Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

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lunedì 21 febbraio 2011

....non abbastanza

Pioviggina un po’
ma non abbastanza perchè si possa proprio
chiamarla pioggia
e noi lentamente ci bagnamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne
e un po’ ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamare amore.
(H. Nordbrandt)

giovedì 3 febbraio 2011

Solitudini composte




















Da qui a sera avrò


tempo per dimenticarti,


o tutto il tempo


per uccidermi in un ricordo.


Da qui a sera,


saranno ore di primavera,


di solitudini composte


come fosse vero che eri e sei


il tempo che non torna.


Un pensiero a forma di te


muove, come fosse vento,


i rami e le foglie.


Starti dentro in eterna distanza,


osservarti andare


mentre io, solo per sopravviverti,


a me,solo a me,


nel silenzio della pietra


e nel dove dell'acqua


ritorno.

                                                                                                                                               
                                                                                                                           beatrice niccolai


Troppo belli questi versi per non postarli. Li sento anche tanto miei, soprattutto quando affermano che "sei il tempo che non ritorna".

Forse più che il pensiero di un amore lontano nel tempo, sul far della sera, mi accompagna la consapevolezza che nulla può tornare.....che la nostra è una distanza incolmabile, eterna, appunto.



venerdì 28 gennaio 2011

Perchè non si dimentichi....

Ricordare

27 gennaio 2011 - Tonio Dell'Olio
Ricordare significa riportare al cuore. Non una memoria cerebrale quella della Giornata in cui si “ricordano” le vittime della furia impazzita del nazismo, ma una memoria affettiva. Ripensare sì a quello che è stato, ma cercando almeno di immaginare i patimenti cui milioni di persone furono sottoposti. Il freddo gelido, il dramma delle separazioni, la crudeltà delle torture scientificamente pianificate, lo sterminio col gas, la denutrizione, i lavori forzati... Ho visitato Auschwitz e lo Yad Vashem, il Museo della Shoah a Gerusalemme, ma soprattutto considero una grazia l’incontro con alcune persone sopravvissute. Volti da “ricordare”. E poi i Giusti tra le nazioni. Per gli ebrei i giusti sono coloro che, pur fuori dal popolo di Israele, mostrano rispetto per Dio. Significativo che questo titolo sia riconosciuto a coloro che hanno aiutato gli ebrei durante le persecuzioni. Segno che Dio si fa presente nell’uomo perseguitato. Per ciascuno di loro il museo ha piantato un albero col loro nome. Che tutto il mondo si trasformi in foresta e l’olocausto solo un triste, lontano, ricordo.

giovedì 6 maggio 2010

Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini.....



















"Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata.
Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva."
baricco


Quando la sera fa i conti con i fantasmi del passato...sono quelle immagini a tornarle nella mente....sempre le stesse diapositive che ritraggono le sue mani, gli occhi sorridenti, profondi scrutatori...e quanti anni sono trascorsi...non lo ricorda più... E' tutto così vivido, così vero: sono sempre loro, immutabili, eterni. Con i loro sogni, i loro ideali. E' quella la felicità.Lo sapevano anche allora.

mercoledì 1 luglio 2009

Incontro


Paola Rossi " Magico incontro" Tecnica mista olio



Il luogo dell’incontro era in una strada trafficata e centrale della città;
il sole di un primo pomeriggio estivo, caldo, accecante,
a mettere in mostra tutti gli anni che c'eravamo persi di vista.
Nel vedere la sua sagoma in distanza provai una emozione nota, antica. Da adolescente.
Riconoscere la stretta delle braccia fu dolce, il calore della voce mi
sfiorò la guancia.
Entrando nel locale, il mio sguardo fu catturato
dalle linee che il tempo aveva tracciato sul suo viso.
Segni che non conoscevo, tracciati sul suo viso dalla vita; solo le mani erano sempre
le stesse: affusolate, delicate,mani da pianista, come amavo
chiamarle.
E poi il sorriso, che si apriva in una risata coinvolgente,
allegra. Tutto mi sembrava irreale.



lunedì 23 febbraio 2009

Non tutti gli amori scoloriscono (II parte)





Il sole che ti brucia dentro...
è quello che ho provato quando tu sei entrato nella mia vita.
Una presenza terribilmente calda. Un vortice!
E com'era l'amore prima?
Semplicemente non c'era.
Dunque, non c'era passato, nè futuro...
solo il presente fatto di pomeriggi trascorsi insieme
ad organizzare programmi, interviste, visite, mostre...
Quante serate a rimirare il cielo e a raccontarci i sogni,
a spiegarci la vita.
Mi davi energia, allegria, con il tuo ottimismo,
con quel tuo modo di ridere contagioso, forte, coinvolgente.
Mi sentivo sicura con la tue parole dosate, pensate, razionali.
Sapevo che quella che chiamavamo amicizia stava diventando importante
per entrambi.
Solo che..avevi trascurato un dettaglio importante: avevi già una ragazza
da qualche parte, lontana...che non incontravi mai.
E quando, per caso, l'ho scoperto....
beh, non è stato piacevole, perchè ero già troppo coinvolta.
Tu mi ripetevi che io ero l'Amica, la tua amica, la ragazza
che tutti vorrebbero incontrare.
Per me tu eri l'amore!

