Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

venerdì 25 giugno 2010

Un ultimo sforzo.....

Amici blogger....mo si fa sul serio. Un ultimo sforzo per trasportare gli oggetti più importanti e...questo trasloco, lungo un mese, dovrebbe concludersi.
Nell'immagine...mio marito, dall'aria stravolta....la mia ve la risparmio....

lunedì 21 giugno 2010

Varie ed eventuali.....

Mi dicono che oggi incomincia l'estate, ma questa affermazione è poco credibile, pochè l'aria stamattina è fresca. C'è un po' di sole, timido, direi e ieri è piovuto tantissimo.
Io, intanto, sono sempre divisa tra due case; nella nuova c'è più ordine, più silenzio, forse ci sarà più serenità. Nell'altra, dove, ancora per poco, c'è il computer, regna sovrano il caos tra oggetti, mobili smontati, ricordi e ....non so nemmeno io. La mia Peggy si aggira incerta, forse non trova più i suoi punti di riferimento. Secondo me ha colto che sta accadendo qualcosa di molto serio, che non stiamo preparandoci per la solita vacanza.
Infatti leggo nel suo fumetto, che aleggia da giorni sulla sua testolina:
- Vuoi vedere che questi, mi lasciano qui?????
Quando rientraimo dalle nostre spedizioni a "casetta nuova", Peggy ci accoglie con salti e guaiti di gioia. Davvero teme di essere abbandonata.
Tranquilla Peggy. Cambierà lo scenario della nostra vita, ma i personaggi resteranno gli stessi...
Intanto, prima che mi tolgano la connessione, auguro a tutti una serena settimana.

lunedì 14 giugno 2010

Io ci sarò....


"Ricordati sempre, io ci sarò. Ci sarò nell'aria.
Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte,
chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla.
Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio".
(Tiziano Terzani)


Ci sto provando.....ma è tanto difficile!

domenica 13 giugno 2010

A metà

Sono una donna a metà...tra due mezze case.
Disordine, gran confusione in entrambe.
Si, è tutto a metà, anche il mio modo di essere in questo momento. Una parte è tesa al cambiamento e l'altra un po' timorosa.
Il bello della vita....è, in fondo, in questa continua ricerca di equilibrio.

mercoledì 9 giugno 2010

Le parole per dirlo.....

Le parole

Quasi sempre nascono in fretta. E furia. Rime ne fanno poche. E vanno spesso a capo. Per darsi un tono o rimanere in bilico. A volte urlate, a volte respirate negli orecchi, a volte scritte sulle mani. Sbrindellate, consumate, esposte. Sono solo stracci al sole.

Immagine e parole sono di Giovanna Noia



Io avrei scritto: Fatemi andare via di qua e poi....sparite per sempre dalla mia vita!!!!!

martedì 8 giugno 2010

Lo Scempio Della Scuola Pubblica Sotto La Scure Di Tremonti

Dal blog di Annarita:

Riporto qui la lettera che Mila Spicola, un'insegnante palermitana ha indirizzato al ministro Tremonti. MicroMega l'ha pubblicata, ed io la riporto integralmente perchè mi appartiene totalmente.


**********


di Mila Spicola

Ministro Tremonti,

dirà lei: non ne posso più di sentirvi, voi insegnanti. Molti lo stanno già dicendo insieme a lei. Eppure, non demordo. Ci sono due tipi di alunni svogliati: quelli che a furia di rimproveri continuano imperterriti a rifiutare qualunque invito alla responsabilità e quelli invece che, sentendosi ripetere sempre la stessa cosa, alla fine rinsaviscono per sfinimento. Voglio essere ottimista, annoverare lei tra i secondi e prenderla per sfinimento. Fosse anche una minima parte dello sfinimento che ho io, alla fine di quest’annus terribilis per la scuola italiana. Stanca, amareggiata, sconsolata, eppure lei non ci riesce a prendermi per sfinimento, continuo a protestare, come i soldati alle Termopili. Magari lei non ascolterà, ma qualche italiano di “buona volontà” , come si diceva una volta, sì.

Lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. E’ esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un‘aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c'è, un giorno non c'è, un giorno è un "anatema psicologico delle sinistre" e l'altro giorno "dobbiamo fare sacrifici". Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora. Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33, ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.

C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i problemi erano altri, non certo questi, ed era una bella scuola. Chi non deve parte della sua personalità a quel docente che non dimenticherà mai?

Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella: tagli alle ore e tagli ai finanziamenti per la gestione. “Facessero una colletta i genitori, e che sarà mai qualche decina di euro”. Nulla. Ma non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, qualche decina di euro aiuta ad andare avanti. E così avete tagliato. Nella scuola dove insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi, incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti mortali e le capriole all’indietro. Questo lo sapevate, vero? Qual è l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a lavorare senza grossi drammi? La nostra. Nel senso che lei aveva ragione e che quindi, nonostante i tagli, e visto che riusciamo ad andare avanti, la scuola non ha tutti ‘sti problemi? No, aveva ragione perché per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi: e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l'appello tutte le mattine.

Però sa cosa c’è? C'è che abbiamo anche sopportato e stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no. Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze giornaliere, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà: si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati), due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno. A volte me ne arrivano altri 3 o 4 da altre classi.

E allora mi dica lei qual è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E‘ una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni cosa vi aspettate? E’ già un miracolo se abbiamo le sedie nella mia scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con muffa e infissi rotti, che puntualmente aggiustiamo stornando somme da altri fini. “Si rivolga al Comune” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario, sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. Macchè, manco la chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a salvaguardare le scuole private.
Lei lo chiama razionamento e si riempie la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città italiane. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè a noi che le vediamo e viviamo la verità delle cose. Perché nemmeno il contributo di 15 euro annui riescono più a pagare. Un disastro che chiamo illegalità.

Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi siano il bersaglio vero delle nostre scelte. E’ questa l’illegalità, non solo la 'ndrangheta, la camorra e la mafia, è questo l’esempio in cui crescono i miei ragazzi sfortunati. Ma l’illegalità e il non rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica, che parlo male della scuola e che un insegnante non può farlo. Io non parlo male della scuola? Come potrei? E’ la mia vita. Io dico male della distruzione che ne state facendo, parlo male di voi, ecco perché non me lo permettete. Non di fare politica, bensì di esercitare un dissenso sacrosanto. Si difenda contraddicendomi con fatti. Parlo male... Faccio politica... dice? E sia pure! Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: sono io a formare i cittadini di domani, mica Lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”. Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno di più io, non di certo Lei che gli toglie maestri, risorse e ruolo sociale: perché se si permette di uccidere il mio ruolo, insieme al mio, annulla quello di studente. Non ci aveva pensato? Lasciate i fanciulli senza guida, ne farete dei tiranni, questo diceva Platone. Quante mamme non posso riconoscersi in quella frase ripercorrendo le lotte giornaliere con i loro piccoli tiranni?

Da qualche mese mi rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. Il mio Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli?

E allora le faccio una proposta indecente davvero: di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza degli edifici scolastici: sono questi i monumenti culturali dell’Italia che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.

(31 maggio 2010)


venerdì 4 giugno 2010

Perchè....


Durante il giorno non ci penso, presa come sono dagli avvenimenti che mi hanno travolto negli ultimi mesi. Devo lavorare, concludere serenamente l'anno scolastico, non coinvolgere i miei bambini che hanno come loro unico impegno, in questo momento, di trascorrere una estate serena. Ci sono le ultime formalità a cui adempiere, le manifestazioni finali sono andate bene....ma, invece di pensare a godermi l'estate, c'è questo trasloco forzato e lampante da portare a termine.
Davanti ai figli devo essere serena, poichè essi non c'entrano, non hanno colpa...anzi li ho quasi costretti a vivere per tanti anni qui, in un clima familiare non proprio sereno....perchè questa casa papà l'aveva costruita per me, centimetro per centimetro. Ma...non aveva calcolato che tanti spazi erano in comune, che tre famiglie, per convivere in una stessa palazzina, devono andare d'accordo, devono mettere da parte l'orgoglio, essere sinceri, disponibili..capaci di dialogare senza prevaricare l'altro, non avere come unico interesse il danaro...
Ecco, dopo, i problemi sono esplosi, hanno prevaricato il buon senso , invece di dialogare, si è preferito percorrere le vie legali, avendo come unico alibi, non trascurabile, l'essere padrone di tutto.... preferendo una figlia all'altra....
Mai....vorrò che i miei figli abitino a pochi metri da me, quando avranno una propria famiglia. Mai, rinfaccerò loro tutti i sacrifici che si fanno per tirarli su.
Qui, tra queste mura, ci sono i ricordi della mia piccola famiglia. Quel mobile comprato perchè andava bene in quello spazio, la cucina in muratura disegnata da noi e costruita da mio padre; il piano cottura in rame, con le mattonelle che ricordano le cucine di campagna di una volta; e poi la libreria massiccia, perfettamente incastrata nella parete più ampia dello studio....ora ci sono solo ombre più chiare sui muri di mobili, quadri...
Quando sono a letto, ecco, la malinconia mi assale e mi chiedo perchè, perchè, perchè......tutto questo; mi chiedo se saremo più gli stessi, dopo questa lacerazione; se chi l'ha voluta, abbia avuto almeno un attimo di esitazione, di pentimento. se si sia resa conto che indietro non si torna.
Uscirò da questa casa a testa alta, con la profonda convinzione che non vi metterò più piede.....


