Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno
con i piedi per terra e mare tutto intorno.
martedì 3 gennaio 2012
Il futuro
E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti,di una blusa.
Mi infurierò,amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro,il carcere dove ancora ti detengo,
né là fuori,in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente,non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò,penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.
Julio Cortazàr
lunedì 2 gennaio 2012
- E se passate fate piano
che Fata dorme dal mattino
che l'uomo per la guerra le partì
e dietro la collina si sbiadì
e nel castello sopra il fiordo,
la luce sfiora per ricordo
le coppe che restarono così;
e il vento smuove le vetrate
e a volte un'eco di risate
un tempo risuonavano da lì
ma non passateci d'aprile
che non potreste più vedere
le rose come quando lui era qui;.
E quando c'era lui le sale
erano piene mille sere
di gente e luci e scherzi di buffoni,
e feste fino all'alba e poi canzoni;
e lui stringeva fra le dita
la pietra verde della vita
e chi partiva sempre ritornò
tornò anche un figlio trovatore
scappato senza far rumore
per altre luci che poi non capì
e un drago fatto con la paglia
bruciava all'alba sulla soglia
perche il dolore non entrasse lì.
Tu che ne sai che passi e guardi
di Fata e tutti i suoi ricordi
del sogno che ha battuto la realtà?
La polvere si è fatta antica
e sul sentiero c'è l'ortica
ma Fata non ci crede e non lo sa.
Ha fretta e l'abito è sgualcito
ma è la gran sera che ha aspettato
e il conto della sabbia è fermo già
e lui che bussa e lui che torna qua,
e si riaccendono le luci
ad una ad una stanze e voci
e servi e cani ancora tutti là:
è lui, sorride sulla porta
è lui, lo stesso di una volta
ma chiede scusa e non l'abbraccerà;
ha gli occhi stanchi, è sempre bello
ma tiene addosso quel mantello
che non si toglie e non si toglierà.Circa 15 anni fa ho spiegato ai miei alunni la vita nel castello, con questo splendido brano di Roberto Vecchioni. Poesia pura, struggente, malinconica, che arrivò immediatamente al cuore dei miei bembini di allora. Il ruolo della donna, la sua vita nel castello; l'uomo, il guerriero, che non tornerà ...Non so perchè stamattima mi sono alzata con questo motivetto in testa. Questa casa, a volte, mi sembra davvero un castello con tante inferriate alle porte,scale....e io mi sento una castellana in attesa di qualcuno che non tornerà...
domenica 1 gennaio 2012
Dopo un po'
Dopo un pò impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appogiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perchè il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Dopo un pò impari che il sole scotta,se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte,
e che vali davvero.
Karla Troiani
Magari questi versi potrebbero servire come propositi per il nuovo anno....
tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appogiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perchè il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Dopo un pò impari che il sole scotta,se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte,
e che vali davvero.
Karla Troiani
Magari questi versi potrebbero servire come propositi per il nuovo anno....
venerdì 30 dicembre 2011
"Nuovo anno "di Madre Teresa di Calcutta
E' dunque arrivato il momento di farci gli auguri per il nuovo anno in arrivo. Mi piace farlo con le parole semplici, ma efficacissime, di Madre Teresa di Calcutta. Che sia davvero il sorriso a caretterizzare le nostre giornate future....
"Cosa posso dirvi per aiutarvi a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi
gli uni gli altri ;
sorridete a vostra moglie ,
a vostro marito ,
ai vostri figli ,
alle persone con le quali lavorate ,
a chi vi comanda ;
sorridetevi a vicenda ;
questo vi aiuterà a crescere nell'amore ,
perchè il sorriso è il frutto dell'amore ".
lunedì 19 dicembre 2011
Verso di me
gli anni hanno adornato il mio viso
segnandomi i capelli di lievi filigrane grigie:
son diventata così bella
Paesaggi riflessi
nel mio sguardo
strade percorse
han marcato i miei passi
Se ora mi vedessi
non troveresti il tuo passato.
Torno a me
con un volto che invano cercasti
quando ti venivo incontro.
Leah Goldeberg
sabato 17 dicembre 2011
Ci sono parole, ci sono silenzi
Ci sono vuoti che
le parole colmano,
altri che le parole scavano.