E tu una amica la guardavi con tanto trasporto, la scrutavi
fin dentro l'anima?
Mi allontanai da te, perchè fiutavo aria di equivoco, di imbroglio...
finchè tu non mi hai cercata: cercavi l'amica, una spalla su cui piangere,
perchè lei ti tradiva.
Avevi bisogno di parlare, di capire, di confrontarci...lei e me, così diverse...
E io, da perfetta imbecille innamorata, ti ho accolto
di nuovo nella mia vita.
Ora avevi capito che ero importante, che con me stavi bene,
non potevi starmi lontano. Ti davo serenità, dicevi..
Quella serenità che io non avevo più!
Sapessi che scompiglio e che disordine hai portato nella mia vita!
Passavo da momenti di felicità, perchè allora l'ho provata
per davvero, a momenti di tristezza profonda, perchè ti sentivi diviso
tra me e lei.
Era un andare, tornare, sparire...
Finchè... di fronte alla mia aria smarrita
hai finalmente deciso che ci stava bene una pausa di riflessione.
E si.... se ne parlava già allora.
E dalla pausa ,mio bel tenebroso, sei tornato con idee ambiziose.
Che poi hai realizzato e che ti hanno portato lontano da me e da lei.
Epilogo doloroso.
C'è voluto diverso tempo per credere ancora nell'amore.
E....se la razionalità e il buon senso.....

sono riusciti ad archiviare,dopo tanto tempo,
questo amore,
l'inconscio proprio non vi è riuscito.
E allora capita che, talvolta, abiti nei miei sogni.
E lì siamo sempre giovani, spensierati;
nessun dolore ci ha ancora attraversati e cambiati.
Tra noi corrono parole leggere e
ci teniamo per mano, sulla strada della vita
ancora tutta da vivere, respirare.



domenica 22 febbraio 2009

Non tutti gli amori.....


Non tutti gli amori si scoloriscono.Può accadere che...
qualcuno resti impigliato nelle maglie della memoriae che un mattino ti svegli in frullare di palpiti,
con la percezione che tutto è ancora così lucido, vivido...e riesci ancora ad emozionarti....


Cominciò là, in quella piccola radio privata di provincia,
una delle tante che nascevano a metà degli anni '70.
Credevamo di poter cambiare il mondo con i
nostri sogni fatti di parole, quante parole, e di musica.
Erano gli anni della legge Basaglia, che chiudeva i manicomi,
dell'autocoscienza nei collettivi femministi
e degli " 8 Marzo " con mimose e cortei.
La socieà era divisa, secondo la mia personalissima
visione in : Rossi, Neri, Qualunquisti.
Certo, come tutti i giovani, di tutti i
tempi, avevo una visione manicheista della realtà.
Non avevo nè tempo, nè voglia di innamorarmi.
Esami, incarichi a scuola, trasmissioni in radio:
tutto scorreva su un binario ben definito.
Cercavo certezze, equilibrio....
ma c'erano già i sintomi di quella
precarietà che caratterizza la società odierna...
E poi, incontrai te, che non rispondevi affatto
all'amore che avevo idealizzato.
Mi lasciai incantare dai tuoi occhi chemi scrutavano, mi studiavano,
dalle tue mani bellissime, affusolate...
Mi innamorai senza riserve mentali,
senza una sola ragione valida,
perchè ero convinta che una personala si ama per una serie di ragioni...

continuero'....se puo' interessarvi.....

giovedì 12 febbraio 2009

Pagina di diario



"Ecco, vedi, ti sono davanti e accarezzo con la mente il desiderio di abbracciarti ma, subito ricado nel vuoto di questa assurda situazione che stiamo vivendo.

Tu mi guardi con dolcezza e cerchi disperatamente qualcosa in me per convincerti, pian piano, a volermi bene.

...Eppure io ti amo, come amo la vita, l'estate, la pioggia; ti amo come non ho mai amato.

Ti amo perchè sei straordinariamente tu.

E nient'altro. Intanto...il tempo passa e tu con la tua ombra ti allontani...poi ritorni.E io ti aspetto...sempre: ti sono vicina e ti ringrazio per quel poco che mi dai, per quel sorriso che mi fa impazzire, per la dolcezza che mi regali, per i momenti in cui stiamo insieme, per le chiacchierate interminabili, per la remissività e la debolezza che hai nei suoi confronti."

Questo lo scrivevo a ventanni. E si vede. Però ero sincera e sono stata veramente male per quel ragazzo che amava un'altra. Perchè torno a parlarne? Perchè tutti gli incontri sono importanti e tutti, in maniera diversa, hanno determinato quello che sono oggi. Perchè apprezzo di più quello che ho.... perchè qualche volta mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se anche lui avesse ricambiato il mio amore. E, infine, perchè le "affettuose amicizie" resistono all'usura del tempo!!

giovedì 5 febbraio 2009

Smemorie


Nella marea di facce lui ci sta benissimo.
So che sbiadirà col tempo. Diventerà anonimo.
Stenterò a riconoscere i gesti, la voce.
Mi chiederò, ma tu perchè gli hai detto tutto di te!
Non si deve.
Non bisogna guardare troppo dentro gli altri.
O permettere che altri lo facciano per noi.
Ma allora...la vita?
Un equivoco, una regia del compromesso.
Non sta scritto da nessuna parte com'è dentro una donna sola.

Queste parole si riferiscono ad un tempo molto lontano della mia vita, quando una delusione d'amore poteva annientarti. Ne sono passate di delusioni di tutti i generi e di amori....