Lo so che i miei pensieri non sono condivisibili, ma sento che sarà così.



..

Ma....Primavera dov'è finita?



Un giorno mi sorprese la primavera
che in tutti i campi intorno
sorrideva.
Verdi foglie in germoglio
Gialle rigonfie gemme delle fronde,
fiori gialli, bianchi e rossi davano
varietà di toni al paesaggio.
E il sole
Sulle fronde tenere
Era una pioggia
Di raggi d'oro;
nel sonoro scorrere
del fiume ampio
si specchiavano
argentei e sottili pioppi.

Antonio Machado



Questi bellissimi versi dedicati alla stagione più dolce dell'anno...mi fanno sorgere un dubbio: dov'è finita fata Primavera? Qui piove da diversi giorni...che pare novembre. E io come faccio a traslocare, a trasportare scatoloni e scatoloni sotto la pioggia?

Ora potrebbe bastare, no? Un po' di sole, per favore!

mercoledì 2 giugno 2010

Mi viene da pensare che....


"Ci sono in certe vite momenti in cui le cose prendono una svolta inaspettata: una specie di deragliamento. Ti chiedi quando sia successo. Ripercorri all'indietro momento per momento tutto quello che portava lì. I bivi, le diramazioni. Così senza accorgertene ti perdi nella storia, nella TUA storia, in quella che hai messo insieme un pò alla volta e che ti racconti ogni giorno per esistere. E solo quando torni indietro capisci che il tempo non è un cerchio, ma una spirale, e che lo sforzo che fai per abbracciare il passato ti proietta di nuovo con forza verso il futuro." (M..Venezia)

Il tempo a mia disposizione è davvero poco, per cui mi ritrovo a scrivere a puntate. Come è noto a voi, miei amici blogger, in pochi mesi, eventi vari, mi hanno dato uno scossone e portato cambiamenti repentini e...inderogabili. Da queste scelte...indietro non tornerò, non torneremo , poichè è coinvolta la mia piccola famiglia.
Sto vivendo tutto con molta serenità, dopo un momento di lacerazione. Questo allontanamento dalle mie radici....mi farà bene. Infatti, lo scrivo in rosa, anzi fucsia, poichè è la speranza ad accompagnarmi, momento dopo momento....

Ora conta solo il presente!!!

venerdì 28 maggio 2010

A quel piccolo grande uomo che mi ha insegnato a credere nella forza dei sogni

Ascolta questo silenzio / di fango e di canne sottili / di acque che battono le grondaie / ma che cosa sarà delle acque / cosa sarà di noi / ascolta questo silenzio / di neve che cade dagli occhi / lo so che hai pensato anche al pianto / ma che cosa sarà della neve, cosa sarà di noi / E adesso sogna, sogna ancora / che chi sogna non dorme quasi mai / e adesso sogna, sogna amore / che chi sogna non muore quasi mai / perché la morte esiste / ma è solo un piccolo destino / perché poi c'è l'amore, l'amore / a volte lontano / a volte troppo vicino / Ci sono più fuochi che stelle / in questa notte di spire di fumo / lo sai ti ho creduta nel fuoco / ma che cosa sarà della notte, cosa sarà di noi / è una luce benigna di grano / luce d'immensa povertà / polvere di chi la sa sopportare / ma che cosa sarà della luce, cosa sarà di noi / E adesso sogna, sogna ancora / che chi sogna non dorme quasi mai / e adesso sogna, sogna amore / che chi sogna non muore quasi mai / perché la morte esiste / ma è solo un piccolo destino / perché poi c'è l'amore, l'amore / a volte lontano / a volte troppo vicino

martedì 25 maggio 2010


"...gracile come stelo di

papavero

mi sostiene il momento..."