Ci sono silenzi che
sono un dono
altri che uccidono
che non hanno senso.
Ci sono parole giuste
parole sbagliate
parole dette o taciute
per non fare del male.
Parole attese, sospirate.
Ci sono parole...
Ci sono silenzi...
Un "ci sono" mancato
un "mi dispiace"
non pronunciato.
Un "sospeso" non colmato.
Ci sono silenzi che attendono
l'arrivo di una spiegazione
le parole colmano,
altri che le parole scavano.
Ci sono silenzi che
sono un dono
altri che uccidono
che non hanno senso.
Ci sono parole giuste
parole sbagliate
parole dette o taciute
per non fare del male.
Parole attese, sospirate.
Ci sono parole...
Ci sono silenzi...
Un "ci sono" mancato
un "mi dispiace"
non pronunciato.
Un "sospeso" non colmato.
Ci sono silenzi che attendono
l'arrivo di una spiegazione
per poter spegnere il tormento
di quei perché senza senso.
-Silvana Stremiz-
-Silvana Stremiz-
Ecco, io attendo che i silenzi, di cui si è costellata la mia vita, in questi ultimi anni, siano riempiti di parole, poche, ma significative. Parole che diano un senso ai dolori che hanno attraversato le mie giornate, la mia pelle, le mie mani...i miei pensieri, la mia famiglia; attendo delle risposte pregne di verità, perchè ci sarà pure una verità dietro le scelte di chi ti fa del male deliberatamente. ci sarà pure una verità dietro l' incoerenza di chi dice di essere cattolico-credente-osservante...
venerdì 16 dicembre 2011
I giorni son sempre più brevi....
I giorni son sempre più brevi,
le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perché hai tardato tanto?
Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
l’ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
Perché hai tardato tanto?
Ma ecco sui rami, maturi, profondi
dei frutti carichi di miele.
Stavano per cadere senz’essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.
Caro mio blog,
mi rendo conto che ti ho davvero trascurato negli ultimi mesi e, forse nell'ultimo anno. Si, da quando ho cambiato casa e la mia vita ha subito scossoni notevoli...di assestamento? Non lo so.
Certo, non posso dimenticare che tu hai raccolto tante mie riflessioni, tanti pensieri sussurrati e , a volte, urlati.
Tu, intanto, continuavi ad esserci...ci sono nuovi contatti, continuano le visite, i post degli amici blogger...Quanti!
Tu, intanto, continuavi ad esserci...ci sono nuovi contatti, continuano le visite, i post degli amici blogger...Quanti!
Si, devo ammettere. spesso ho scritto su FB, dalla comunicazione immediata..ma quella è davvero una piazza pettegola, indiscreta ...e superficiale...
Però, si può rimediare ....diamoci da fare...
A presto...
lunedì 17 ottobre 2011
Jacques Prévert – Le foglie morte
Oh! Vorrei tanto che tu ricordassi
i giorni felici quando eravamo amici.
La vita era più bella.
Il sole più bruciante.
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi e i rimpianti
e il vento del nord le porta via
nella fredda notte dell’oblio.
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi.
È una canzone che ci somiglia.
Tu mi amavi
io ti amavo.
E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi e i rimpianti.
Ma il mio amore silenzioso e fedele
sorride ancora e ringrazia la vita.
Ti amavo tanto, eri così bella.
Come potrei dimenticarti.
La vita era più bella
e il sole più bruciante.
Eri la mia più dolce amica …
Ma non ho ormai che rimpianti.
E la canzone che cantavi
sempre, sempre la sentirò.
È una canzone che ci somiglia.
Tu mi amavi
io ti amavo.
E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi
i giorni felici quando eravamo amici.
La vita era più bella.
Il sole più bruciante.
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi e i rimpianti
e il vento del nord le porta via
nella fredda notte dell’oblio.
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi.
È una canzone che ci somiglia.
Tu mi amavi
io ti amavo.
E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi e i rimpianti.
Ma il mio amore silenzioso e fedele
sorride ancora e ringrazia la vita.
Ti amavo tanto, eri così bella.
Come potrei dimenticarti.
La vita era più bella
e il sole più bruciante.
Eri la mia più dolce amica …
Ma non ho ormai che rimpianti.
