piede di una fata che cammina

nel vento, e mentre i tuoi figlioli accedono la vita

tu ritorni ragazza, un gelo da salvare,

l'amore non ha tempo e quando sarai vecchia

ti bacera' i capelli solo la primavera."

alda merini




Si, si ritorna ragazza, quando i figli "accedono"

alla vita...gioisci con loro, quando sono felici e ci stai male quando li vedi delusi e non puoi evitare loro di soffrire.

E un po' rivivi quegli anni con tutte le incongruenze, ma senza rimpianto, perche' da giovane hai fretta di vivere tutto...

Ora, che ti senti piu' saggia, sai che non c'è fretta,

che,anche se la bellezza sta sfiorendo, ci sono altri valori che possono renderti interessante dentro....

e che quelle rughe sottili agli angoli della bocca e degli occhi,

fanno parte della tua vita passata...e

raccontano tanto di te...

venerdì 13 febbraio 2009

Un angelo.....

zwani.com myspace graphic comments
Graphics for Angel Comments


Metti una sera...una di quelle in cui una sottile angoscia ti prende alla bocca dello stomaco, perchè sono tante le situazioi che dovresti cambiare....una di quelle sere fredde, nelle quali la primavera ti sembra assai lontana...ecco una di quelle sere in cui vorresti che davvero un angelo fosse li' a renderti tutto meno buio...




Camminano angeli, muti
con me; non hanno respiro le cose;
in pietra mutata ogni voce,
silenzio di cieli sepolti.
(Salvatore Quasimodo)

giovedì 12 febbraio 2009

Pagina di diario



"Ecco, vedi, ti sono davanti e accarezzo con la mente il desiderio di abbracciarti ma, subito ricado nel vuoto di questa assurda situazione che stiamo vivendo.

Tu mi guardi con dolcezza e cerchi disperatamente qualcosa in me per convincerti, pian piano, a volermi bene.

...Eppure io ti amo, come amo la vita, l'estate, la pioggia; ti amo come non ho mai amato.

Ti amo perchè sei straordinariamente tu.

E nient'altro. Intanto...il tempo passa e tu con la tua ombra ti allontani...poi ritorni.E io ti aspetto...sempre: ti sono vicina e ti ringrazio per quel poco che mi dai, per quel sorriso che mi fa impazzire, per la dolcezza che mi regali, per i momenti in cui stiamo insieme, per le chiacchierate interminabili, per la remissività e la debolezza che hai nei suoi confronti."

Questo lo scrivevo a ventanni. E si vede. Però ero sincera e sono stata veramente male per quel ragazzo che amava un'altra. Perchè torno a parlarne? Perchè tutti gli incontri sono importanti e tutti, in maniera diversa, hanno determinato quello che sono oggi. Perchè apprezzo di più quello che ho.... perchè qualche volta mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se anche lui avesse ricambiato il mio amore. E, infine, perchè le "affettuose amicizie" resistono all'usura del tempo!!

mercoledì 11 febbraio 2009

Emozioni....


Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti,

di parole,

di parole scelte sapientemente,

di fiori detti pensieri,

di rose dette presenze,

di sogni che abitino gli alberi,

di canzoni che facciano danzare le statue,

di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia la pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

alda merini

Quando non riesci a dire quello che hai dentro....una poesia puo' aiutarti.

lunedì 9 febbraio 2009

....era felicità!


Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora
l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un
suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo
scopri dopo, quando è troppo tardi.

baricco

Chissà perchè stasera mi sei tornato in mente.

Lo sapevo già allora che quella era felicità.

Ora è rimpianto, alienazione?

domenica 8 febbraio 2009

Due sorelle


Due sorelline, forse gemelle.

Sembrano complici, gia' con le idde molto chiare

su quello che sara' il rapporto con il proprio corpo e sulla propria femminilita'.

Anch'io ho una sorella piu' piccola di me di quattro anni: un uragano, una tempesta.

Da piccola faceva disperare i miei genitori perche' non voleva studiare, era birbante, capricciosa

e...bellissima: occhioni verdi e capelli neri e ricci.

