Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

venerdì 17 aprile 2009

Appello politico per una ricostruzione in Abruzzo senza le infiltrazioni mafiose



LE RISPOSTE SONO UN DOVERE.
La prima emergenza in Abruzzo si è pressoché conclusa. Garantito il funzionamento delle tendopoli o comunque delle soluzioni abitative provvisorie, inizia la fase della ricostruzione.
Non vogliamo entrare in contenuti puramente tecnici ma riteniamo sia assolutamente necessario dare un contributo di indirizzo politico alla ricostruzione in Abruzzo. In alternativa alle new towns di Berlusconi chiediamo che siano messe in campo quelle competenze che possono sviluppare progetti condivisi che valorizzino il territorio e trovino soddisfazione in materiali e costruzioni ecocompatibili. Una nuova progettualità indirizzata ad un miglior rapporto con l’ambiente può elevare la qualità della vita specialmente là dove eventi luttuosi hanno segnato profondamente la vita delle persone.
Sicuramente in molti aspirano ad entrare nella cerchia di chi dal terremoto ci guadagnerà e proprio per questo la Sinistra, al di là di frazionamenti su altri temi, riteniamo debba essere vigile, propositiva e non tollerante nei confronti di chi, come già in altre calamità, ha approfittato per creare tandem affaristico-politici.
Non possiamo tollerare che interessi di tipo mafioso possano stendere i loro tentacoli su questa ricostruzione.
Il popolo della sinistra si appella ai propri politici per sentirsi rappresentato nella lotta contro le speculazioni edilizie in Abruzzo. Il lutto di questa terra, il dolore, i timori e la dignità delle persone colpite dal terremoto meritano nuove risposte dall’Italia nel segno della trasparenza, della legalità e del rispetto.
Alcuni blogger nei giorni scorsi attraverso la rete hanno sollecitato dirigenti locali e nazionali della sinistra ad esprimersi su questi indirizzi di ricostruzione che oggi riguarda l’Abruzzo, ma che di fatto può diventare un modello di progettualità per altre città anche non in regime di emergenza.
Tutti questi dirigenti sono stati contattati in quanto presenti in rete attraverso social network o blog.
DA NESSUNO DI ESSI E’ ARRIVATO ALCUN COMMENTO.
Rinnoviamo l’invito ad esprimersi in quanto riteniamo queste risposte un DOVERE.
La rete non è una passerella dove è sufficiente la presenza per guadagnare consensi.

I dirigenti gia contattati precedentemente e che saranno nuovamente contattati tramite facebook sono:

Bruno Pastorino, Massimiliano Smeriglio, Alfonso Gianni, Gennaro Migliore, Titti De Simone - (MPS – Sinistra e Libertà)
Antonio Bruno – Vittorio Agnoletto - (Sinistra Europea)
Tirreno Bianco – (PdCI)
Ermete Realacci, Claudio Burlando, Claudio Montaldo, Roberta Pinotti, Pierluigi Bersani, Mario Tullo, Fausto Raciti, - (Partito Democratico )
Roberta Lisi, Claudio Fava, Lorenzo Azzolini, - (Sinistra Democratica – Sinistra e Libertà )
Unire la Sinistra, Katia Belillo, Mariuccia Cadenasso, Umberto Guidoni, Luca Robotti - (Unire la sinistra – Sinistra e Libertà )
Paolo Ferrero, Maurizio Acerbo – ( PRC)
Cristina Morelli –(Verdi- Sinistra e Libertà )

Ovviamente la discussione è aperta a tutti

I blog che promuovono questa iniziativa e ai quali indirizzare commenti sono:

loris a sinistra
Luz come il pane a colazione
ilrusso il Russo
pierprandi l'eco dell'Appennino
mente persa la Mente Persa
schiavi o liberi schiavi o liberi
Gap vengo da lontano ma so dove andare
aldo il monticiano via della Polveriera

Invitiamo gli altri blogger a diffondere questa iniziativa in rete al fine di garantire una discussione ampia.

I blog interessati a questa iniziativa sono tanti altri.

Ho sentito il dovere morale di aderirvi non perchè sia una cittadina di sinistra, ma perchè mi sembra giusta che lo Stato compia il proprio dovere e l'opposizione vigili, perchè non si speculi su questa ricostruzione.
Infine, ma questa motivazione per me va al primo posto, sono figlia di un abruzzese, che non c'è più da 18 anni. Mio padre avrebbe agito così.

giovedì 16 aprile 2009

Dall'Antologia di Spoon River " Sara Brown"


Maurice, non piangere, io non sono sotto questo pino.