E la canzone che cantavi
sempre, sempre la sentirò.
È una canzone che ci somiglia.
Tu mi amavi
io ti amavo.
E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi
martedì 9 agosto 2011
Mare di G. Pascoli
M'affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l'onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l'acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d'argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?
vanno le stelle, tremolano l'onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l'acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d'argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?
Giovanni Pascoli
giovedì 28 luglio 2011
Io, come te
Io, come te
amo l'amore, la vita, il dolce incanto
delle cose, il paesaggio
celeste di gennaio.
Anche il mio sangue bolle
e rido con gli occhi
che han conosciuto i boccioli delle lacrime.
Credo che il mondo è bello,
che la poesia è come il pane, di tutti.
E che le mie vene non finiscono in me
ma nel sangue comune di tutti coloro
che lottano per la vita,
l'amore,
le cose,
il paesaggio e il pane,
la poesia di tutti.
Roque Dalton, Poesie clandestine
lunedì 25 luglio 2011
Divagando sulla coppia
"Spero che due persone possano crescere insieme, l'una affianco dell'altra e darsi gioia a vicenda. Senza che uno dei due debba essere schiacciato per permettere all'altro di restare forte."
LIV ULMANN
Ho ritrovato questa frase scritta su un foglietto stropicciato, nei quadernetti sui quali annoto i passi più belli dei libri.
Risale al 1985, non ero ancora sposata e credevo fermamente nell'amore, nella coppia che cresce insieme, che cerca di realizzare un progetto di vita...
Ora, a quasi 25 anni anni di vita insieme, ci credo ancora. Certo qualche problema c'è stato...in fondo crescere insieme non è facilissimo. E' davvero un gioco di equilibri e di profondo rispetto l'uno per l'altra.
Ho scelto questo dipinto di BOTERO, per commentare il post, perchè mi ha fatto venire in mente me e il mio partenopeo in esilio.
Non siamo così cicciotti, però rischiamo di diventarlo se lui, il mio lui, continuerà a contestare la pochissima quantià di olio che uso per cucinare e a mangiare gelati, con spavalderia, in mia presenza....domenica 24 luglio 2011
Pensieri....
Avrei preferito un solo respiro dei suoi capelli. Avrei preferito un solo bacio della sua bocca. Avrei preferito un solo tocco della sua mano, che vivere un'eternità senza. Uno solo.
Massimo Bisotti
sabato 23 luglio 2011
mercoledì 20 luglio 2011
"Poi non è che la vita vada come tu te la immagini...
Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada.Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo...salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti male. É lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare. "
A. Baricco - Oceano mare.
A. Baricco - Oceano mare.
domenica 17 luglio 2011
REINVENTAMI
Appese le stelle a drappi di cielo
angoli blu notte
ci pescano dalla terra.
Apri luce dagli occhi tu
che illumina ogni parola.
Agganciamo sogni
al tuo treno sorriso.
Un attimo e mi chiudi dentro di te.
Trovo che tu sappia reinventarmi l’amore.
Trovo te.
E se la speranza è qualcosa che ci si crea per l’attimo dopo
la speranza saremo noi.
Fabio Pinna
lunedì 4 luglio 2011
...
..vorrei che anche in me l'estate fosse perfetta com'è fuori,
vorrei riuscire a dimenticare questa mia attesa perenne.
Ma non c'è un'estate dell'anima.
Si guarda l'estate che passa mentre si resta nel proprio inverno...
M. Duras
vorrei riuscire a dimenticare questa mia attesa perenne.
Ma non c'è un'estate dell'anima.
Si guarda l'estate che passa mentre si resta nel proprio inverno...
M. Duras
sabato 2 luglio 2011
"Non penso a te, ma sono per amore tuo e questo mi dà forza. Non ti invento nei luoghi che adesso senza te non hanno senso. Il tuo non esserci è già caldo di te, ed è più vero, più del tuo mancarmi. Perché cercare allora se il tuo influsso già sento su di me lieve come un raggio di luna alla finestra. "
Rainer Maria Rilke
lunedì 27 giugno 2011
Emozioni
Freschi giardini di perla sotto la luna!
