Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno
con i piedi per terra e mare tutto intorno.
martedì 21 febbraio 2012
sabato 18 febbraio 2012
LILLA'
martedì 14 febbraio 2012
Divagazioni
"Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno."
Giulia Carcasi
Io sono di legno, non so quanto pregiato. Magari sono di un legno qualunque, ma solido, dalle venature calde....Solida, massiccia. Continuo a nascondere i cedimenti, che, comunque, ci sono, a causa di uno, due, tre piccoli tarli che scavano gallerie, profonde, fin dentro l'anima.
La solidità non è una facciata esteriore. Sono solida solo per me stessa...per la mia famiglia,il mio progetto più importante, per il mio lavoro.
Il resto...non mi interessa.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno."
Giulia Carcasi
Io sono di legno, non so quanto pregiato. Magari sono di un legno qualunque, ma solido, dalle venature calde....Solida, massiccia. Continuo a nascondere i cedimenti, che, comunque, ci sono, a causa di uno, due, tre piccoli tarli che scavano gallerie, profonde, fin dentro l'anima.
La solidità non è una facciata esteriore. Sono solida solo per me stessa...per la mia famiglia,il mio progetto più importante, per il mio lavoro.
Il resto...non mi interessa.
sabato 11 febbraio 2012
PEGGY E MILLA
Questa è Peggy, la mia cagnolina storica, poichè è nella mia famiglia da ben quattordici anni. Le ho dedicato diversi post, perchè è un "pezzettino" importante di tutti noi. Qui è ritratta nel suo abbigliamento invernale. Notate l'eleganza...il fiocchetto nero sul cappottino rosa: è tutto molto fashion, come ama dire mio figlio minore.
Ora Peggy, però, non è più quella di prima: non ci vede, non sente più. Trascorre le giornate a dormire. Si sveglia, mangia, fa i suoi bisognini e torna nel suo mondo. Mi mancano tanto le sue corse, i suoi mugolii di gioia quando rincasavo...Mi è difficile accattare la sua vecchiaia, forse perchè essa mi ricorda che il tempo è passato per tutti.
Quando erano piccoli i miei figli, giocava a pallone con loro, ci seguiva in vacanza, abbaiava con veemenza quando il Napoli segnava, "cantava", quando i miei figli suonavano il flauto. Insomma, sempre con noi....per noi.
INTANTO nella nostra vita c'è un'altra cagnolina....MILLA.
Milla è apparsa casualmente, un pomeriggio di settembre caldo, soleggiato. Eravamo tutti in giardino per un problema condominiale. La cagnolina, magra,sparuta, con la coda spelacchiata,sporchissima, è arrivata zompettannte, accompagnata dal CANE NERO, un randagio che tutti, nel residence, avevamo adottato, offrendogli cibo e acqua. La piccola ha provato ad infilarsi nel nostro giardino e non è più uscita.
Il primo ad esserne conquistato, è stato mio figlio maggiore,che, incurante del suo stato, l'ha presa in braccio e ha gridato ai quattro venti: che bel cagnolino giallo!!!! Non l'ha più mollata. Tra cure veterinarie, strigliate sotto l'acqua, bagnetti profumati e cibo...Milla è quella che mostrano le foto. Una cagnolina dolcissima, affabile che, a pieno titolo, fa parte della nostra famiglia.
Peggy tollera con noncuranza la sua presenza, di cui, forse, si accorge, quando emerge dal suo torpore.
mercoledì 8 febbraio 2012
Insegnerai a....
Insegnerai a Volare, ma non voleranno il Tuo Volo.
Insegnerai a Sognare, ma non sogneranno il Tuo Sogno.
Insegnerai a Vivere, ma non vivranno la Tua Vita.
Ma in ogni Volo, in ogni Sogno e in ogni Vita,
rimarrà per sempre l’impronta dell’ insegnamento ricevuto.
Madre Teresa
Mi ritrovo in queste parole di Madre Teresa, anche se manca la parte meramente "cognitivo-apprenditiva" dell'insegnamento. Mi auguro che rimanga qualcosa di tutto quello che ho detto ai miei alunni, durante i cinque anni trascorsi insieme: andare in fondo con a tutto, arrivare alla sostanza delle cose, non fermarsi mai alla superficie.
lunedì 6 febbraio 2012
"Così cominciò" di Evgenij Evtusenko
Così cominciò, là
in fondo alle scale
che tu scendevi di corsa
appena suonava il segnale di fine
dell’ultima lezione-
là, nella allegra ressa
presso gli spogliatoi,
protendendo con mano
di febbre
la tua contromarca.
Così cominciò, là
nella banda di ragazzi accaldati
(sorridessero pure con malizia
le bambine, vedendoti passare!)
correvi, a perdifiato,
facendo a pallate con l’umida neve.
Per un attimo balenavano in fuga
fiumiciattoli,
nuvole,
borgate,
ma ai tuoi occhi su tutto dominava
quell’unica cosa:
la cosa di cui, ora, sentivi forte la mancanza,
e non potevi comunque sapere ancora
che cosa.