Conquistava tutti con la sua bellezza e a sua simpatia, la sua intelligenza brillante.

Ma di studiare ....non se ne parlava.

Delle due sembravo io la sorella minore, perche' vivevo in muta adorazione delle sue gesta.

Mai puntuale, sempre quella dell'ultimo momento, che tutti aspettavano con ansia.

Avevamo amici in comune e facevamo tutto insieme. Ci azzuffavamo per una gonna, per un

disco...ma non potevamo stare l' una senza l'altra.

A sedici anni alcuni amici mi volevano ospite a Roma per diversi giorni...

Bene, lei si oppose con tutte le sue forze

adducendo come giustificazione:- E io, con chi le dico le preghiere, la sera?

Per una volta la spuntai io...ma spesso eravamo molto complici.

Ora e' una prof. di lettere, severissima...pero' umana (lo so perche' le affido i miei alunni piu'

difficili, quando passano alle medie), una mamma intransigente.

Lei mi rimprovera di coccolare troppo figli e alunni...e' vero. E che con l'eta' peggioro.

E' molto creativa: lavora la ceramica, dipinge, costruisce collane, braccialitti...e li vende, perche'

da perfetto ariete ha un grande intuito per gli affari.

Del resto a sei anni mi affittava le sue collane per cinque lire l'ora...

Perche' ho parlato di mia sorella?

Perche' ho letto un libro di Cristina Comencini: " Il cappotto del turco", che narra la storia di due

sorelle, a partire dagli anni cinquanta, fino ai nostri giorni.

E' scritto molto bene, mai banale, come del resto tutti i romanzi della Comencini, improntati sul

rapporto tra le figure parentali.

Ovviamente vi consiglio di leggerlo. Vi trascrivo solo una breve citazione, che conclude il prologo.

"Da quanto tempo non mi capita di sentire in modo cosi' vivo la sua presenza.Il vuoto assoluto

nella stanza, e quella finestra sul cielo

dove tutto si muove, viaggia, senza legami, senza impedimenti.

Come ho fatto in tutti questi

anni a vivere senza di lei ....?"










venerdì 6 febbraio 2009

L'odore delle mele

Eccole lì, ben allineate, disposte con cura in una cassetta.
Occhieggiano allegre, invitanti.
Mi investe il loro odore aspro e dolce allo stesso tempo.
Un odore interiore, l'odore di un sè forse migliore
che sa di autunni lontani,
quando con papà sceglievo sempre la più rossa,
quella che al tatto sembrava la più matura, la più dolce,
pronta per essere addentata.
La strofinavamo sulla manica della maglia
e subito luccicava.
Addentavamo, complici, quella polpa bianca, dolcissima.
Intanto la pioggia batteva sui vetri e la serata si preannunciava lunga,
piena di attese, intorno al camino.
L'odore di quelle mele, stasera, è quasi dolore, perchè è l'odore di una vita
più intensa,
di una lentezza, e di attese che non ci sono più.
Rosalinda




giovedì 5 febbraio 2009

Smemorie


Nella marea di facce lui ci sta benissimo.
So che sbiadirà col tempo. Diventerà anonimo.
Stenterò a riconoscere i gesti, la voce.
Mi chiederò, ma tu perchè gli hai detto tutto di te!
Non si deve.
Non bisogna guardare troppo dentro gli altri.
O permettere che altri lo facciano per noi.
Ma allora...la vita?
Un equivoco, una regia del compromesso.
Non sta scritto da nessuna parte com'è dentro una donna sola.