(Pessoa)

domenica 23 maggio 2010

Nelle mia nuova casa






















Nella mia nuova casa ci saranno spazi enormi, immensi. Non esistarenno muri, barriere: potremo guardarci l'un l'altro e parlare con un tono normale, senza paura di disturbare o di dire parole che potrebbero turbare chi non sai che ti sta ascoltando.
Nella mia nuova casa ci saranno ampie finestre dalle quali entrerà tanta luce, il fresco tepore primaverile....Coltiverò i miei fiori, metterò vasetti di viole ai davanzali
Nella mia nuova casa voglio rinascere....insieme a mio marito e ai miei figli.....nella mia nuova casa

Cambio casa

Dammi una casa
che non sia mia,
dove possa entrare e uscire dalle stanze
senza lasciar traccia,
senza mai preoccuparmi dell'idraulico,
del colore delle tende,
della cacofonia dei libri vicino al letto.

Una casa leggera da indossare,
in cui le stanze non siano intasate
delle conversazioni di ieri,
dove l'ego non si gonfia
a riempire gli interstizi.

Una casa come questo corpo,
così aliena quando provo a farne parte,
così ospitale
quando decido che sono solo in visita.



E ancora un distacco...direi uno più doloroso dell'altro.

Si, vado via da questa casa, dopo averci vissuto con la mia famiglia ben 23 anni e averl visto queste mura salire giorno dopo giorno.. Avevo 16 anni quando papà decise di costruire questa casa per me.

Per tante ragioni, troppo lunghe da spiegare, ora devo lasciarla. Il tempo di raccogliere le nostre carabattole....

martedì 11 maggio 2010

Io sono di legno.....

More about Io sono di legnoUna madre e una figlia. La figlia tiene un diario e la madre lo legge. Alla storia di anaffettività, di sentimenti negati o traditi della giovane Mia, Giulia risponde con la propria storia segnata da quell'"essere di legno" che sembra la malattia, il tormento di entrambe. È come se madre e figlia si scrutassero da lontano, o si spiassero, immobilizzate da una troppo severa autocoscienza. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna a riflettere sulla giovinezza ferita dall'egoismo e dalla prepotenza di una sorella falsamente perbenista, sul culto delle apparenze della madre e sul conforto che le viene da una giovane monaca peruviana, Sofia. Torna a rivivere i primi passi da medico, fra corsie e sale operatorie, il matrimonio con un primario,la lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia diGiulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. E il legno si ammorbidisce. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.
Dalla quarta di copertina


"....Mi credi scrupolosa, attenta, piena di volontà: E invece sono solo una che si tuffa in un dolore diverso, così il proprio brucia di meno.
Giro nelle storie degli altri, le palpo con la mano a conca, le ascolto con lo stetoscopio.
Le storie bussano dentro la gabbia toracica.
E mentre il cuore degli altri mi batte addosso, mi dimentico del mio, che è scarico di pile".


Ho letto il libro tutto d'un fiato, perchè m'interessava "scavare" in questo racconto di donne: una madre e una figlia," una storia di donne cucite", nella quale un po' tutti possiamo ritrovarci come madri, come figlie, come sorelle, come amiche....come donne. Una storia di ruoli, nei quali io ancora annaspo, perchè trovo difficile capire i miei ruoli, anche se non sono più una ragazzina.
Di sicuro sono una madre: è il ruolo che più amo e che cerco di vivere con il massimop affetto, in modo semplice.
Sono stata figlia, una figlia appassionata, dolce, ma ho smesso di esserlo il giorno che mio padre si è spento.

venerdì 7 maggio 2010

La canzone delle domande consuete

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l' uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d' azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo...

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.

Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te,
aver tutto, ma non il domani...

Non andare... vai.. Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

E siamo qui spogli in questa stagione che unisce
tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove,
non so dire se nasce un periodo o finisce,
se dal cielo ora piove o non piove...

Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene",
a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?"
Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c'è ancora una città?

Se c'è ancora balliamoci dentro stasera,
con gli amici cantiamo una nuova canzone...
tanti anni e son qui ad aspettar primavera,
tanti anni ed ancora in pallone...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di noi...





Adamus, ho ascoltato il tuo consiglio. Il brano di guccini che mi hai proposto è davvero molto bello....e non lo conoscevo. Dunque, il blog è davvero utile, perchè possiamo scambiare non solo opinioni ma tanti "doni".
Grazie!

giovedì 6 maggio 2010

Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini.....



















"Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata.
Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva."
baricco


Quando la sera fa i conti con i fantasmi del passato...sono quelle immagini a tornarle nella mente....sempre le stesse diapositive che ritraggono le sue mani, gli occhi sorridenti, profondi scrutatori...e quanti anni sono trascorsi...non lo ricorda più... E' tutto così vivido, così vero: sono sempre loro, immutabili, eterni. Con i loro sogni, i loro ideali. E' quella la felicità.Lo sapevano anche allora.

mercoledì 5 maggio 2010

Dalla "Cavalleria rusticana".... O lola....