Volevi l’amore-
amore vero, senza trucco,
e comunque tu riesca adesso
a ingannare te stesso,
volevi-non negare!- un amore felice,
e se questo non fosse stato possibile,
ti saresti contentato anche di un amore infelice:
ti bastava solo:
che fosse l’amore...
Quanti ricordi, questa poesia. Ricordi legati ad una nevicata che, quasi si perde nella notte dei tempi. Ero molto giovane, lo era anche lui.Chissà se ero innamorata di lui o solo dell'amore.
domenica 5 febbraio 2012
sabato 4 febbraio 2012
Il mondo è in pericolo
Il mondo è in pericolo
e nessuno mi attende.
Per questo non uscirò né alle nove
né alle dodici
ho carte da sistemare
e decisioni da prendere.
Ciononostante mi vesto
e dico tra me e me
che l'errore assoluto e la distrazione
si prendono gioco del male impensabile
e ne respirano la fragranza.
Inaya Jaber, Libano, poetessa, giornalista e critica cinematografica.
sabato 28 gennaio 2012
Lasciami andare
Ti prego, lasciami andare. Basta con i ricordi, con i rimpianti...con le poche cose che abbiamo vissuto insieme.
Non
ce la faccio a vivere così, scissa in due, tra presente e passato,
senza nessun futuro, perchè ora per davvero non ci sarà più alcun futuro
per noi.
Lasciami andare...voglio vivere questo presente accanto all'uomo che che amo di un amore vero, reale, fatto di quotidianità, di piccole gioie e dolori, preoccupazioni...ma è la mia vita reale.
Non
saprò mai cosa veramente cosa pensavi di noi due, cosa hai pensato,
quando in passato, in quel passato remoto, abbiamo vissuto una breve e
intensa storia. Non sono mai più stata così appassionata, emozionata...
innamorata. Ma è passato ed io non posso distruggermi al ricordo di
qualcosa che non ha avuto, forse, per te lo stesso significato..
Ci piacevamo tanto, nessuno mi ha più guardata così profondamente, intimamente, nell'anima, fino a sconvolgermi.
Ma ora non ci sei più, in modo totale, assoluto e questa assenza è un vuoto che non riesco a riempire in modo alcuno.
Lasciami andare, anche se questo significa star male, perchè, pur senza vederti, sentirti, sapevo che c'eri da qualche parte.
giovedì 26 gennaio 2012
L'alloggio segreto
Stamattina, con i miei alunni di quinta, ho assistito ad uno spettacolo teatrale "L'alloggio segreto", un monologo liberamente tratto dal diario di Anna Frank. L'attrice raccontava in terza persona la vita della ragazzina ebrea; scenario semplice, essenziale. Parole, c'erano tante parole e suoni, soprattutto il fischio di un treno che irrompeva nel silenzio del teatro.
Inizialmente ho temuto che i bambini si annoiassero, reggere per un'ora un monologo di quella portata, non era semplice.
Invece i miei alunni mi hanno stupita, come sempre. Hanno ascoltato in religioso silenzio e hanno, poi, rilvelato pensieri e sensazioni che mi hanno commossa. (...si vede che sto invecchiando).
giovedì 19 gennaio 2012
"Andava e sapeva dove andare.
Questo era tutto.
Sensazione meravigliosa.
Di quando il destino finlamente si schiude, e diventa sentiero distinto e ormai inequivocabile dell'avvicinamento.
Quell'accostarsi.
Si vorrebbe non finisse mai.
Il gesto di consegnarsi al destino.
Quella è un'emozione.
Senza più dilemmi, senza più menzogne.
Sapere dove. E raggiungerlo.
Qualunque sia, il destino."
[A. Baricco]
Questo era tutto.
Sensazione meravigliosa.
Di quando il destino finlamente si schiude, e diventa sentiero distinto e ormai inequivocabile dell'avvicinamento.
Quell'accostarsi.
Si vorrebbe non finisse mai.
Il gesto di consegnarsi al destino.
Quella è un'emozione.
Senza più dilemmi, senza più menzogne.
Sapere dove. E raggiungerlo.
Qualunque sia, il destino."
[A. Baricco]
Forse...mi sono consegnata al mio destino...ma dove andare, ancora non lo so. Intanto aspetto...
venerdì 13 gennaio 2012
MATTINO
Era necessario un addio, perché capissi,
che non c'è un addio per noi.
Per sempre porterò in me quest'alba
come segno di bruciatura.
Alzàti sul far del giorno,
partimmo verso l'aeroporto grigio
ed eravamo contenti, perché era così lontano.
La mia ultima parola fu un sorriso.
E sopra di noi sorgeva con l'addio
l' incontro vero e l'amore.
Blaga Dimitrova
1961, Praga
giovedì 12 gennaio 2012
Vicolo di Salvatore Quasimodo
Mi chiama talvolta la tua voce
e non so che cieli ed acque
mi si svegliano dentro:
una rete di sole che si smaglia
sui tuoi muri ch’erano a sera
un dondolio di lampade
dalle botteghe tarde
piene di vento e di tristezza.
