Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

lunedì 31 gennaio 2011

I figli

Prima erano dolce attesa
e grande, indicibile gioiadi famiglia, con nuvole e stelle,e dappertutto presenti.

Poi diventarono vivi, vicini,teneri, indipendenti pensieri,due occhi che riflettono la luna,un cuore che batte da solo.

Risuonarono passi di piccolissimi piediper tutta la casa,che ancora risuonano nel nostro cuore malinconicamente nel sussurro notturno.

All'improvviso alzano lo sguardo,scordano i giochi infantili,hanno occhi lontani, inquietie ansia di buie strade.

Hanno elevato le giovani nuche e hanno trovato troppo stretto in casa...La pioggia cancellò via velocele orme fuori sulla ghiaia.

La pioggia rapida lavava viale lacrime dalle guance...le ruvide voci cambiate garrivano al vento.


Ma siccome erano bravi figli li vedevamo spesso anche in seguito;al caffè di domenica due ore sedevano a perdere del tempo,

e quando veniva la sera se ne andavano dove noi non riuscivamo mai a sapere,a loro facevamo cenni con le mani dal cancello,in silenzio, l'uno accanto all'altro.

Soave e cauto è il buio,e si pure son le gocce di pioggia,i bravi figli sono un dono.E' male esser soli. 

TOVE DITLEVSEN (1918-1976)

venerdì 28 gennaio 2011

Perchè non si dimentichi....

Ricordare

27 gennaio 2011 - Tonio Dell'Olio
Ricordare significa riportare al cuore. Non una memoria cerebrale quella della Giornata in cui si “ricordano” le vittime della furia impazzita del nazismo, ma una memoria affettiva. Ripensare sì a quello che è stato, ma cercando almeno di immaginare i patimenti cui milioni di persone furono sottoposti. Il freddo gelido, il dramma delle separazioni, la crudeltà delle torture scientificamente pianificate, lo sterminio col gas, la denutrizione, i lavori forzati... Ho visitato Auschwitz e lo Yad Vashem, il Museo della Shoah a Gerusalemme, ma soprattutto considero una grazia l’incontro con alcune persone sopravvissute. Volti da “ricordare”. E poi i Giusti tra le nazioni. Per gli ebrei i giusti sono coloro che, pur fuori dal popolo di Israele, mostrano rispetto per Dio. Significativo che questo titolo sia riconosciuto a coloro che hanno aiutato gli ebrei durante le persecuzioni. Segno che Dio si fa presente nell’uomo perseguitato. Per ciascuno di loro il museo ha piantato un albero col loro nome. Che tutto il mondo si trasformi in foresta e l’olocausto solo un triste, lontano, ricordo.

lunedì 24 gennaio 2011

ODE AL LIBRO

....Perché dal libro si vede il mondo (come sembra suggerire  questa immagine) e se stessi nel mondo.
Nel libro riposo e mi ritempro, mi rifugio e mi metto in salvo, cresco e scaccio la mia povertà, mi cullo e mi risveglio, torno a me e trovo la forza per tornare al mondo.
Finché esisteranno libri da leggere sarò salva.

domenica 23 gennaio 2011

Pensieri di una domenica mattina alquanto uggiosa....

"Era un signore andato via.
A lei qui rimasta tantissimo mancava.
La traccia da lui lasciata segnava ovunque intorno a lei l'aria.
Come un quadro spostato per sempre segna la parete"


L'aria fredda, il cielo cupo, non m'invitano certo a pensieri allegri. e poi  si sa che sono una persona romantica, melanconica, forse pure un tantino depressa.
E che non m'importa niente di quello che pensano gli altri, di appariree quella che non sono. Lo voglio gridare al mondo intero che mi manchi....e mi fermo qui, che mo divento pure patetica....

mercoledì 19 gennaio 2011

E queste son soddisfazioni!!!!!