Queste parole si riferiscono ad un tempo molto lontano della mia vita, quando una delusione d'amore poteva annientarti. Ne sono passate di delusioni di tutti i generi e di amori....



mercoledì 4 febbraio 2009

Febbraio

".... amo febbraio che rosicchia luce al sole,
lo trattiene di più giorno su giorno,
amo febbraio che risale l'orizzonte,
amo il pettirosso che ha resistito senza migrare al sud,
amo il mandorlo che apre il fiore bianco di pupilla e lo
sparge sull'erba scolorita dalla brina,
amo la vita che continua senza di me,
amo l'onda che passa a scavalcarmi,
amo,
spingo sul verbo amare...."


da " Il contrario di uno"


erri de luca

martedì 3 febbraio 2009

Primavera e inverno




Primavera e Inverno
La maturità potrebbe essere paragonata all'inverno del corpo...
Molti frutti sono stati già dati,
ma le bacche dell'agrifoglio arrossiscono... gli agrumi si indorano...
Ci si sente avvolti dal gelo, tuttavia l'aria è più limpida e tersa.
Quanti colori ancora!
Il corpo che credevamo forte e indistruttibile
ci dà strane risposte, contraddittorie...
Nell'anima è ancora primavera,
talvolta sembra impossibile conciliare...

Sappiamo dove stiamo andando...
leggiamo il nostro futuro osservando chi ci precede con gli anni.
Sappiamo che le stagioni si sussegueranno
e che avremo sempre meno forza per rincorrerle.
Ma sarà primavera nell'anima
finchè conserveremo memoria dei colori
e capacità di stupore...
Margherite e viole continueranno a sbocciare...
saranno le
emozioni di una poesia
di un brano musicale
di un segno
di un gesto
di una parola.

http://diario-estemporaneo.ilcannocchiale.it



Non è, dunque, una mia poesia, non sono capace

di scriverne di così belle,

vere e profonde. L'ho postata perchè

... non sono più giovanissima... e... mi ci ritrovo....







lunedì 2 febbraio 2009

Il silenzio


Esiste un momento in cui

le parole si consumano

e il silenzio

comincia a raccontare.

g miniello

domenica 1 febbraio 2009

Un po' di me .....


Ecco, volevo dirvi...che non sono solo quella che in questo periodo racconta di eventi dolorosi e non proprio piacevoli.... La mia vita è piena anche di bambini, piochè insegno e con loro riesco a dimenticare quello che non gira per il verso giusto.




Quando non vado a scuola, li sogno i miei alunni, le mie piccole pesti....perchè mi mancano.
Mi manca il loro vociare, i loro sguardi divertiti, quando li faccio ridere, interessati e assorti, quando apprendono qualcosa di nuovo, sognanti, quando racconto una storia, una fiaba.
Quando hanno superato la seconda primaria (ora si dice cosi': eredita' della riforma Moratti),con loro si crea un rapporto di complicita'. Non sei solo la loro maestra, ma la confidente, una amica
piu' grande a cui fare le domande piu' assurde, con la quale scambiare opinioni su letture, problemi di attualita'. Una adulta strana, perche' pronta a buttarsi a terra con loro, per dipingere un enorme scenario, a seguirli nell'esplorazione degli angoli nascosti del proprio paese.
Naturalmente questa adulta, che non è piu' giovanissima, come quando ha incominciato, è, comunque, sempre la loro maestra esigente, che non si accontenta di un testo rabberciato alla meno peggio, che li vuole sempre pronti e che ripete cento, mille volte al giorno, di non accontentarsi, di andare,sempre,
oltre la semplice conoscenza delle cose,
di scrivere possibilmente in italiano corretto,
di farsi capire, di battersi per quello in cui credono...
E mi prendono alla lettera...
In terza un alunno, che era la personificazione della curiosita', mi chiese, parlando delle prime forme di vita sulla terra, quale fosse la vita sessuale delle scimmie antropomorfe.
Quando arrivano in quinta, congedarsi da questi ragazzi, perchè non sono più bambini, è destabilizzante.
Essi, dopo pochi mesi, sono travolti da nuove esperienza scolastiche, cambiano fisicamente...un po'....mi dimenticano; e io, come dire, sono tra coloro che son sospesi...tra i "vecchi" e i nuovi bambini che arrivano in prima, pieni di entusiasmo, di voglia di imparare....
E' la vita che continua, che pero' salva almeno quello che di vero si è costruito nei rapporti umani.