L'aria fragrante della primavera bisbiglia fra la dolce erba,

le stelle brillano, il caprimulgo chiama,

ma tu soffri, mentre la mia anima giace in tripudio

nel beato Nirvana dell'eterna luce!

Va' da quell'uomo di buon cuore che è mio marito,

che rimugina su quello che lui chiama il nostro amore colpevole;

digli che il mio amore per te, non meno del mio amore per lui,

ha plasmato il mio destino - che attraverso la carne

ho conquistato il mio spirito, e attraverso lo spirito, pace.

Non c'è matrimonio in cielo,

ma c'è amore.

edgard lee masters

" Antologia di Spoon River "

Non c'è niente di autobiografico in quello che ho trascritto. Mi piace molto l' "Antologia di Spoon River", è una delle mie letture preferite, sin dall'adolescenza, che ho completato con l'ascolto dei brani musicati da Fabrizio De Andrè.

mercoledì 15 aprile 2009

Il paese di Bengodi


E' noto a tutti: questo è il tempo delle vacche magre. E' diventato difficilissimo sbarcare il lunario, e per le famiglie è quasi impossibile arrivare alla terza settimana del mese.
Non parliamo, poi, di chi ha acceso un mutuo per acquistare una casa, per avere un tetto sicuro: si caccia in un ginepraio di prestiti e di tassi variabili, in continuo aumento e poi, si cade dalle nuvole, quando la casa finisce sotto sequestro, perchè non sei più in grado di pagarla.
La verità è che l'Italia non è più il Paese del Bengodi, se mai lo è stato, e che per gli errori dei nostri maldestri politici, paga Pantalone.
Ai tempi in cui Berta filava, bastava poco a farci dormire tra due guanciali.
Per i giovani era facile vivere facendo il mestiere di Michelaccio: mangiare, bere ed andare a spasso. E questo perchè si partiva dalla convinzione che a tavola non si invecchia e che si poteva mangiare di tutto, senza restrizioni e senza l'ossessione di un'immagine perfetta da " velina" con il " culto dell'eterna giovinezza", per le donne e da "macho palestrato" per gli uomini.
Si potevano fare le ore piccole, senza paura di essere aggrediti, derubati.
Essere giovani era un privilegio ma, è doveroso, spezzare una lancia a favore dei ragazzi del terzo millennio, altrimenti definiti " bamboccioni" da un nostro incauto politico. Essi vivono nella totale precarietà lavorativa, economica ed affettiva. Costretti ad abbaiare alla luna, per trovare una qualche certezza, in un momento in cui verrebbe voglia di ritirarsi sull'Aventino, per salvarsi in corner da un ingranaggio in cui i vasi di coccio, costretti a vaggiare, tra vasi di ferro, restano letteralmente stritolati.
Rosalinda

Ancora un esercizio di scrittura creativa, meno personale degli altri. Qui bisogna usare frasi idiomatiche e dar vita a un testo coeso, con un minimo di senso logico. La ricerca delle frasi avviene prima e in maniera quasi del tutto casuale... Da qui la difficoltà...ma anche il divertimento

martedì 14 aprile 2009

Armonie di bambini


Marzo

Accogliente

Regala rose e suona

Zufoli

dOlcemente

Luigi 7 anni

2 B


Aprile

Mese di Aprile

mese di strilli e di allegria

mese di uova colorate

mese delicato

mese di foglie nuove

mese di farfalle e di api

mese di alberi in fiore

mese di colori tenui

mese di erbetta

mese di vacanze

mese di tenerezza

mese di pioggia

mese di gioia

mese di frutti succosi

mese incantato.