Buondì e ben ritrovati tutti. Oggi voglio gratificarmi, pubblicando un testo scritto da un mio alunno (ho una qurta elementare), particolarmente bravo. L'ha scritto interamente in classe, altrimenti sarebbero venuti anche a me i dubbi....nonostante lo conosca da cinque anni.
Vi lascio alla lettura e....poi ditemi cosa ne pensate... 


" Una  simpatica chiacchierata con la Befana"



Mezzanotte.Ero in cantina,nel buio,cercando di aggiustare il contatore,facendomi luce con una candela.
Sentii un rumore,mi avviai verso esso,mentre reggevo la candela e...Puf...apparve una scopa...Paf...apparve una vecchia racchia!.
Era orrida:un nasone coperto da una fitta foresta di brufoli,un mento aguzzo rigirato all'insù,2 occhi vispi e rughe che sembravano onde.Una calzamaglia sgualcita ricopriva le gambe e calzava scarpacce  nere che non si abbinavano con la gonna blu intenso.
Avanzai allo scoperto e le parlai timoroso:-Bu...Bu...Buonasera!S-Signora Be-Be-Befana!?-
Lei mi rispose:
- Buonasera, ma perchè tanta cordialità?
- Befana,per caso posso intervistarla?
- Sissignore - rispose - Con piacere-
Io diedi inizio all'intervista passando dal Lei al tu:
- Come mai pensi poco a te stessa?
- Be - fu la risposta - diciamo perchè non ho interesse a seguire quella che voi chiamate moda.
- Secondo te esistono i bambini cattivi? - chiesi.
Lei mi rispose con un sospiro da "Le mille e una notte"e poi mormorò:
-Veramente non lo so. Anche nei bambini che fanno i capricci poi,in fondo,in fondo,nel cuore c'è qualcosa di buono...
Io precisai:
- Perchè sei sempre allegra,nonostante la tua notevole età e i tuoi malanni?-
Lei rispose:
-Perchè?Siiiii,perchè non mi  importa la mia salute,ma la felicità del mondo!-
- Hai una famiglia - dissi - O sei "single"?
- No - disse compiaciuta - sono "single"
- Qual era la tua fiaba preferita da piccola?
chiesi curioso.
- La mia fiaba preferita? Ah...erano le fiabe e le filastrocche di Roberto Piumini - annunciò.
-Siccome ho il sogno dell'astronomia,mi racconti come sono da vicino le stelle?-dissi speranzoso.
Lei rispose:
- Sono magnifiche,magiche,impressionanti,ti narrano poesie molto belle.
Mentre parlavo,scoprii sotto il gonnellone una pancia di troppo,udii una voce che andava su e giù con la tonalità.Allora gridai,togliendo la maschera orrida :
-Ah Ah...scoperto sottospecie di DI UN PAPA' IN VENA DI SCHERZI.-
Proprio così:era mio padre!!!
E allora io dissi:
-Ora va ad aggiustare il contatore razza di pelandroneeeeee!!!!!!!!!!!

DANIELE  IV B

sabato 11 dicembre 2010

Mattini in frantumi


Ci sono mattini in frantumi
giorni
in cui ci si attaccherebbe
al collo del primo che passa
per il pane di una parola
per il suono di un bacio.

Andrèe Chédid, poetessa
 

mercoledì 27 ottobre 2010

"Le era entrato nel cuore.

Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie le era entrato nel cuore.

E lì cosa faceva?

Stava.

Abitava il suo cuore come una casa"

domenica 12 settembre 2010

Al mio caro amico che ora vive su una stella


"SPEGNISTELLE" di
Valente Taddei
olio e china su carta


















Io non ti chiedo di portarmi
una stella celeste
solo ti chiedo di riempire
il mio spazio con la tua luce.
Io non ti chiedo di firmarmi dieci fogli grigi
per poter amare solo chiedo che tu ami le colombe che amo osservare.
Dal passato non lo nego
ci arriverà il giorno futuro
e del presente
cosa importa alla gente
se non fanno altro che parlare.

