Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

domenica 14 ottobre 2012

Esistono persone con il mare dentro e il cielo negli occhi: esse guardano e amano. E' sempre bello incontrarle. Ci si addormenta appagati di felicità per quello che sanno dare. Si fanno bei sogni e i risvegli sanno di bontà.
 Paola Zaccheo













venerdì 12 ottobre 2012

Consapevolezze

E invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso – questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, mai – lontani abbastanza – per trovarsi.

(Alessandro Baricco - Oceano Mare)
In realtà, ci sono situazioni irrimediabili, per cui è impossibile, assolutamente impossibile, rincontrarsi, almeno in questa vita.

venerdì 5 ottobre 2012


"C’erano tante cose che volevo chiederti. Ma a dire il vero, alla fine, tutto si riduce a una sola domanda: qual è la cosa peggiore che sarebbe potuta accadere, se mi avessi permesso di amarti?"

Helen Humphreys.

martedì 2 ottobre 2012


Cominciano ad accendersi
le domande della notte.
Ve ne sono di distanti, quiete,
immense, come astri:
chiedono da lassù
sempre
la stessa cosa: come sei.
Altre, fugaci e minute,
vorrebbero sapere cose
lievi di te e precise:
misura
delle tue scarpe, nome
dell’angolo del mondo
dove potresti aspettarmi.
Tu non le puoi vedere,
ma il tuo sonno
è circondato tutto
dalle mie domande.
Pedro Salinas

sabato 29 settembre 2012

Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro?Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io.

Susanna Casciani

domenica 23 settembre 2012

Per un amico che non c'è più



Dunque non ti ho detto addio
amica mia mia amica
e ora visiti le stanze
con andatura lieve
meno di una danza.
Sei aria che sorride,
che mi circonda amorosa
il buio tra le spalle,
sei soffio sul viso
tutta sorriso sei,
e sole insieme
guardiamo le foglie
piovere nel vento
della città operosa.
Sospesa per entrambe
l’indaffarata corsa
verso le infinite misture
del nulla,
lo abitiamo con pazienza:
i suoni che non giungono,
quelli già giunti e poi svaniti
sono nostra
costante compagnia,
che importa quello che si è detto,
è così bruciante ora
accoglierci senza tocco
nel telefono che non suona
nel messaggio che non arriva.

Livia Chandra Candiani

mercoledì 19 settembre 2012

Una nota di dolcezza

LIBERO


Ti inseguo
mentre voli lontano
tra sentimenti
che non ho mai
sconosciuto.
Sento
il canto intenso
dei nostri sguardi
che si agita in noi.
Soffoco:
in quell'attimo
guardo nei tuoi occhi,
ed affondo
in quel bagliore
dell'anima
che accende i cuori
dipingendo la vita
d'amore.
E tu, allora,
mi liberi
con un bacio.

NICOLA SCARPA


E si sa che sono ammalata di romanticismo.

lunedì 17 settembre 2012

Filastrocca dei colori

C’era una volta un paese lontano

dove i colori si davan la mano.

Tra tutti il rosso era il più piccolino

e l’arancione gli stava vicino.

Rideva forte il giallo brillante

e il verde lì accanto parlava alle piante.

Alti nel cielo l’azzurro ed il blu

guardavan la terra e stavan lassù.

Più grande e più scuro degli altri era il viola,

ma i sette sembravano una cosa sola

e chi li vedeva nel cielo sereno

diceva: “Guardate, c’è l’arcobaleno!”

venerdì 7 settembre 2012

"Ognuno lascia la sua impronta nel luogo 

che 

sente appartenergli di più."

 
Haruki Murakami.





Le mie impronte , la mia voce, il mio respiro, li ho lasciati lì, in quella casa che tanto ho amato e che ha condizionato la mia esistenza.

giovedì 6 settembre 2012

Quasi una preghiera

Non credo
al diritto dei più forti,
al linguaggio delle armi,
alla potenza dei potenti.
Voglio credere
ai diritti dell'uomo,
alla mano aperta,
alla potenza dei non-violenti.
Non credo
alla razza o alla ricchezza, ai privilegi,
all'ordine della forza e dell'ingiustizia:
è un disordine.
Non credo
di potermi disinteressare
a ciò che accade lontano da qui.
Voglio credere
che il mondo intero
è la mia casa e il campo nel quale semino,
e che tutti mietono ciò che tutti hanno seminato.
Non credo
di poter combattere altrove l'oppressione,
se tollero l'ingiustizia qui.
Voglio credere
che il diritto è uno,
tanto qui che altrove,
che non sono libero
finché un solo uomo è schiavo.
Non credo
che la guerra e la fame siano inevitabili
e la pace irraggiungibile.
Voglio credere
all'azione semplice,
all'amore a mani nude,
alla pace sulla terra.
Non credo
che ogni sofferenza sia vana.
Non credo
che il sogno degli uomini resterà un sogno
e che la morte sarà la fine.
Oso credere invece,
sempre e nonostante tutto,
all'uomo nuovo.
Oso credere al tuo sogno, o Dio,
un cielo nuovo, una terra nuova
dove abiterà la giustizia

