Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

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martedì 30 marzo 2010

Mille anni che sto qui.....



"Quante cose può perdere un uomo eppure restare se stesso?
Può perdere l'amore, il denaro, la posizione, una persona cara. La dignità. Può sprecare il suo talento o perdere la grande occasione, mancare l'appuntamento al quale si è preparato tutta la vita. Può perdere i suoi ideali, i suoi sogni e, alla fine, anche la memoria.
E se un uomo fosse tutto questo? Tutte le vite che avrebbe potuto vivere, tutto ciò che ha perso?"

" Mille anni che sto qui" di Mariolina Venezia


Vincitore del Premio Campiello 2007, il romanzo narra le vicende di una singolare famiglia di Grottole, un paese in provincia di Matera, che vanno dall'unità di Italia, fino alla caduta del muro di Berlino.
La famiglia Falcone, che non è la famiglia d'origine dell'autrice, rappresenta la storia di tutte le famiglie del suo paese, ricostruita attraverso i suoi ricordi di bambina.
Ho letto questo romanzo, dallo stile intenso, veloce e coinvolgente, con molto piacere, perchè ho ritrovato i problemi della mia terra, ma anche gli stessi odori e i medesimi colori.
Ho scelto questo brano, perchè vi leggo rimpianto, nostalgia, fragilità.... e noi siamo tutto questo

Leggetelo, vi piacerà.

domenica 14 marzo 2010

Ignorarsi....


Colazione del mattino

Ha messo il caffè

Nella tazza
Ha messo il latte
Nella tazza di caffè
Ha messo lo zucchero
Nel caffè latte
Con il cucchiaino
Ha girato
Ha bevuto il caffè latte
Senza parlarmi
Si è acceso
Una sigaretta
Ha fatto dei cerchi
Con il fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
Si è alzato
Ha messo
Il suo cappello sulla testa
Ha messo
Il suo impermeabile
Perché pioveva
E' parti
sotto la pioggia
Senza una parola
Senza guardarmi
E io ho preso
la mia testa nella mano
E ho pianto.

Prevert

Il descrivere questo momento in terza persona lo rende tremendamente freddo, distaccato, impersonale. Vi percepisco indifferenza, rancore. Forse era preferibile parlarsi, chiarire, magari litigare....

giovedì 11 marzo 2010

"Il primo che questa estate si lamenta del caldo....lo gonfio!"
























"Il primo che questa estate si lamenta del caldo....lo gonfio!"

Non è da me essere così violenta ma....questa immagine, che gira tra i link di FB, mi ha divertita, perciò la propongo a voi.
Davvero non se ne può più del freddo, della pioggia e della neve. Basta!
Io poi amo il caldo, il sole, il mare, l'afa, il sudore....forse perchè sono nata in Venezuela!


sabato 19 settembre 2009

Il contrario della morte


" Maria chiude gli occhi e cerca di raffigurarsi l'Afganistan: - Me lo immagino come un posto con molta sabbia. Pieno di montagne con la neve sopra. Sabbia e neve, anche se non c'entrano, non stanno mai insieme nei sogni di nessuno. Ma io vedevo sempre polvere, sabbia, mercati pieni di vento, lo stesso che da noi c'è sulle spiagge. E in lontananza la neve sui cucuzzoli. E poi turbanti, tante barbe. E vestiti che ti fanno scomparire, che a me sembravano persino belli. Belli da indossare quando non vuoi essere vista e apparire solo di stoffa. A volte vorrei poterli mettere qui, quando mi sento mi sento gli occhi di tutti appiccicati sulla faccia.

Se sorrido, sorrido troppo e l'ho già dimenticato, se ho gli occhi abbuffati di lacrime, mormorano che devo finirla perchè piangere non me lo farà ritornare, se sono impassibile già emettono la sentenza: è impazzita di dolore. E vorrei coprirmi con quelle campane azzurre, con quei burqa."



Da "IL CONTRARIO DELLA MORTE" di Roberto Saviano




Maria è ancora giovane ed è già vedova dell'ultima guerra. Che non è quella studiata nelle scuole
ma l'ultima, quella che noi chiamiamo "missione di pace".La maggior parte delle truppe inviate in tali missioni è composta da soldati meridionali. Più della metà dei caduti italiani sono meridionali.
Al ritorno i reduci, spesso giovanissimi, investono tutti i loro risparmi in un bar o in un ristorante, in una attività che offra una qualche prospettiva di lavoro.
Gaetano, il ragazzo di Maria era partito per l'Afganistan, per poterla sposare e per iniziare un mutuo. Lei diciassette anni, lui ventiquattro. Troppo pochi per rimanere inchiodata al dolore, pochissimi per morire in "una missione di pace".
Quante Maria e quanti Gaetano ci sono sparsi per l'Italia? Non serve la retorica, non serve il silenzio. Solo una domanda: "Qual è il contrario della morte?"

lunedì 6 luglio 2009

Donna

" Tania e l'angelo" olio su tela di ALESSIO ATZENI
Donna che cammini centomila volte avanti e indietro in un giorno. E una sera ti vedo fata che devia fiumi di carezze e una mattina ti vedo vagabonda fra le stelle a sognare la ciotola dove conservi la cena del tuo uomo.
Il tuo angelo benedetto che se ne vola alla taverna a meditare sul bicchiere dove tu sempre versi il tuo umido perdono.


alda merini

venerdì 8 maggio 2009

Quelle strane sensazioni


" Erano nate improvvise e violente come la furia di un uragano, in una calda mattina d'agosto
di molto tempo prima.
Un giorno, uno dei tanti, quando credeva di essere appagatadalla vita
e di non aver alcun bisogno.
Una frenetica corsa all'ospedale, la gola serrata, stretta in una morsa dalla paura.
Tra i pensieri confusi quel terrore di morire e di lasciare tutto a metà, sospeso, senza un epilogo.
Il cuore, implacabile e senza pause, batteva come stesse per scoppiare,
ma un elettrocardiogramma regolare
dimostrò che era tutto a posto....."

" Quando il silenzio diventa parola"
Anna totaro


Quante volte è capitato di "sentirsi morire", pur non avendo nulla di grave?
E, dopo una frenetica corsa al pronto soccorso, sentirsi ripetere che
non c'è nulla di cui preoccuparsi?
Quelle oscure emozioni, non si dimenticano facilmente, anzi,
la paura che possano ripresentarsi in forma prepotente
non ci abbandona.

E allora....?