Io non ti chiedo di andarmi a prendere
una stella celeste
solo chiedo che il mio spazio
sia pieno della tua luce.



Mario Benedetti




Ora che riesco a pensare alla tua assenza con meno dolore, ti dedico questa poesia e...aspetto da te una stella con tutta quella luce che  hai fin qui saputo donarmi.
Con affetto.
Rosalinda





sabato 11 settembre 2010

Portami il girasole


Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
.Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
é dunque la ventura delle venture.
.Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.
.
(da Ossi di Seppia)


Ho piantato un girasole in un vaso; ora è lì, sul davanzale,che occhieggia timido, speranzoso, pieno di luce, in queste uggiose giornate di fine estate.
















mercoledì 25 agosto 2010

Eccomi!!!

Cari amici blogger,
eccomi ritornata a voi e al mio amato blog, che contiene frammenti di vita passata, irrinunciabili.
Ho letto i vostri commenti al mio ultimo post e...mi hanno fatto sorridere. ho temuto davvero, di perdermi tra tutti gli scatoloni e nell'inevitabile disordine che il trasloco aveva creato.
In questi due lunghi mesi, che per me sono volati, ho riordinato e riposto i ricordi più importanti, buttato quello che non servivano più, senza rimpianti...si sa, Saturno impone di tagliare i rami secchi, senza vita, inutili orpelli...
Adesso, tutto ha una nuova collocazione e anche noi ci sentiamo diversi in questa casa circondata dal verde, con tanti fiori ai balconi.
Ho volutamente trascurato il mio blog, perchè volevo ritrovare il mio equilibrio, la mia serenità: vi avrei annoiato con le mie parole melanconiche, poichè il distacco dalla MIA vecchia casa...non è stato facile, tra carte bollate ed avvocati...
Ovviamente non ci sono state vacanze al mare, come tutti gli anni, ma non ne abbiamo risentito molto, poichè qui era tutto nuovo e da scoprire.
Non abbiamo ancora una buona connessione ad internet...usiamo una chiavetta che si impegna ma....non so se riuscirò a pubblicare questo post, poichè è lenta e di breve durata.
Prometto di passare da voi appena possibile.
Vi abbraccio tutti.

venerdì 25 giugno 2010

Un ultimo sforzo.....

Amici blogger....mo si fa sul serio. Un ultimo sforzo per trasportare gli oggetti più importanti e...questo trasloco, lungo un mese, dovrebbe concludersi.
Nell'immagine...mio marito, dall'aria stravolta....la mia ve la risparmio....

lunedì 21 giugno 2010

Varie ed eventuali.....

Mi dicono che oggi incomincia l'estate, ma questa affermazione è poco credibile, pochè l'aria stamattina è fresca. C'è un po' di sole, timido, direi e ieri è piovuto tantissimo.
Io, intanto, sono sempre divisa tra due case; nella nuova c'è più ordine, più silenzio, forse ci sarà più serenità. Nell'altra, dove, ancora per poco, c'è il computer, regna sovrano il caos tra oggetti, mobili smontati, ricordi e ....non so nemmeno io. La mia Peggy si aggira incerta, forse non trova più i suoi punti di riferimento. Secondo me ha colto che sta accadendo qualcosa di molto serio, che non stiamo preparandoci per la solita vacanza.
Infatti leggo nel suo fumetto, che aleggia da giorni sulla sua testolina:
- Vuoi vedere che questi, mi lasciano qui?????
Quando rientraimo dalle nostre spedizioni a "casetta nuova", Peggy ci accoglie con salti e guaiti di gioia. Davvero teme di essere abbandonata.
Tranquilla Peggy. Cambierà lo scenario della nostra vita, ma i personaggi resteranno gli stessi...
Intanto, prima che mi tolgano la connessione, auguro a tutti una serena settimana.

lunedì 14 giugno 2010

Io ci sarò....