Il riposo assorbe d'incanto i fogliami e le acque in ascolto,
e un dito d'ombra è posato sulle labbra bambine dei fiori...
Freschi fogliami di perla sotto la luna!
Una fiumana di mondi scorre senza rumore
nell'orbita del firmamento,
e come un vagito di bimbo
è l'anima del paesaggio e del mio dolore.
A: Onofri, "Per vivere, soltanto!"
Wassili Kandinsky
Improvvisazione 19
1911
Olio su tela
120X141,5cm
Stadtische Galerie - Monaco
Improvvisazione 19
1911
Olio su tela
120X141,5cm
Stadtische Galerie - Monaco
domenica 26 giugno 2011
Dedicato a mia figlia
Voglio insegnarti ad abbandonare il passato
senza temere il domani
a cercare la pace dentro di te
e a suscitarla in chi sa accoglierla,
a fare dono delle tue azioni
senza chiedere nulla in cambio.
Voglio regalarti la forza delle idee, il coraggio di scegliere,
la voglia di riscatto dalle ingiustizie,
il piacere di assaporare le emozioni senza patirle...
Voglio raccontarti che si può anche stare soli,
senza soffrire l'apatia, la solitudine e l'abbandono
che si può amare
senza cercare di possedere gli altri o subirli...
Voglio infonderti la voglia di conoscere e di apprendere
ciò che è vicino e distante da te,
il gusto della libertà conquistata
nella ricerca dell'ordine interiore...
Voglio trasmetterti l'entusiasmo
per ogni momento di calma raggiunto,
per l'incanto che puoi trovare
nel tuo angolo di mondo preferito,
per un abbraccio o un sorriso ricevuto
per un incontro foriero di verità inaspettate
e di genuina intensità...
Voglio abituarti a guardare indietro
senza rammarico e pentimento,
a governare le ansie dell'esistere
con un pizzico di ironia,
a superare le incognite
cambiando soltantociò che merita di essere cambiato,
a non sfidarevl'impossibile
nel vano tentativo di abbracciare il cielo...
Voglio guidarti, il questi tuoi primi passi alla ricerca di senso,
a percorrere le strade della vita,
senza smarrirsi nella paura, nell'errore e nella frenesia...
...per poi lasciarti andare con il futuro impresso negliu occhi.
Valeria Cimino
da " Oltre il bullismo "- Prevenire ed affrontare il problema
giovedì 16 giugno 2011
lunedì 30 maggio 2011
sabato 14 maggio 2011
Un augurio a chi vota il 15 e il 16 maggio
Poco fa mi è giunta una mail davvero interessante, che ho deciso di pubblicare perchè possa essere un promemoria, oltre che un augurio, per tutti quelli che, come me, voteranno nei prossimi giorni.
"Ti auguro di esercitare con convinzione il diritto di voto. Ti auguro di guardare i tuoi figli negli occhi e sapere di aver scelto bene anche per il loro futuro. Ti auguro di entrare in cabina elettorale e sentirti un uomo libero. Ti auguro di uscire dalla cabina elettorale con la consapevolezza che il governo della città e il suo benessere dipendono anche da te. Ti auguro di non avere sensi di colpa per aver venduto il tuo voto. Ti auguro di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ti auguro di non fare fotografie per testimoniare il tuo voto. Ti auguro di aspettare il risultato elettorale con serenità. Ti auguro di sperare che, chiunque sia il nuovo Sindaco, Palo possa risorgere. Ti auguro di amare oggi più che mai il nostro Paese."
La Redazione di Palodelcolle.NET
sabato 30 aprile 2011
Un uomo venuto da lontano
Un uomo venuto
da molto lontano,
negli occhi il ricordo
dei campi di grano,
il vento di Auschwitz
portava nel cuore
e intanto scriveva
poesie d'amore,
amore che nasce
dentro il cuore dell'uomo
per ogni altro uomo.
Un uomo venuto
da molto lontano,
stringeva il dolore
e un libro nella mano
qualcuno ha sparato
ed io quel giorno ho pianto,
ma tutto il mondo
gli è rimasto accanto:
quel giorno il mondo
ha ritrovato il cuore,
la verità non muore.
