Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

venerdì 22 aprile 2011

Rinascita

Tra poco,
 il buio cederà il posto alla luce,
 
la terra riacquisterà i suoi colori
 
e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga. 
don tonino bello

lunedì 11 aprile 2011

Una citazione appropriata

"Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti. Tagliare tutto quello che non c'entra, che ingombra, che toglie serenità e spesso l'aria dai polmoni,tagliare l'inutilità, l'ipocrisia forzata dei falsi sorrisi, della finta comprensione di chi dice di conoscerti,di capirti ma poi in realtà se ne frega di te, di quello che pensi, di quello che hai da dire."

Paulo Coelho

 

Un paio di fasi si sono concluse nella mia vita di donna e  di figlia. Ho tagliato i rami secchi, gli orpelli inutili  e anche il cordone ombelicale, dopo ben 53 anni. Era ora!!!

Non ho mai apprezzato l'ipocrisia, dunque mi sono sbarazzata,senza rimpianti, di quella altrui, dei sorrisi e della comprensione che nemmeno cerchi, che non ti viene propinata così,in modo  del tutto gratuito. Pochi amici, ma buoni, sinceri, veri.

Ora sono una donna senza molte illusioni, con poche parole, senza lacrime. Sicuramente molto noiosa. Forse crescere, diventare adulti, invecchiare è tutto questo.

domenica 3 aprile 2011

Le nostre donne

Le nostre donne

Le nostre donne siamo noi
e tutto quello che ci contiene
ha odore di biancheria lavata a mano
nello scrittoio dei segreti

Le nostre donne sono girasoli in fiore 
nella battaglia dei giorni

e odore di bucato fresco pulito
sempre steso fuori, dopo il calar del sole

Le nostre donne siamo sodalizio taciuto
sottoscritto con la vita
 la tenacia, la dolcezza, gli errori.
Delle nostre donne, io sono l'errante

Le nostre donne
parliamo lingue diverse
alla stessa tavola

ma nell'inguine mai interrotto di Dio
lavate dalle stesse acque del Giordano-dentro
bagnate ognuna d'un colore diverso,
insieme,
le nostre donne formiamo

una bandiera

 

Beatrice Niccolai

venerdì 1 aprile 2011

Stanotte.....

lo so già: stanotte  dormirò; di un  sonno profondo, pesante, senza sogni, come la vita che ora vivo,senza grandi voli di fantasia, senza molte speranze, forse senza un domani.
Un giorno uguale all'altro. L'importante è alzarsi, andare al lavoro, adempiere ai propri doveri di madre, di moglie, di donna che lavora. Di figlia? No, ho smesso da tempo... Lei, la grande madre ha voluto così.
Tanti doveri...tutti urgenti, dai quali non puoi tirarti indietro. 
Ma forse è meglio così: non pensi, cerchi di non farti coinvolgere dal dolore, dalle assenze, che sono quasi maggiori delle presenze.O forse queste presenze sono così labili, così evanescenti che....è come se non ci fossero.
Arriva un momento della vita nel quale la solitudine non ti fa più paura, non la temi; anzi, la cerchi, perchè è come un involucro, un bozzolo, che ti preserva dal soffrire... 


martedì 29 marzo 2011

Attesa

Aspetto d'incontrarti

in un punto del tempo

per tenderti la mano

e sentire il tuo affanno

colmare il vuoto

del mio inseguimento.


Urrasio

 

domenica 27 marzo 2011

Cosa sognano i pesci rossi

 E' il nome del romanzo di Marco Venturino, autore e direttore di divisione di anestesia e terapia intensiva all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
 La trama.
All'amministratore delegato di una importante azienda viene diagnosticato un tumore in metastasi avanzata. Non si potrebbe operare, ma un chirurgo famoso lo fa lo stesso. Il paziente verrà parcheggiato in terapia intensiva,poichè  l'operazione non riesce. Tra quest'uomo ormai menomato, incapace di comunicare, in attesa della morte, e il medico di terapia intensiva che deve prendersi cura di lui, comincia un rapporto tormentato e umanissimo che l'autore descrive nei dettagli più personali, suddividendo il romanzo in capitoli, uno raccontato in prima persona dal malato, l'altro dal medico.