"Ricordati sempre, io ci sarò. Ci sarò nell'aria.
Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte,
chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla.
Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio".
(Tiziano Terzani)


Ci sto provando.....ma è tanto difficile!

domenica 13 giugno 2010

A metà

Sono una donna a metà...tra due mezze case.
Disordine, gran confusione in entrambe.
Si, è tutto a metà, anche il mio modo di essere in questo momento. Una parte è tesa al cambiamento e l'altra un po' timorosa.
Il bello della vita....è, in fondo, in questa continua ricerca di equilibrio.

mercoledì 9 giugno 2010

Le parole per dirlo.....

Le parole

Quasi sempre nascono in fretta. E furia. Rime ne fanno poche. E vanno spesso a capo. Per darsi un tono o rimanere in bilico. A volte urlate, a volte respirate negli orecchi, a volte scritte sulle mani. Sbrindellate, consumate, esposte. Sono solo stracci al sole.

Immagine e parole sono di Giovanna Noia



Io avrei scritto: Fatemi andare via di qua e poi....sparite per sempre dalla mia vita!!!!!

martedì 8 giugno 2010

Lo Scempio Della Scuola Pubblica Sotto La Scure Di Tremonti

Dal blog di Annarita:

Riporto qui la lettera che Mila Spicola, un'insegnante palermitana ha indirizzato al ministro Tremonti. MicroMega l'ha pubblicata, ed io la riporto integralmente perchè mi appartiene totalmente.


**********


di Mila Spicola

Ministro Tremonti,

dirà lei: non ne posso più di sentirvi, voi insegnanti. Molti lo stanno già dicendo insieme a lei. Eppure, non demordo. Ci sono due tipi di alunni svogliati: quelli che a furia di rimproveri continuano imperterriti a rifiutare qualunque invito alla responsabilità e quelli invece che, sentendosi ripetere sempre la stessa cosa, alla fine rinsaviscono per sfinimento. Voglio essere ottimista, annoverare lei tra i secondi e prenderla per sfinimento. Fosse anche una minima parte dello sfinimento che ho io, alla fine di quest’annus terribilis per la scuola italiana. Stanca, amareggiata, sconsolata, eppure lei non ci riesce a prendermi per sfinimento, continuo a protestare, come i soldati alle Termopili. Magari lei non ascolterà, ma qualche italiano di “buona volontà” , come si diceva una volta, sì.

Lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. E’ esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un‘aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c'è, un giorno non c'è, un giorno è un "anatema psicologico delle sinistre" e l'altro giorno "dobbiamo fare sacrifici". Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora. Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33, ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.

C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i problemi erano altri, non certo questi, ed era una bella scuola. Chi non deve parte della sua personalità a quel docente che non dimenticherà mai?

Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella: tagli alle ore e tagli ai finanziamenti per la gestione. “Facessero una colletta i genitori, e che sarà mai qualche decina di euro”. Nulla. Ma non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, qualche decina di euro aiuta ad andare avanti. E così avete tagliato. Nella scuola dove insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi, incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti mortali e le capriole all’indietro. Questo lo sapevate, vero? Qual è l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a lavorare senza grossi drammi? La nostra. Nel senso che lei aveva ragione e che quindi, nonostante i tagli, e visto che riusciamo ad andare avanti, la scuola non ha tutti ‘sti problemi? No, aveva ragione perché per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi: e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l'appello tutte le mattine.

Però sa cosa c’è? C'è che abbiamo anche sopportato e stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no. Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze giornaliere, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà: si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati), due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno. A volte me ne arrivano altri 3 o 4 da altre classi.