Altro tempo: un telaio batteva nel cortile
e s’udiva nella notte un pianto
di cuccioli e bambini.
Vicolo: una croce di case
che si chiamano piano,
e non sanno ch’è paura
di restare sole nel buio.
Salvatore Quasimodo
e non so che cieli ed acque
mi si svegliano dentro:
una rete di sole che si smaglia
sui tuoi muri ch’erano a sera
un dondolio di lampade
dalle botteghe tarde
piene di vento e di tristezza.
Altro tempo: un telaio batteva nel cortile
e s’udiva nella notte un pianto
di cuccioli e bambini.
Vicolo: una croce di case
che si chiamano piano,
e non sanno ch’è paura
di restare sole nel buio.
Salvatore Quasimodo
mercoledì 11 gennaio 2012
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo.
Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto
non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso
che vi è entrato.
Haruki Murakami
T' amo
T'amo per tutte le donne che non ho conosciuto.
T'amo per tutte le stagioni che non ho vissuto.
Per l'odore d'altomare e l'odore del pane fresco.
Per la neve che si scioglie, per i primi fiori
Per gli animali puri che l'uomo non spaventa T'amo per amare,
T'amo per tutte le donne che non amo.
Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore,
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio.
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica.
T'amo per la tua saggezza che non è la mia,
Per la salute,
T'amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo.
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.
(Paul Éluard)
T'amo per tutte le stagioni che non ho vissuto.
Per l'odore d'altomare e l'odore del pane fresco.
Per la neve che si scioglie, per i primi fiori
Per gli animali puri che l'uomo non spaventa T'amo per amare,
T'amo per tutte le donne che non amo.
Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore,
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio.
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica.
T'amo per la tua saggezza che non è la mia,
Per la salute,
T'amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo.
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.
(Paul Éluard)
lunedì 9 gennaio 2012
Inviti superflui
Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e,stretti assieme dietro ai vetri,
guardando la solitudine delle strade buie e gelate,ricordassimo gli inverni delle favole,dove si visse insieme senza saperlo.
guardando la solitudine delle strade buie e gelate,ricordassimo gli inverni delle favole,dove si visse insieme senza saperlo.
martedì 3 gennaio 2012
Il futuro
E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti,di una blusa.
Mi infurierò,amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro,il carcere dove ancora ti detengo,
né là fuori,in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente,non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò,penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.
Julio Cortazàr
lunedì 2 gennaio 2012
- E se passate fate piano
che Fata dorme dal mattino
che l'uomo per la guerra le partì
e dietro la collina si sbiadì
e nel castello sopra il fiordo,
la luce sfiora per ricordo
le coppe che restarono così;
e il vento smuove le vetrate
e a volte un'eco di risate
un tempo risuonavano da lì
ma non passateci d'aprile
che non potreste più vedere
le rose come quando lui era qui;.
E quando c'era lui le sale
erano piene mille sere
di gente e luci e scherzi di buffoni,
e feste fino all'alba e poi canzoni;
e lui stringeva fra le dita
la pietra verde della vita
e chi partiva sempre ritornò
tornò anche un figlio trovatore
scappato senza far rumore
per altre luci che poi non capì
e un drago fatto con la paglia
bruciava all'alba sulla soglia
perche il dolore non entrasse lì.
Tu che ne sai che passi e guardi
di Fata e tutti i suoi ricordi
del sogno che ha battuto la realtà?
La polvere si è fatta antica
e sul sentiero c'è l'ortica
ma Fata non ci crede e non lo sa.
Ha fretta e l'abito è sgualcito
ma è la gran sera che ha aspettato
e il conto della sabbia è fermo già
e lui che bussa e lui che torna qua,
e si riaccendono le luci
ad una ad una stanze e voci
e servi e cani ancora tutti là:
è lui, sorride sulla porta
è lui, lo stesso di una volta
ma chiede scusa e non l'abbraccerà;
ha gli occhi stanchi, è sempre bello
ma tiene addosso quel mantello
che non si toglie e non si toglierà.Circa 15 anni fa ho spiegato ai miei alunni la vita nel castello, con questo splendido brano di Roberto Vecchioni. Poesia pura, struggente, malinconica, che arrivò immediatamente al cuore dei miei bembini di allora. Il ruolo della donna, la sua vita nel castello; l'uomo, il guerriero, che non tornerà ...Non so perchè stamattima mi sono alzata con questo motivetto in testa. Questa casa, a volte, mi sembra davvero un castello con tante inferriate alle porte,scale....e io mi sento una castellana in attesa di qualcuno che non tornerà...
domenica 1 gennaio 2012
Dopo un po'
Dopo un pò impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appogiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perchè il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Dopo un pò impari che il sole scotta,se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte,
e che vali davvero.
Karla Troiani
Magari questi versi potrebbero servire come propositi per il nuovo anno....
tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appogiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perchè il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Dopo un pò impari che il sole scotta,se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte,
e che vali davvero.
Karla Troiani
Magari questi versi potrebbero servire come propositi per il nuovo anno....
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