Il romanzo, pubblicato nel 2006, è capitato tra le mie mani lo scorso mese e l'ho letto tutto d'un fiato, presa dal particolare modo di raccontare la vicenda: da una parte le parole, le emozioni de “la faccia verde”, quella del medico, dall'altra quella di un ricoverato, “i pesci rossi”. Descrivono, ognuno dal proprio punto di vista, la quotidianità della vita in terapia intensiva, il decorso della malattia, il mondo esterno, la classe medica.
Il protagonista malato, Pierluigi, viene definito un pesce rosso perché essendo stato tracheotomizzato non può parlare ma solo muovere le labbra senza emettere alcun suono come un pesce rosso in un acquario e diventa un’impresa ardua per chi gli sta vicino capire cosa desidera.
E ‘ un libro duro, doloroso, commovente ma anche,sotteso, in alcuni momenti da una amara ironia.

Concludo con le parole finali dell’autore: “Vorrei solo che rimanesse addosso, a chi ha avuto la pazienza di leggere questo libro fino in fondo, un odore particolare delle cose umane. Un odore che viene fuori dalle zone di confine tra la vita e la morte, ove i silenzi della vita e i rumori della morte assumono fattezze di giganti deformi. Un odore forse fastidioso che, come spesso capita per gli odori, siamo tentati di cancellare dalla nostra vita di tutti i giorni. Ma questo odore c’è e io ho cercato di farlo annusare. A chi mi legge decidere se ci sono riuscito bene o male. A tutti l’augurio di non fiutarlo più da vicino”.

sabato 26 marzo 2011

LA PACE non è un problema solo dei grandi

“No, non è un problema solo dei grandi. Anzi, comincio a dubitare che la pace, in questo vecchio mondo, possano essere i grandi a farla fiorire.

E allora ragazzo spezzati in quattro per la pace. Prega per la pace. Allenati al dialogo. Cambia il tuo cuore. Educati alla pace. Si, perché la pace è anche un’arte che si impara.

Non basta lo slogan. Non basta una marcia. Non basta un cartello. Ci vuole lo studio. Occorre il confronto. Occorre soffrire.

Ti sarà necessario anche prendere posizione: l’equilibrismo non è il modo giusto per difendere la pace.

Dai, ragazzo! Per la pace fatti in quattro pure tu! Ce la farai!”
(don Tonino Bello)

lunedì 21 marzo 2011

La guerra che verrà


La guerra che verrà
non è la prima. Prima 
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.

   Bertolt Brecht

                                                                                                                    


venerdì 18 marzo 2011

Patriottici per caso?

Ieri mi è venuto un groppo alla gola, quando i miei alunni hanno cantato, con la mano sul cuore, impettiti nella loro divisa scolastica, l'Inno di Mameli.
Patriottici per caso? NOOOOO!  Credono per davvero a quello che è costato unire l'Italia e restare uniti sotto una unica bandiera.

lunedì 21 febbraio 2011

....non abbastanza

Pioviggina un po’
ma non abbastanza perchè si possa proprio
chiamarla pioggia
e noi lentamente ci bagnamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne
e un po’ ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamare amore.
(H. Nordbrandt)

domenica 20 febbraio 2011

Qualcosa ci è sempre mancato





Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.


Vincenzo Cardarelli

sabato 19 febbraio 2011

La trombettina

Ecco che cosa resta
di tutta la magia della fiera:
quella trombettina,
la latta azzurra e verde,
che suona una bambina
camminando, scalza, per i campi.
Ma, in quella nota sforzata,
ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi;
 c'è la banda d'oro rumoroso,
la giostra coi cavalli, l'organo, i lumini.
 Come, nel sgocciolare della gronda,
c'è tutto lo spavento della bufera,
la bellezza dei lampi e dell'arcobaleno;
nell'umido cerino d'una lucciola
che si sfa su una foglia di brughiera,
tutta la meraviglia della primavera.
 
Corrado Govoni

Haikù



Stupore:
una margherita si frange,
suono di mezzanotte.

 
Shiki (1867-1902)

giovedì 17 febbraio 2011

Il ricordo di un amico




Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perchè amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.