E allora mi dica lei qual è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E‘ una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni cosa vi aspettate? E’ già un miracolo se abbiamo le sedie nella mia scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con muffa e infissi rotti, che puntualmente aggiustiamo stornando somme da altri fini. “Si rivolga al Comune” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario, sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. Macchè, manco la chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a salvaguardare le scuole private.
Lei lo chiama razionamento e si riempie la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città italiane. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè a noi che le vediamo e viviamo la verità delle cose. Perché nemmeno il contributo di 15 euro annui riescono più a pagare. Un disastro che chiamo illegalità.

Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi siano il bersaglio vero delle nostre scelte. E’ questa l’illegalità, non solo la 'ndrangheta, la camorra e la mafia, è questo l’esempio in cui crescono i miei ragazzi sfortunati. Ma l’illegalità e il non rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica, che parlo male della scuola e che un insegnante non può farlo. Io non parlo male della scuola? Come potrei? E’ la mia vita. Io dico male della distruzione che ne state facendo, parlo male di voi, ecco perché non me lo permettete. Non di fare politica, bensì di esercitare un dissenso sacrosanto. Si difenda contraddicendomi con fatti. Parlo male... Faccio politica... dice? E sia pure! Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: sono io a formare i cittadini di domani, mica Lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”. Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno di più io, non di certo Lei che gli toglie maestri, risorse e ruolo sociale: perché se si permette di uccidere il mio ruolo, insieme al mio, annulla quello di studente. Non ci aveva pensato? Lasciate i fanciulli senza guida, ne farete dei tiranni, questo diceva Platone. Quante mamme non posso riconoscersi in quella frase ripercorrendo le lotte giornaliere con i loro piccoli tiranni?

Da qualche mese mi rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. Il mio Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli?

E allora le faccio una proposta indecente davvero: di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza degli edifici scolastici: sono questi i monumenti culturali dell’Italia che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.

(31 maggio 2010)


venerdì 4 giugno 2010

Perchè....


Durante il giorno non ci penso, presa come sono dagli avvenimenti che mi hanno travolto negli ultimi mesi. Devo lavorare, concludere serenamente l'anno scolastico, non coinvolgere i miei bambini che hanno come loro unico impegno, in questo momento, di trascorrere una estate serena. Ci sono le ultime formalità a cui adempiere, le manifestazioni finali sono andate bene....ma, invece di pensare a godermi l'estate, c'è questo trasloco forzato e lampante da portare a termine.
Davanti ai figli devo essere serena, poichè essi non c'entrano, non hanno colpa...anzi li ho quasi costretti a vivere per tanti anni qui, in un clima familiare non proprio sereno....perchè questa casa papà l'aveva costruita per me, centimetro per centimetro. Ma...non aveva calcolato che tanti spazi erano in comune, che tre famiglie, per convivere in una stessa palazzina, devono andare d'accordo, devono mettere da parte l'orgoglio, essere sinceri, disponibili..capaci di dialogare senza prevaricare l'altro, non avere come unico interesse il danaro...
Ecco, dopo, i problemi sono esplosi, hanno prevaricato il buon senso , invece di dialogare, si è preferito percorrere le vie legali, avendo come unico alibi, non trascurabile, l'essere padrone di tutto.... preferendo una figlia all'altra....
Mai....vorrò che i miei figli abitino a pochi metri da me, quando avranno una propria famiglia. Mai, rinfaccerò loro tutti i sacrifici che si fanno per tirarli su.
Qui, tra queste mura, ci sono i ricordi della mia piccola famiglia. Quel mobile comprato perchè andava bene in quello spazio, la cucina in muratura disegnata da noi e costruita da mio padre; il piano cottura in rame, con le mattonelle che ricordano le cucine di campagna di una volta; e poi la libreria massiccia, perfettamente incastrata nella parete più ampia dello studio....ora ci sono solo ombre più chiare sui muri di mobili, quadri...
Quando sono a letto, ecco, la malinconia mi assale e mi chiedo perchè, perchè, perchè......tutto questo; mi chiedo se saremo più gli stessi, dopo questa lacerazione; se chi l'ha voluta, abbia avuto almeno un attimo di esitazione, di pentimento. se si sia resa conto che indietro non si torna.
Uscirò da questa casa a testa alta, con la profonda convinzione che non vi metterò più piede.....