Un uomo che parte,
vestito di bianco,
per mille paesi
e non sembra mai stanco,
ma dentro i suoi occhi
un dolore profondo:
vedere il cammino
diverso del mondo,
la guerra e la gente
che cambia il suo cuore,
la verità che muore.
Va' dolce grande uomo va parla della libertà va dove guerra,fame e povertà hanno ucciso anche la dignità .
Va' e ricorda a questo cuore mio
và e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.
Dall'Est è arrivato
il primo squillo di tromba,
il mondo si ferma...
c'è qualcosa che cambia,
un popolo grida:
Noi vogliamo Dio,
la libertà è solo un dono suo.
Tu apri le braccia
e incoraggi i figli
ad essere fratelli.
và dolce grande uomo va
parla della libertà
Va' dove l'uomo ha per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Va' e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.
che Caino sono pure io.
che Caino sono pure io.
giovedì 28 aprile 2011
Durante un corso di aggiornamento
che proprio non riuscivo a seguire, perchè ero nervosissima (sono ancora capace di innervosirmi?) mi è capitato tra le mani un libro sul bullismo. Interessante....forse più delle parole del relatore che aveva una voce lenta, dolce....ma mi faceva venire il sonno.
Mentre sfogliavo il libro mi è saltata agli occhi questa frase....
" E' soltanto scendendo nell'abisso che riscopriamo i tesori della vita. E il tuo tesoro è proprio lì, dove inciampi. E' nella caverna in cui temi di entrare che puoi trovare ciò che stai cercando."
Joseph Campbell
Beh, l'ho trovata molto significativa e mi piace condividerla con voi.
Ecco come trasformare un pomeriggio nervorso e un tantino impegnativo, in qualcosa di, come dire, educativo.
Ps: solitamente ho un atteggiamento più diligente,durante i corsi di aggiornamento.....
lunedì 25 aprile 2011
24 anni insieme....
....un buon traguardo per il nostro matrimonio.
Ricordo ancora quella mattina d'aprile, calda, soleggiata, con un cielo incredibilmente azzurro.
Alla vista del bouquet di roselline, che papà aveva appena ritirato dal fioraio, mi sciolsi in lacrime di gioia, perchè sposavo l'uomo che tanto amavo, l'unico degno di allontanarmi da quel piccolo grande uomo che era mio padre....che, intanto, piangeva già da un pezzo, quella mattina.
Sicuramente piangeva di gioia...ma sapeva che molte cose sarebbero cambiate con quella figlia con la quale si capiva senza bisogno di parole, solo con uno sguardo.
Oggi, ci sono due figli meravigliosi a festeggiare con noi. papà non c'è più....e ci manca tanto.
Bando alla malinconia e brindo con il mio marito in questa nuova casa, a questa nuova vita e a tanti anni ancora insieme. Spero sempre sereni!!!
E una fetta di torta noooo?
Ricordo ancora quella mattina d'aprile, calda, soleggiata, con un cielo incredibilmente azzurro.
Alla vista del bouquet di roselline, che papà aveva appena ritirato dal fioraio, mi sciolsi in lacrime di gioia, perchè sposavo l'uomo che tanto amavo, l'unico degno di allontanarmi da quel piccolo grande uomo che era mio padre....che, intanto, piangeva già da un pezzo, quella mattina.
Sicuramente piangeva di gioia...ma sapeva che molte cose sarebbero cambiate con quella figlia con la quale si capiva senza bisogno di parole, solo con uno sguardo.
Oggi, ci sono due figli meravigliosi a festeggiare con noi. papà non c'è più....e ci manca tanto.
Bando alla malinconia e brindo con il mio marito in questa nuova casa, a questa nuova vita e a tanti anni ancora insieme. Spero sempre sereni!!!
E una fetta di torta noooo?
venerdì 22 aprile 2011
Rinascita
Tra poco,
il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.
don tonino bello
giovedì 21 aprile 2011
lunedì 11 aprile 2011
Una citazione appropriata
"Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti. Tagliare tutto quello che non c'entra, che ingombra, che toglie serenità e spesso l'aria dai polmoni,tagliare l'inutilità, l'ipocrisia forzata dei falsi sorrisi, della finta comprensione di chi dice di conoscerti,di capirti ma poi in realtà se ne frega di te, di quello che pensi, di quello che hai da dire."
