Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

venerdì 28 maggio 2010

A quel piccolo grande uomo che mi ha insegnato a credere nella forza dei sogni

Ascolta questo silenzio / di fango e di canne sottili / di acque che battono le grondaie / ma che cosa sarà delle acque / cosa sarà di noi / ascolta questo silenzio / di neve che cade dagli occhi / lo so che hai pensato anche al pianto / ma che cosa sarà della neve, cosa sarà di noi / E adesso sogna, sogna ancora / che chi sogna non dorme quasi mai / e adesso sogna, sogna amore / che chi sogna non muore quasi mai / perché la morte esiste / ma è solo un piccolo destino / perché poi c'è l'amore, l'amore / a volte lontano / a volte troppo vicino / Ci sono più fuochi che stelle / in questa notte di spire di fumo / lo sai ti ho creduta nel fuoco / ma che cosa sarà della notte, cosa sarà di noi / è una luce benigna di grano / luce d'immensa povertà / polvere di chi la sa sopportare / ma che cosa sarà della luce, cosa sarà di noi / E adesso sogna, sogna ancora / che chi sogna non dorme quasi mai / e adesso sogna, sogna amore / che chi sogna non muore quasi mai / perché la morte esiste / ma è solo un piccolo destino / perché poi c'è l'amore, l'amore / a volte lontano / a volte troppo vicino

martedì 25 maggio 2010

domenica 23 maggio 2010

Nelle mia nuova casa






















Nella mia nuova casa ci saranno spazi enormi, immensi. Non esistarenno muri, barriere: potremo guardarci l'un l'altro e parlare con un tono normale, senza paura di disturbare o di dire parole che potrebbero turbare chi non sai che ti sta ascoltando.
Nella mia nuova casa ci saranno ampie finestre dalle quali entrerà tanta luce, il fresco tepore primaverile....Coltiverò i miei fiori, metterò vasetti di viole ai davanzali
Nella mia nuova casa voglio rinascere....insieme a mio marito e ai miei figli.....nella mia nuova casa

Cambio casa

Dammi una casa
che non sia mia,
dove possa entrare e uscire dalle stanze
senza lasciar traccia,
senza mai preoccuparmi dell'idraulico,
del colore delle tende,
della cacofonia dei libri vicino al letto.

Una casa leggera da indossare,
in cui le stanze non siano intasate
delle conversazioni di ieri,
dove l'ego non si gonfia
a riempire gli interstizi.

Una casa come questo corpo,
così aliena quando provo a farne parte,
così ospitale
quando decido che sono solo in visita.



E ancora un distacco...direi uno più doloroso dell'altro.

Si, vado via da questa casa, dopo averci vissuto con la mia famiglia ben 23 anni e averl visto queste mura salire giorno dopo giorno.. Avevo 16 anni quando papà decise di costruire questa casa per me.

Per tante ragioni, troppo lunghe da spiegare, ora devo lasciarla. Il tempo di raccogliere le nostre carabattole....

martedì 11 maggio 2010

Io sono di legno.....

More about Io sono di legnoUna madre e una figlia. La figlia tiene un diario e la madre lo legge. Alla storia di anaffettività, di sentimenti negati o traditi della giovane Mia, Giulia risponde con la propria storia segnata da quell'"essere di legno" che sembra la malattia, il tormento di entrambe. È come se madre e figlia si scrutassero da lontano, o si spiassero, immobilizzate da una troppo severa autocoscienza. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna a riflettere sulla giovinezza ferita dall'egoismo e dalla prepotenza di una sorella falsamente perbenista, sul culto delle apparenze della madre e sul conforto che le viene da una giovane monaca peruviana, Sofia. Torna a rivivere i primi passi da medico, fra corsie e sale operatorie, il matrimonio con un primario,la lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia diGiulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. E il legno si ammorbidisce. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.
Dalla quarta di copertina


"....Mi credi scrupolosa, attenta, piena di volontà: E invece sono solo una che si tuffa in un dolore diverso, così il proprio brucia di meno.
Giro nelle storie degli altri, le palpo con la mano a conca, le ascolto con lo stetoscopio.
Le storie bussano dentro la gabbia toracica.
E mentre il cuore degli altri mi batte addosso, mi dimentico del mio, che è scarico di pile".


Ho letto il libro tutto d'un fiato, perchè m'interessava "scavare" in questo racconto di donne: una madre e una figlia," una storia di donne cucite", nella quale un po' tutti possiamo ritrovarci come madri, come figlie, come sorelle, come amiche....come donne. Una storia di ruoli, nei quali io ancora annaspo, perchè trovo difficile capire i miei ruoli, anche se non sono più una ragazzina.
Di sicuro sono una madre: è il ruolo che più amo e che cerco di vivere con il massimop affetto, in modo semplice.
Sono stata figlia, una figlia appassionata, dolce, ma ho smesso di esserlo il giorno che mio padre si è spento.

venerdì 7 maggio 2010

La canzone delle domande consuete

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l' uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d' azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo...

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.

Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te,
aver tutto, ma non il domani...

Non andare... vai.. Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

E siamo qui spogli in questa stagione che unisce
tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove,
non so dire se nasce un periodo o finisce,
se dal cielo ora piove o non piove...

Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene",
a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?"
Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c'è ancora una città?

Se c'è ancora balliamoci dentro stasera,
con gli amici cantiamo una nuova canzone...
tanti anni e son qui ad aspettar primavera,
tanti anni ed ancora in pallone...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di noi...