Lo so che i miei pensieri non sono condivisibili, ma sento che sarà così.



..

Ma....Primavera dov'è finita?



Un giorno mi sorprese la primavera
che in tutti i campi intorno
sorrideva.
Verdi foglie in germoglio
Gialle rigonfie gemme delle fronde,
fiori gialli, bianchi e rossi davano
varietà di toni al paesaggio.
E il sole
Sulle fronde tenere
Era una pioggia
Di raggi d'oro;
nel sonoro scorrere
del fiume ampio
si specchiavano
argentei e sottili pioppi.

Antonio Machado



Questi bellissimi versi dedicati alla stagione più dolce dell'anno...mi fanno sorgere un dubbio: dov'è finita fata Primavera? Qui piove da diversi giorni...che pare novembre. E io come faccio a traslocare, a trasportare scatoloni e scatoloni sotto la pioggia?

Ora potrebbe bastare, no? Un po' di sole, per favore!

mercoledì 2 giugno 2010

Mi viene da pensare che....


"Ci sono in certe vite momenti in cui le cose prendono una svolta inaspettata: una specie di deragliamento. Ti chiedi quando sia successo. Ripercorri all'indietro momento per momento tutto quello che portava lì. I bivi, le diramazioni. Così senza accorgertene ti perdi nella storia, nella TUA storia, in quella che hai messo insieme un pò alla volta e che ti racconti ogni giorno per esistere. E solo quando torni indietro capisci che il tempo non è un cerchio, ma una spirale, e che lo sforzo che fai per abbracciare il passato ti proietta di nuovo con forza verso il futuro." (M..Venezia)

Il tempo a mia disposizione è davvero poco, per cui mi ritrovo a scrivere a puntate. Come è noto a voi, miei amici blogger, in pochi mesi, eventi vari, mi hanno dato uno scossone e portato cambiamenti repentini e...inderogabili. Da queste scelte...indietro non tornerò, non torneremo , poichè è coinvolta la mia piccola famiglia.
Sto vivendo tutto con molta serenità, dopo un momento di lacerazione. Questo allontanamento dalle mie radici....mi farà bene. Infatti, lo scrivo in rosa, anzi fucsia, poichè è la speranza ad accompagnarmi, momento dopo momento....

Ora conta solo il presente!!!

venerdì 28 maggio 2010

A quel piccolo grande uomo che mi ha insegnato a credere nella forza dei sogni

Ascolta questo silenzio / di fango e di canne sottili / di acque che battono le grondaie / ma che cosa sarà delle acque / cosa sarà di noi / ascolta questo silenzio / di neve che cade dagli occhi / lo so che hai pensato anche al pianto / ma che cosa sarà della neve, cosa sarà di noi / E adesso sogna, sogna ancora / che chi sogna non dorme quasi mai / e adesso sogna, sogna amore / che chi sogna non muore quasi mai / perché la morte esiste / ma è solo un piccolo destino / perché poi c'è l'amore, l'amore / a volte lontano / a volte troppo vicino / Ci sono più fuochi che stelle / in questa notte di spire di fumo / lo sai ti ho creduta nel fuoco / ma che cosa sarà della notte, cosa sarà di noi / è una luce benigna di grano / luce d'immensa povertà / polvere di chi la sa sopportare / ma che cosa sarà della luce, cosa sarà di noi / E adesso sogna, sogna ancora / che chi sogna non dorme quasi mai / e adesso sogna, sogna amore / che chi sogna non muore quasi mai / perché la morte esiste / ma è solo un piccolo destino / perché poi c'è l'amore, l'amore / a volte lontano / a volte troppo vicino