"O Lola ch'ai di latti la cammisa
Si bianca e russa comu la cirasa,
Quannu t'affacci fai la vucca a risa,
Biato cui ti dà lu primu vasu!
Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,
E nun me mporta si ce muoru accisu...
E s'iddu muoru e vaju mparadisu
Si nun ce truovo a ttia, mancu ce trasu."

lunedì 3 maggio 2010

Divieto di indossare il burqa: prima sanzione in Italia


Una donna araba con indosso il burqa è stata multata lo scorso venerdì, 30 aprile, a Novara. La notizia è stata resa nota dalla "Tribuna novarese" nell'edizione di oggi, 3 maggio. Secondo un'ordinanza del sindaco che vieta di indossare in pubblico il burqa, la cittadina araba dovrà pagare la sanzione di 500 euro. Si tratta della prima applicazione del provvedimento.

Il primo paese europeo a bandire il velo è stato il Belgio e ora anche la Francia sta seguendo la stessa direzione ( la legge verrà presentata all'Assemblea Nazionale francese il prossimo 12 maggio, con la prospettiva che venga approvata entro l'estate ).

E' giusto vietare il velo anche in Italia?


Ho trascritto questo messaggio così come mi è giunto attraverso una mail, per aprire una discussione su FB.
Ho sempre pensato che il burqa limiti molto la donna, e le bambine, che sono costrette ad indossarlo per volere dei mariti o dei familiari.
Mi fermo qui. Ci sono tante considerazioni da fare....

Travolta da uno tsunami

"TRAVOLTA DA UNO TSUNAMI" di Patrizia Rossini , racconta il percorso di una giovane donna colpita da tumore al seno.
Il percorso è scandito da momenti davvero difficili e che, inevitabilmente, sono scolpiti nell'animo di chi li ha vissuti: dalla diagnosi, all'incontro con il chirurgo e l'oncologo, dal periodo della chemio alla "rinascita".


Ho conosciuto Patrizia quando era ancora una adolescente, bellissima e piena di grinta e di determinazione. Non mi meraviglia che abbia vinto questa battaglia, affiancata dall'amore dei suoi cari, continuando a lavorare e studiando per il concorso direttivo nella scuola primaria.
Attraverso le sue parole, Patrizia vuole socializzare, condividere questa durissima esperienza ed essere anche d'aiuto attraverso il suo sito (www.patriziarossini.it) a quante sono travolte dallo stesso tsunami.




LA SCOPERTA
" Scopri di avere un tumore e ti senti proprio così,travolta da uno tsunami: giunge lento, senza farsi notare. Onde alte si susseguono a intervalli sempre più brevi e con portata sempre maggiore.
Di colpo tutto il mondonon c'è più...non c'è più aria, non c'è più luce: buoi totale! Annaspiin questa massa d'acquacome se stessi al centro del mare e un vortice di correnti ti risucchiasse.
Tra una probabile diagnosi e l'altra, perdi il fiato, il cuore scoppia dentro al petto......."

sabato 1 maggio 2010

E non finisce mica il cielo





E non finisce mica il cielo
Anche se manchi tu
Sara' dolore o e' sempre cielo
Fin dove vedo.
Chissa' se avro' paura
O il senso della voglia di te
Se avro' una faccia pallida e sicura
Non ci sara' chi rida di me
Se cerchero' qualcuno
Per ritornare in me
Qualcuno che sorrida un po' sicuro
Che sappia gia' da se'.
Che non finisce mica il cielo
E se e’ la verita'
Possa restare in questo cielo
Finche' ce la fara'

Se avro' una faccia
Pallida e sicura, sicura.
Non ci sara' chi rida di me.
Perche' io avro' qualcuno,
Perche' aspettando te .....
Potrei scoprirmi ancora sulla strada
Per ritornare me, per ritornare in me,
Per ritornare in me

Mia Martini


La tua assenza...è un dato inconfutabile.In questo mese ho compreso, solo in parte, cosa significhi non sentire più la tua voce, la tua risata calda, coinvolgente...non incontrare più i tuoi occhi divertiti. Ma è ancora poco, pochissimo di fronte a tutta la vita che mi resta. Qui, nella mia famiglia, accanto all'uomo che ho sposato, ai nostri figli.
Non basterà il resto della vita per capire cosa eri per me, cosa ha rappresentato la nostra amicizia, la nostra complicità, per entrambi.
Ho voglia di pensieri positivi stasera, almeno ci provo....