Francesco, 7 anni

2B

lunedì 13 aprile 2009

Cemento armato

Lo so, è un giorno di festa....ma non riesco a star zitta su quest'altra VERITA' annunciata che ho appreso leggendo un commento sul blog di Anna, Miss Kappa.
Si fa riferimento ad un capitolo " Cemento Armato" tratto da Gomorra.
Ovviamente sono andata a ri-leggerlo con più attenzione e ne riporto alcuni capoversi.
"....Cerco sempre di calmare quest'ansia che mi prende ogni volta che cammino,ogni volta che salgo le scale, prendo ascensori, quando struscio le suole su zerbini e supero soglie. Non posso fermareun rimuginio d'anima perenne su come sono stati costruitipalazzi e case.....
So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti.E la sabbia.La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturnonessuno dimentica le file infinitedei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila che attraversavano le terre costeggiate dai contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma.....Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi......"
Da "Gomorra" di Roberto Saviano
Capitolo: "Cemento armato" (pagg 234 e 236)

sabato 11 aprile 2009

RISURREZIONE


Suono di campane,

voce che trasvola sul mondo,

canto che piove dal cielo sulla terra,

nella città sorda e irrequieta,

e nel silenzio dei colli

ove, nel pallore argenteo,

le bacche d’olivo maturano il dono di pace.

Suono che viene a te,

quale alleluia pasquale,

a offrirti la gioia di ogni primavera,

a chiamarti alla rinascita;

a dirti che la terra rifiorisce

se il tuo cuore si aprirà come un boccio,

che ripete un gesto d’amore e di speranza,

levando il mite ramoscello

in questa chiara alba di risurrezione.


d'annunzio

Un ricordo....


Ho un ricordo dolcissimo delle mie vacanze pasquali, trascorse interamente in Abruzzo, in casa della mia nonna paterna.
Papà era originario di San Leonardo, un villaggio poco distante da Guardiagrele, in provincia di Chieti....praticamente ai piedi della Maiella.
San Leonardo sembrava, ma lo è ancora," un angolo di Paradiso", come amava definirlo mio padre. Tante casette abbarbicate su per la salita che conduceva al paese, la chiesetta, la fontana dove tutte le donne, col bel tempo, lavavano i panni e li mettevano ad asciugare sui prati.
La domenica di Pasqua era davvero una domenica di festa. Ti svegliavi prestissimo, col canto del gallo e la voce di mio padre, felicissimo, che girava per le strade a salutare i suoi amici che, come lui erano emigrati in Venezuela nel secondo dopoguerra e avevano fatto ritorno negli anni 60 per occuparsi della terra. Mancava solo papà, perchè mia madre non amava la campagna, non sopportava gli animali. Così avevano preferito rimanere in Puglia....in questa "grande metropoli"...
Per me e mia sorella andare a San Leonardo era la LIBERTA', con serio disappunto di mia madre che ci sentiva parlare speditamente l'abruzzese e ci vedeva correre scarmigliate per quelle strade non ancora asfaltate.
Pasqua era un vestito nuovo, primaverile, il suono della campana delle dieci, era la Messa in quella chiesetta che profumava di fiori e di incenso, che risuonava delle parole dolci del frate cappuccino, degli auguri di tutti gli abitanti di San Leonardo...
Pasqua era ....la pasta fatta in casa, il coniglio cotto sotto la coppa nell'immenso camino, erano i pasticciotti di formaggio, la pupa di cioccolato, la ricotta ancora calda....
Pasqua erano le coccole di tutti gli zii, quanti zii....di mia nonna che parlava poco ma aveva due occhi azzurri azzurri che ti scaldavano il cuore.

venerdì 10 aprile 2009

Il giorno del silenzio

Freddo

Che freddo alla notte! Scende ad abbracciare le ferite del cuore e della memoria. Blocca i pensieri, li congela in uno spazio irreale. Oggi non è il giorno della rabbia. Oggi è il giorno del silenzio. Alla radio ho appena sentito le parole del Presidente della Provincia: mi è sembrato di riconoscere la compagna di un tempo. Stefania, che l'immane tragedia ti abbia fatto tornare la ragazza combattiva e vera del tempo in cui ci chiamavamo comunisti? Se così fosse, io sono con te. E lo saremo in tanti. Ma non prenderci in giro. Non farlo. Massimo, tira fuori anche tu la grinta che non hai mai avuto. Sei il nostro sindaco. Dimentica le tue poltrone e il culo al caldo. Ricorda anche tu da dove vieni e gli anni in cui si combatteva insieme. Dobbiamo tornare ad essere i guerrieri di una volta. Ora la nostra terra ha bisogno di questo.

Dal blog di Anna " Miss Kappa"

giovedì 9 aprile 2009

A chi ha perso la casa daremo chiese?

Strano paese il nostro che prima di ricostruire fabbriche e
case, pensa alle chiese!