Paulo Coelho
Un paio di fasi si sono concluse nella mia vita di donna e di figlia. Ho tagliato i rami secchi, gli orpelli inutili e anche il cordone ombelicale, dopo ben 53 anni. Era ora!!!
Non ho mai apprezzato l'ipocrisia, dunque mi sono sbarazzata,senza rimpianti, di quella altrui, dei sorrisi e della comprensione che nemmeno cerchi, che non ti viene propinata così,in modo del tutto gratuito. Pochi amici, ma buoni, sinceri, veri.
Ora sono una donna senza molte illusioni, con poche parole, senza lacrime. Sicuramente molto noiosa. Forse crescere, diventare adulti, invecchiare è tutto questo.
domenica 3 aprile 2011
Le nostre donne
Le nostre donne
Le nostre donne siamo noi
e tutto quello che ci contiene
ha odore di biancheria lavata a mano
nello scrittoio dei segreti
Le nostre donne sono girasoli in fiore
nella battaglia dei giorni
e odore di bucato fresco pulito
sempre steso fuori, dopo il calar del sole
Le nostre donne siamo sodalizio taciuto
sottoscritto con la vita
la tenacia, la dolcezza, gli errori.
Delle nostre donne, io sono l'errante
Le nostre donne
parliamo lingue diverse
alla stessa tavola
ma nell'inguine mai interrotto di Dio
lavate dalle stesse acque del Giordano-dentro
bagnate ognuna d'un colore diverso,
insieme,
le nostre donne formiamo
una bandiera
Beatrice Niccolai
venerdì 1 aprile 2011
Stanotte.....
lo so già: stanotte dormirò; di un sonno profondo, pesante, senza sogni, come la vita che ora vivo,senza grandi voli di fantasia, senza molte speranze, forse senza un domani.
Un giorno uguale all'altro. L'importante è alzarsi, andare al lavoro, adempiere ai propri doveri di madre, di moglie, di donna che lavora. Di figlia? No, ho smesso da tempo... Lei, la grande madre ha voluto così.
Tanti doveri...tutti urgenti, dai quali non puoi tirarti indietro.
Ma forse è meglio così: non pensi, cerchi di non farti coinvolgere dal dolore, dalle assenze, che sono quasi maggiori delle presenze.O forse queste presenze sono così labili, così evanescenti che....è come se non ci fossero.
Arriva un momento della vita nel quale la solitudine non ti fa più paura, non la temi; anzi, la cerchi, perchè è come un involucro, un bozzolo, che ti preserva dal soffrire...
martedì 29 marzo 2011
Attesa
Aspetto d'incontrarti
in un punto del tempo
in un punto del tempo
per tenderti la mano
e sentire il tuo affanno
colmare il vuoto
del mio inseguimento.
Urrasio
domenica 27 marzo 2011
Cosa sognano i pesci rossi
E' il nome del romanzo di Marco Venturino, autore e direttore di divisione di anestesia e terapia intensiva all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
La trama.
All'amministratore delegato di una importante azienda viene diagnosticato un tumore in metastasi avanzata. Non si potrebbe operare, ma un chirurgo famoso lo fa lo stesso. Il paziente verrà parcheggiato in terapia intensiva,poichè l'operazione non riesce. Tra quest'uomo ormai menomato, incapace di comunicare, in attesa della morte, e il medico di terapia intensiva che deve prendersi cura di lui, comincia un rapporto tormentato e umanissimo che l'autore descrive nei dettagli più personali, suddividendo il romanzo in capitoli, uno raccontato in prima persona dal malato, l'altro dal medico.
Il romanzo, pubblicato nel 2006, è capitato tra le mie mani lo scorso mese e l'ho letto tutto d'un fiato, presa dal particolare modo di raccontare la vicenda: da una parte le parole, le emozioni de “la faccia verde”, quella del medico, dall'altra quella di un ricoverato, “i pesci rossi”. Descrivono, ognuno dal proprio punto di vista, la quotidianità della vita in terapia intensiva, il decorso della malattia, il mondo esterno, la classe medica.
Il protagonista malato, Pierluigi, viene definito un pesce rosso perché essendo stato tracheotomizzato non può parlare ma solo muovere le labbra senza emettere alcun suono come un pesce rosso in un acquario e diventa un’impresa ardua per chi gli sta vicino capire cosa desidera.
