Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

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lunedì 3 maggio 2010

Travolta da uno tsunami

"TRAVOLTA DA UNO TSUNAMI" di Patrizia Rossini , racconta il percorso di una giovane donna colpita da tumore al seno.
Il percorso è scandito da momenti davvero difficili e che, inevitabilmente, sono scolpiti nell'animo di chi li ha vissuti: dalla diagnosi, all'incontro con il chirurgo e l'oncologo, dal periodo della chemio alla "rinascita".


Ho conosciuto Patrizia quando era ancora una adolescente, bellissima e piena di grinta e di determinazione. Non mi meraviglia che abbia vinto questa battaglia, affiancata dall'amore dei suoi cari, continuando a lavorare e studiando per il concorso direttivo nella scuola primaria.
Attraverso le sue parole, Patrizia vuole socializzare, condividere questa durissima esperienza ed essere anche d'aiuto attraverso il suo sito (www.patriziarossini.it) a quante sono travolte dallo stesso tsunami.




LA SCOPERTA
" Scopri di avere un tumore e ti senti proprio così,travolta da uno tsunami: giunge lento, senza farsi notare. Onde alte si susseguono a intervalli sempre più brevi e con portata sempre maggiore.
Di colpo tutto il mondonon c'è più...non c'è più aria, non c'è più luce: buoi totale! Annaspiin questa massa d'acquacome se stessi al centro del mare e un vortice di correnti ti risucchiasse.
Tra una probabile diagnosi e l'altra, perdi il fiato, il cuore scoppia dentro al petto......."

mercoledì 3 giugno 2009

Quasi una recensione


Sfogliavo, in libreria, l'ultimo libro della Mazzantini,"Venuto al mondo", e cautamente pensavo che non l'avrei acquistato, perchè sapevo già che mi avrebbe troppo coinvolta, come sempre,e questo non era il momento giusto...
Volevo solo regalarmi pensieri leggeri, positivi....
E poi l'ho acquistato e letto lentamente, sottolineato, riempito di appunti, pensieri, perchè racchiudeva tante problematiche e, spesso la sera m'addormentavo inquieta e con tante domande che mi frullavano nella testa: "Perchè tanto dolore... "

"Venuto al mondo" è la storia di un amore nato a Sarajevo, duante le Olimpiadi invernali del 1984. Un amore che attraversa i personaggi, gli anni, la guerra.
Già, una guerra a due passi da casa nostra, dall'altra parte dell'Adiatrico, quasi ignorata da noi.
Ma è anche la storia di una maternità mancata, della ricerca,quasi ossessiva di un figlio. La storia di tanti altri bambini, del bambino blu, che è il simbolo di quella guerra assurda come assurde sono tutte le guerre.

Terminare la lettura di questo libro e non sentirsi feriti è davvero impossibile: il romanzo riesce a lacerare, a sconvolgere, a denudare ogni falsa coscienza, a buttarci in mezzo al dolore e al male assoluto senza offrire ripari. Ma il messaggio che ogni lettore, pur segnato da cicatrici e sensi di colpa, alla fine porta con sé è l’idea che anche dall’orrore possa nascere qualcosa, che uno spiraglio di speranza rimanga sempre aperto.

giovedì 28 maggio 2009

Quasi una recensione

Sfogliavo, in libreria, l'ultimo libro della Mazzantini,"Venuto al mondo", e cautamente pensavo che non l'avrei acquistato, perchè sapevo già che mi avrebbe troppo coinvolta, come sempre,e questo non era il momento giusto...
Volevo solo regalarmi pensieri leggeri, positivi....
E poi l'ho acquistato e letto lentamente, sottolineato, riempito di appunti, pensieri, perchè racchiudeva tante problematiche e, spesso la sera m'addormentavo inquieta e con tante domande che mi frullavano nella testa: "Perchè tanto dolore...tanta ingiustizia?"

Venuto al mondo" è la storia di un amore nato a Sarajevo, duante le Olimpiadi invernali del 1984.Un amore che attraversa i personaggi, gli anni, la guerra.
Già, una guerra a due passi da casa nostra, dall'altra parte dell'Adiatrico, quasi ignorata da noi.
Ma è anche la storia di una maternità mancata, della ricerca,quasi ossessiva di un figlio. La storia di tanti altri bambini, del bambino blu, che è il simbolo di quella guerra assurda come assurde sono tutte le guerre.

Terminare la lettura di questo libro e non sentirsi feriti è davvero impossibile: il romanzo riesce a lacerare, a sconvolgere, a denudare ogni falsa coscienza, a buttarci in mezzo al dolore e al male assoluto senza offrire ripari. Ma il messaggio che ogni lettore, pur segnato da cicatrici e sensi di colpa, alla fine porta con sé è l’idea che anche dall’orrore possa nascere qualcosa, che uno spiraglio di speranza rimanga sempre aperto.