Un paese, dove sino a ieri si è tagliato indiscriminatamente su scuola,
ricerca e cultura e in cui, oggi, il premier pensa alla ricostruzione delle chiese!
Benedetto XVI a capo di uno degli stati più ricchi e potenti del mondo non
solo si permette di influenzare in modo determinante la nostra politica e le
nostre leggi ma attraverso questo succube governo, ricostruirà le
chiese danneggiate dal sisma completamente a spese dello stato italiano.

Questa Italia che ha scuole e ospedali fatiscenti infestate da pantegane e
una regione, l'Abruzzo, devastata dal sisma, il Premier in visita sotto le
tende comuni dice che dobbiamo anche pensare a ripristinare le chiese e i
beni culturali?

Il Premier chiede di non fare polemica!
Ma con certe esternazioni come si fa a non fare polemica?

Non fosse per la serietà, generosità e solidarietà degli italiani stessi
questo paese con chiese e preghiere farebbe concorrenza al Darfur!

L'Italia laica pensi a ricostruire prima le fabbriche, le case e le scuole, perché per pregare qualsiasi luogo è adatto! Quel Dio che fa tanto comodo ogni tanto,
Vede e giudica ovunque! Dio delle chiese, non sa che farsene!


Questa è una lettera che un lettore ha inviato alla redazione de " Il Manifesto"



Non completamente condivisibile questa lettera, poichè le chiese fanno parte del nostro patrimonio culturale, quini ripararle è doveroso, ma non certo prioritario, rispetto alle abitazioni.

Mi chiedevo: Perchè il Santo Padre quest'anno la VIA CRUCIS del venerdì santo non la
celebra tra le tende dei terremotati?
Avrebbe sicuramente più senso.

mercoledì 8 aprile 2009

C'è un perchè?

Mentre si contano i feriti, i senzatetto, chi non ce l'ha fatta, i dispersi, forse qualcuno , più vicino di me alla tragedia, il" perchè" se lo sta chiedendo.... Vi riporto il commento di Sarik (http://bricioledivita.excite.it)
" Non lo so se c'è un perchè. E sicuramente non c'è UN colpevole, o almeno uno solo. L'unica additabile è la mancanza di cultura, rispetto a certi fenomeni, che c'è in Italia, il "pressappochismo", lo chiamo io. Che nei momenti di quiete non ci fa percepire i problemi, i pericoli, le necessità future..... "Perchè spendere un sacco di soldi per costruire secondo le norme antisismiche se perfino il mio Stato (e lo stato siamo sempre NOI) rimanda di proroga in proroga la loro coatta entrata in vigore?" Questo il pensiero italiano. Che non è un problema dell'Aquila, nè del Sud, ma dell'Italia intera. Da abruzzese quello che vedo (e che mi rincuora) è L'ESTREMO IMPEGNO DI TUTTI. poi, a tutti i perchè che ci potremmo porre, come sempre...non ci potrà essere una risposta. Quelle stesse persone che sono state duramente colpite, statene certi, ci insegneranno loro per primi come si fa a rimettersi in piedi, e questo lo dico da fiera abruzzese."


Vi segnalo inoltre questo blog:

http:
//miskappa.blogspot.com




martedì 7 aprile 2009


"Non ho intorno che un senso di buio e di incertezza.


L’inquietudine è soverchia. Paralizza persino i miei movimenti.


E ciò nonostante, credo che dentro questo buio troverò una via d’uscita....."


alda merini



E' difficile scrivere quando, poco lontano da te, tantissime persone vivono situazioni dolorose, perchè hanno perso tutto....affetti, casa...
Però, queste parole sono un augurio a pensare che tutto questo dovrà pur finire e si ricomincerà a costruire....

lunedì 6 aprile 2009

Un importante avviso

La Croce Rossa Italiana lancia "un appello di emergenza a livello nazionale, chiedendo a tutta la popolazione di partecipare ad un grande sforzo di solidarietà per alleviare la sofferenza di tutte le vittime del terremoto che ha colpito la regione Abruzzo".