Dorothee Solle

mercoledì 30 maggio 2012

Riflessione di fine serata

Della mia vita passata mi erano rimasti solo frammenti azzurri, di tante sfumature. Tu hai distrutto tutto, a picconate. Ora c'è solo polvere. 
 A questo si riducono oltre 20 anni di vita.

mercoledì 23 maggio 2012

 
 
 
 
 
 "Gli uomini passano, le idee restano.
 Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare
 sulle gambe di altri uomini".

lunedì 21 maggio 2012

domenica 20 maggio 2012

SENZA AMORE





Da questo momento vivrò senza amore.
Libera dal telefono e dal caso.
Non soffrirò.
Non avrò dolore né desiderio.
Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.
Non pallida per la notte insonne – ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore – ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie – ma nemmeno gesti di apertura infinita.
Non più tenebre negli occhi, ma lontano per me non s’aprirà l’orizzonte intero.
Non aspetterò più, sfinita, la sera – ma l’alba non sorgerà per me.
Non mi inchioderà, gelida, una parola – ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla – ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo – ma non vivrò realmente mai più.

Blaga Dimitrova

domenica 13 maggio 2012

Erano i giorni migliori, erano i giorni peggiori, era un’epoca di saggezza, era un’epoca di follia, era un tempo di fede, era un tempo di incredulità, era una stagione di luce, era una stagione buia, era la primavera della speranza, era l’inverno della disperazione, ogni futuro era di fronte a noi, e futuro non avevamo, diretti verso il paradiso, eravamo incamminati nella direzione opposta.




Tratto da “Racconti da due città” di Charles Dickens

domenica 6 maggio 2012

E almeno per una volta inciampare in una pietra, bagnarsi in qualche pioggia, perdere le chiavi tra l'erba; e seguire con gli occhi una scintilla di vento; e persistere nel non sapere qualcosa d'importante. 

 Wislawa Szymborska




mercoledì 2 maggio 2012

La disperazione di Penelope


Non è che non lo riconobbe alla luce del focolare;non erano gli stracci da mendicante, il travestimento – no:
 segni evidenti: la cicatrice sul ginocchio, il vigore, l’astuzia nellosguardo. Spaventata, la schiena appoggiata alla parete, 
cercava una scusa, un rinvio, ancora un po’ di tempo, per non rispondere,per non tradirsi.
 Per lui, dunque, aveva speso vent’anni,
vent’anni di attesa e di sogni, per questo miserabile
lordo di sangue e dalla barba bianca? 
Si accasciò muta su una sedia, guardò lentamente i pretendenti uccisi al suolo, comese guardasse morti i suoi stessi desideri. 
E “Benvenuto” disse, sentendo estranea, lontana la propria voce. Nell’angoloil suo telaio proiettava ombre di sbarre sul soffitto;
 e tutti gli uccelliche aveva tessuto con fili vermigli tra il fogliame verde, a un tratto, in quella notte del ritorno, diventarono grigi e neri e volarono bassi sul cielo piatto della sua ultima pazienza.
 
Ghiannis Ritsos
 
In verità, conservavo un ricordo più romantico del ritorno di Ulisse a casa. 
Questi versi, sicuramente più rispondenti alla realtà, mi hanno molto divertita.
 

domenica 29 aprile 2012

La solitudine è il più straordinario mezzo per entrare in intimità con noi stessi.
E, paradossalmente, la solitudine è anche il miglior mezzo per imparare a comunicare.
Solo conoscendomi, cioè conoscendo la mia interiorità, posso parlare all'interiorità dell'altro.

Susanna Tamaro

domenica 15 aprile 2012

Mi sono affezionato alla terra.....



Mi sono affezionato alla terra quanto non avrei creduto. È bella e terribile la terra. Mi sono affezionato alle sue strade, mi sono divenuti cari i poggi e gli uliveti, le vigne, perfino i deserti. E ora mi addolora lasciarla e perfino questi uomini e le loro occupazioni, le loro case e i loro ricoveri mi dà pena doverli abbandonare. La vita sulla terra è dolorosa, ma è anche gioiosa: mi sovvengono i piccoli dell’uomo, gli alberi, gli animali.


 Mario Luzi

giovedì 5 aprile 2012

Chissà....



Chissà se dove ora sei, ti è dato di ricordare l'amore di quella stupida ragazzina che credeva in te in modo unico, incondizionato.
Quella ragazzina già tanto donna da buttare tutto dietro per te, perchè credeva nel tuo sguardo fermo, dolce, caldo, nelle tue mani esili, eleganti, eppure tanto forti, nelle quali volentieri   avrebbe messo la sua vita. Quella ragazzina che non aveva paura dell'amore, nè d'essere felice.

 



Chissà se ora ti è dato di pensare alla donna che hai poi incontrato sul tuo cammino, quasi come un dono tardivo, forse l'ultimo, di una vita intensa si,  piena di soddisfazioni,  ma anche di incertezze, perchè l'incertezza  era il  tuo modo di essere in amore.
Chissà se hai compreso fino in fondo che, la paura della felicità ha condizionato tutta  la tua vita.