E ‘ un libro duro, doloroso, commovente ma anche,sotteso, in alcuni momenti da una amara ironia.
Concludo con le parole finali dell’autore: “Vorrei solo che rimanesse addosso, a chi ha avuto la pazienza di leggere questo libro fino in fondo, un odore particolare delle cose umane. Un odore che viene fuori dalle zone di confine tra la vita e la morte, ove i silenzi della vita e i rumori della morte assumono fattezze di giganti deformi. Un odore forse fastidioso che, come spesso capita per gli odori, siamo tentati di cancellare dalla nostra vita di tutti i giorni. Ma questo odore c’è e io ho cercato di farlo annusare. A chi mi legge decidere se ci sono riuscito bene o male. A tutti l’augurio di non fiutarlo più da vicino”.
sabato 26 marzo 2011
LA PACE non è un problema solo dei grandi
“No, non è un problema solo dei grandi. Anzi, comincio a dubitare che la pace, in questo vecchio mondo, possano essere i grandi a farla fiorire.
E allora ragazzo spezzati in quattro per la pace. Prega per la pace. Allenati al dialogo. Cambia il tuo cuore. Educati alla pace. Si, perché la pace è anche un’arte che si impara.
Non basta lo slogan. Non basta una marcia. Non basta un cartello. Ci vuole lo studio. Occorre il confronto. Occorre soffrire.
Ti sarà necessario anche prendere posizione: l’equilibrismo non è il modo giusto per difendere la pace.
Dai, ragazzo! Per la pace fatti in quattro pure tu! Ce la farai!”
(don Tonino Bello)
E allora ragazzo spezzati in quattro per la pace. Prega per la pace. Allenati al dialogo. Cambia il tuo cuore. Educati alla pace. Si, perché la pace è anche un’arte che si impara.
Non basta lo slogan. Non basta una marcia. Non basta un cartello. Ci vuole lo studio. Occorre il confronto. Occorre soffrire.
Ti sarà necessario anche prendere posizione: l’equilibrismo non è il modo giusto per difendere la pace.
Dai, ragazzo! Per la pace fatti in quattro pure tu! Ce la farai!”
(don Tonino Bello)
lunedì 21 marzo 2011
La guerra che verrà
venerdì 18 marzo 2011
Patriottici per caso?
Ieri mi è venuto un groppo alla gola, quando i miei alunni hanno cantato, con la mano sul cuore, impettiti nella loro divisa scolastica, l'Inno di Mameli.
Patriottici per caso? NOOOOO! Credono per davvero a quello che è costato unire l'Italia e restare uniti sotto una unica bandiera.
lunedì 21 febbraio 2011
....non abbastanza
Pioviggina un po’
ma non abbastanza perchè si possa proprio
chiamarla pioggia
e noi lentamente ci bagnamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne
e un po’ ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamare amore.
(H. Nordbrandt)
domenica 20 febbraio 2011
Qualcosa ci è sempre mancato
Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.
Vincenzo Cardarelli
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.
Vincenzo Cardarelli
sabato 19 febbraio 2011
La trombettina
Ecco che cosa resta
di tutta la magia della fiera:
quella trombettina,
la latta azzurra e verde,
che suona una bambina
camminando, scalza, per i campi.
Ma, in quella nota sforzata,
ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi;
c'è la banda d'oro rumoroso,
la giostra coi cavalli, l'organo, i lumini.
Come, nel sgocciolare della gronda,
c'è tutto lo spavento della bufera,
la bellezza dei lampi e dell'arcobaleno;
nell'umido cerino d'una lucciola
che si sfa su una foglia di brughiera,
tutta la meraviglia della primavera.
Corrado Govoni
giovedì 17 febbraio 2011
Il ricordo di un amico
Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perchè amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.
David Maria Turoldo
Chissà se mi senti, se ascolti le mie parole, i miei muti soliloqui, i tanti pensieri e i tanti momenti che ti dedico. Momenti muti, in cui le parole rimangono dentro di me, a farmi male, come il dolore sordo, ma persistente che si prova quando perdi qualcuno o qualcosa che ha rappresentato tanto per te.
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