Per effettuare donazioni alla Croce Rossa Italiana si possono utilizzare: il Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati - Tesoreria - via San Nicola da Tolentino 67 - Roma, intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale pro terremoto Abruzzo; il Conto corrente postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004, causale pro terremoto Abruzzo. E' anche possibile effettuare dei versamenti online, attraverso il sito web della Cri all'indirizzo: [www.cri.it]

Terremoto in Abruzzo: "Earthquake "



Tre e trentadue:
La terra ha tremato,

Il tempo si è fermato.
Il nostro mondo è crollato,
i sentimenti buttati per aria.
Le coscienze si muovono,
qualcuna sta tremando?
I cuori in subbuglio
tra le macerie della Vita.
Sara
http://bricioledivita.excite.it

Sara è una blogger che conosco da un anno.
Vive a Pescara.
Ho voluto pubblicare questi suoi versi,
perchè nessuno, meglio di chi vive lì, può esprimere
con tanta chiarezza il dolore, l'angoscia
che si provano in momenti così drammatici.

sabato 4 aprile 2009

Il filo


Un po' di tempo fa, a scuola, si è tenuto un corso di aggiornamento sulla scrittura creativa.

L'esigente prof. che ci teneva lezione, ci chiese di produrre un testo significativo su una parola qualunque. A me capitò la parola " FILO".
Ecco quello che riuscii a scrivere.



Cercherò di non perdere il filo del discorso in questa improbabile, quanto assurda disquisizione
sul "filo".
Tutta la nostra vita è una fitta rete di fili , intessuti da una mano superiore che quei fili lì, li tira a suo piacimento, li intreccia e li annoda ad altri fili...
Filo...filo, cos'è il filo? E' quel manufatto che serve per tessere, cucire, che può essere allungato, sottile, di cotone, di seta, di nailon, semplice, doppio, ritorto, lucido, usato,vegetale, animale, metallico, filo con il quale, comunque e ovunque, ti senti legato a qualcuno perchè c'è un forte legame affettivo o d'interesse, e, se quel qualcuno ti dà filo da torcere, ti senti in un equilibrio instabile, perchè sei attaccato solo a un filo sottile, che rischia di spezzarsi.

E che dire del filo d'erba, tenero, indifeso, tra i tuoi capelli, allora fili d'oro, di quando avevi vent'anni e ti sedevi sul prato con quel ragazzo che ti faceva il filo e ti faceva vivere appesa al filo del telefonoe...dopo trent'anni sei ancora qui a chiederti se quel filo s'èmai spezzato o vi tiene legati in modo indissolubile come una preziosa filigrana.

E il filo di perle...quello che ti è stato regalato a cinquant'anni, come status della "signora arrivata"(dove?) con qualche filo argenteo tra i capelli, che ha smesso di camminare sul filo del rasoio e fa tutto per filo e per segno, senza più incertezze errori, che gestisce tutte le questioni a filo di logica; in famiglia,sul lavoro, in amicizia...

...Che ha smesso da tempo di essere filocomunista, che non sarà mai filoamericana e che filosofeggia con un filo di voce che il bandolo del filo, del suo filo... non l'ha ancora trovato...se mai lo troverà.

venerdì 3 aprile 2009

Felicità è....

Felicità è.... una confezione di pastelli nuovi, tutti ben tempererati...per scrivere pensieri sui miei libri, sui miei quadernetti, per correggere sul quaderno dei miei bambini (quando non ho la matita multicolore ), per colorare il grigio ciò che mi circonda.
Amo le cose semplici, le piccole cose.
Amo i colori.

E amo questo mio blog, perchè mi ha fatto conoscere tutti voi, che siete speciali, in un periodo in cui tutto remava contro.

Grazie a tutti!!!

giovedì 2 aprile 2009

Di te mi ricordo di rado


Di te mi ricordo di rado,

non sono curiosa del tuo destino,



ma il segno lieve che hai tracciato



non si cancella dal rifugio dell'anima.



Di proposito evito la tua casa rossa,



la tua casa rossa sopra il fiume torbido



e so che agito crudelmente la tua quiete



come un raggio nell'oscura siepe.



Vorrei che mai ti fossi adagiato



sulle mie labbra per chiedere amore,



vorrei che tu non avessi immortalato



con versi dorati le mie pene:



io ammalio segre tamente il futuro



(se la sera è completamente turchina)



e sento in anticipo l'appuntamento


inevitabile e vicino.


(1913)


Anna Achmatova



Per una volta....il passato è lì, incurante....

martedì 31 marzo 2009

Perdersi....per ritrovarsi

Nei post precedenti ho scritto che non posso lamentarmi del mio matrimonio e del compagno con cui divido divido la mia vita da circa 23 anni. Certo...non è tutto perfetto.
Infatti.....