Adamus, ho ascoltato il tuo consiglio. Il brano di guccini che mi hai proposto è davvero molto bello....e non lo conoscevo. Dunque, il blog è davvero utile, perchè possiamo scambiare non solo opinioni ma tanti "doni".
Grazie!

giovedì 6 maggio 2010

Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini.....



















"Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata.
Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva."
baricco


Quando la sera fa i conti con i fantasmi del passato...sono quelle immagini a tornarle nella mente....sempre le stesse diapositive che ritraggono le sue mani, gli occhi sorridenti, profondi scrutatori...e quanti anni sono trascorsi...non lo ricorda più... E' tutto così vivido, così vero: sono sempre loro, immutabili, eterni. Con i loro sogni, i loro ideali. E' quella la felicità.Lo sapevano anche allora.

mercoledì 5 maggio 2010

Dalla "Cavalleria rusticana".... O lola....




"O Lola ch'ai di latti la cammisa
Si bianca e russa comu la cirasa,
Quannu t'affacci fai la vucca a risa,
Biato cui ti dà lu primu vasu!
Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,
E nun me mporta si ce muoru accisu...
E s'iddu muoru e vaju mparadisu
Si nun ce truovo a ttia, mancu ce trasu."

lunedì 3 maggio 2010

Divieto di indossare il burqa: prima sanzione in Italia


Una donna araba con indosso il burqa è stata multata lo scorso venerdì, 30 aprile, a Novara. La notizia è stata resa nota dalla "Tribuna novarese" nell'edizione di oggi, 3 maggio. Secondo un'ordinanza del sindaco che vieta di indossare in pubblico il burqa, la cittadina araba dovrà pagare la sanzione di 500 euro. Si tratta della prima applicazione del provvedimento.

Il primo paese europeo a bandire il velo è stato il Belgio e ora anche la Francia sta seguendo la stessa direzione ( la legge verrà presentata all'Assemblea Nazionale francese il prossimo 12 maggio, con la prospettiva che venga approvata entro l'estate ).

E' giusto vietare il velo anche in Italia?


Ho trascritto questo messaggio così come mi è giunto attraverso una mail, per aprire una discussione su FB.
Ho sempre pensato che il burqa limiti molto la donna, e le bambine, che sono costrette ad indossarlo per volere dei mariti o dei familiari.
Mi fermo qui. Ci sono tante considerazioni da fare....

Travolta da uno tsunami

"TRAVOLTA DA UNO TSUNAMI" di Patrizia Rossini , racconta il percorso di una giovane donna colpita da tumore al seno.
Il percorso è scandito da momenti davvero difficili e che, inevitabilmente, sono scolpiti nell'animo di chi li ha vissuti: dalla diagnosi, all'incontro con il chirurgo e l'oncologo, dal periodo della chemio alla "rinascita".


Ho conosciuto Patrizia quando era ancora una adolescente, bellissima e piena di grinta e di determinazione. Non mi meraviglia che abbia vinto questa battaglia, affiancata dall'amore dei suoi cari, continuando a lavorare e studiando per il concorso direttivo nella scuola primaria.
Attraverso le sue parole, Patrizia vuole socializzare, condividere questa durissima esperienza ed essere anche d'aiuto attraverso il suo sito (www.patriziarossini.it) a quante sono travolte dallo stesso tsunami.




LA SCOPERTA
" Scopri di avere un tumore e ti senti proprio così,travolta da uno tsunami: giunge lento, senza farsi notare. Onde alte si susseguono a intervalli sempre più brevi e con portata sempre maggiore.
Di colpo tutto il mondonon c'è più...non c'è più aria, non c'è più luce: buoi totale! Annaspiin questa massa d'acquacome se stessi al centro del mare e un vortice di correnti ti risucchiasse.
Tra una probabile diagnosi e l'altra, perdi il fiato, il cuore scoppia dentro al petto......."

sabato 1 maggio 2010

E non finisce mica il cielo





E non finisce mica il cielo
Anche se manchi tu
Sara' dolore o e' sempre cielo
Fin dove vedo.
Chissa' se avro' paura
O il senso della voglia di te
Se avro' una faccia pallida e sicura
Non ci sara' chi rida di me
Se cerchero' qualcuno
Per ritornare in me
Qualcuno che sorrida un po' sicuro
Che sappia gia' da se'.
Che non finisce mica il cielo
E se e’ la verita'
Possa restare in questo cielo
Finche' ce la fara'

Se avro' una faccia
Pallida e sicura, sicura.
Non ci sara' chi rida di me.
Perche' io avro' qualcuno,
Perche' aspettando te .....
Potrei scoprirmi ancora sulla strada
Per ritornare me, per ritornare in me,
Per ritornare in me

Mia Martini


La tua assenza...è un dato inconfutabile.In questo mese ho compreso, solo in parte, cosa significhi non sentire più la tua voce, la tua risata calda, coinvolgente...non incontrare più i tuoi occhi divertiti. Ma è ancora poco, pochissimo di fronte a tutta la vita che mi resta. Qui, nella mia famiglia, accanto all'uomo che ho sposato, ai nostri figli.
Non basterà il resto della vita per capire cosa eri per me, cosa ha rappresentato la nostra amicizia, la nostra complicità, per entrambi.
Ho voglia di pensieri positivi stasera, almeno ci provo....