David Maria Turoldo 







Chissà se mi senti, se ascolti le mie parole, i miei muti soliloqui, i  tanti pensieri e i tanti momenti che ti dedico. Momenti muti, in cui le parole rimangono dentro di me, a farmi male, come il dolore sordo, ma persistente che si prova quando perdi qualcuno o qualcosa che ha rappresentato tanto per te.

lunedì 14 febbraio 2011

Febbraio

".... amo febbraio che rosicchia luce al sole,

lo trattiene di più giorno su giorno,

amo febbraio che risale l'orizzonte,

amo il pettirosso che ha resistito senza migrare al sud,

amo il mandorlo che apre il fiore bianco di pupilla e lo

sparge sull'erba scolorita dalla brina,

amo la vita che continua senza di me,

amo l'onda che passa a scavalcarmi,

amo spingo sul verbo amare...."



da " Il contrario di uno" di Erri De Luca                                                                    





domenica 13 febbraio 2011

E inizia un'altra settimana....

E domani incomincia un'altra settimana, dopo un fine settimana  che ha visto me e la mia famiglia mediamente sereni, quasi felici.
E' vero che  ho propinato a mio figlio maggiore un antibiotico scaduto...non è guarito, ma non ci sono stati grossi problemi.
E poi....il NAPOLI ha vinto e il partenpoeo in esilio, mio marito, galleggia felice, tre metri sopra il cielo.
Già lo so che sarà una settimana pesante lì, a scuola...Le schede da compilare, riunioni varie, intere giornate fuori casa ma....non devo lamentarmi perchè c'è chi non ha lavoro e gli insegnanti hanno due mesi di ferie....dicono.In molte scuole si lavora anche a luglio, ma questo è un dettaglio trascurabile.
Intanto, il nostro alunno disabile da diverse settimane non taglia solo i capelli alla collega di sostegno...Tenta strozzare un compagno, distribuisce calci a destra e a manca e...sputa dove capita.
Mi sembra di essere tornata in prima classe, quando davvero non sapevamo dove sbattere la testa...e pareva che fossimo noi le "sbagliate", le inadeguate.
Quello che mi preoccupa è che lui si diverte da morire; saltella felice per i lunghissimi corridoi della scuola, dopo aver diligentemente seguito tre ore di lezione...
Il suo problema ha un nome che, per motivi di privacy non posso qui rivelare ma, mi chiedo, la Gelmini, ministro della PI, queste cose le sa?
E' previsto che le insegnanti debbano correre per i corridoi, schivare gli oggetti che ti lancia, i calci e tutto il resto?
Certo c'è l'insegnante di sostegno ma...un bambino disabile è un bambino della classe e di tutte le insegnanti che ruotano intorno, preoccupate di integrarlo...nel gruppo classe.
La sua presenza ci ha messo spesso in crisi....ci interroghiamo, cercando continuamente interventi adeguati.
Ho imparato che con lui niente è valido. Ogni giorno devi essere pronta a fronteggiare situazioni nuove.
Spesso mi chiedo cosa sarà di lui, quando uscirà dalla nostra scuola, dove almeno siamo tutti intorno a lui.


venerdì 4 febbraio 2011

gli amori impossibili

Ho passato con lui tutta la vita. Stava con me anche quando non c'era. Nella mia testa io dormivo con lui e con lui mi risvegliavo la mattina. In tutti questi anni non ho mai cessato di amarlo. E' stata  una cosa bella ma insopportabile. Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre.
Dal film "MINE VAGANTI"





Gli amori impossibili si trasformano in desiderio eterno.

giovedì 3 febbraio 2011

Solitudini composte




















Da qui a sera avrò


tempo per dimenticarti,


o tutto il tempo


per uccidermi in un ricordo.


Da qui a sera,


saranno ore di primavera,


di solitudini composte


come fosse vero che eri e sei


il tempo che non torna.


Un pensiero a forma di te


muove, come fosse vento,


i rami e le foglie.


Starti dentro in eterna distanza,


osservarti andare


mentre io, solo per sopravviverti,


a me,solo a me,


nel silenzio della pietra


e nel dove dell'acqua


ritorno.

                                                                                                                                               
                                                                                                                           beatrice niccolai


Troppo belli questi versi per non postarli. Li sento anche tanto miei, soprattutto quando affermano che "sei il tempo che non ritorna".

Forse più che il pensiero di un amore lontano nel tempo, sul far della sera, mi accompagna la consapevolezza che nulla può tornare.....che la nostra è una distanza incolmabile, eterna, appunto.



martedì 1 febbraio 2011

Guarda l'alba



e come canta Carmen Consoli: " .....persino il dolore più atroce, si addomestica."

Mi sto esercitando.....