Io e il compagno della mia vita dobbiamo perderci...per ritrovarci, o meglio, per trovare la retta via.
Sia ben chiaro: non voglio parafrasare nemmeno lontanamente Dante, nè parlare di scelte sottese da analisi introspettive...no, semplicemente della nostra capacità di sbagliare strada, quando siamo in auto, come di una necessità, un obbligo, un ineluttabile charma...per giungere "felicemente" alla meta prefissata.

Come mai accade tutto questo?

Semplice.

Avete presente una coppia ch si mette in auto?

Lui, mio marito, pretende che io gli indichi la strada,anche quando la meta è nota. Allora gli dici di girare a sinistra e lui va a destra. Perchè?

Ti dice con un candore disarmante che nella mia voce c'era una punta di indecisione e allora, nel dubbio, fa il contrario.

Hanno inventato i navigatori satellitari che, magari, hanno un tono perentorio, deciso.

Anche il navigatore, con lui, mio marito, perde la pazienza!

E' un tantino impedito? Nooo. Semplicemente non sopporta che gli si dica quello che deve fare.

La verità è che non ha un gran senso dell'orientamento e che gli indicatori spaziali...non fanno parte del suo linguaggio d'autista:

"di qua, di là", vanno benisimo

Il fatto diventa preoccupante quando devi arrivare in orario da una parte e non c'è il tempo di perderti.

Un esempio: ci siamo persi anche il giorno in cui andavo a scegliere la sede definitiva del trasferimento a scuola. Ci siamo persi per dodici estati, quando raggiungevamo il nostro luogo di vacanza, sempre lo stesso...l'abbiamo raggiunto con percorsi...alternativi.

Amici e parenti sanno....e non si preoccupano più dei nostri ritardi.

Anzi, la mattina del nostro matrimonio, prudentemente, gli consigliarono di muoversi all'alba....

Ora, in prossimità delle vacanze pasquali... ecco....io penso dispostarmi in treno...

hai visto mai!

lunedì 30 marzo 2009

"Io ti amo" di Stefano Benni




Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta

vaffanculo


Pier Luigi mi ha inviato questi versi di Stefano Benni, come risposta al post dell'altro giorno.
Mi sono piaciuti tanto e ho pensato di farne un post.
Può accadere che una donna sia incontentabile e allora.....!!!!!


domenica 29 marzo 2009

Le piccole cose che amo di te


Prima
Quel tuo sorriso un po' lontano
il gesto lento della mano con cui mi accarezzi i capelli
e dici: vorrei averli anch'io così belli
e io dico: caro sei un po' matto
e a letto svegliarsi col tuo respiro vicino
e sul comodino il giornale della sera
la tua caffettiera che canta, in cucina
l'odore di pipa che fumi la mattina
il tuo profumo un po' balsé
il tuo buffo gilet



Dopo

Le piccole cose che amo di te
Quel tuo sorriso strano
il gesto continuo della mano con cui mi tocchi i capelli
e ripeti: vorrei averli anch'io così belli
e io dico: caro me l'hai già detto
e a letto sveglia sentendo il tuo respiro un po' affannato
e sul comodino il bicarbonato
la tua caffettiera che sibila in cucina
l'odore di pipa anche la mattina
il tuo profumo
un po' demodé


Infine

Le piccole cose che amo di te
Quel tuo sorriso beota
la mania idiota di tirarmi i capelli
e dici: vorrei averli anch'io così belli
e ti dico: cretino,comprati un parrucchino!
e a letto stare sveglia e sentirti russare
e sul comodino un tuo calzino
e la tua caffettiera che è esplosa,finalmente, in cucina!
la pipa che impesta fin dalla mattina
il tuo profumo di scimpanzé
quell'orrendo gilet...

le piccole cose che amo di te
Stefano Benni


Siamo d'accordo: l'abitudine, la convivenza tolgono tutto il romanticismo dei primi tempi.
E sappiamo anche che Stefano Benni ha voluto darci una visione molto ironica
di un rapporto a due ma.....ridiamoci davvero su e proviamo a piacerci e a piacere
come nel "primo incontro".
Magari funziona.
Che ne pensate?

sabato 28 marzo 2009

Tango

L'infinito tango mi portava a tutto.
Alle stelle nuove. al destino di essere uomo.
E a quel chiaro ricordo che cercano ancora i miei occhi.

Jorge Luis Borges







Non so ballare ma adoro il tango.

venerdì 27 marzo 2009

"Rosalinda Daleggere"


Testo: "Descrivi una delle tue insegnanti"


Io ho una maestra un po' vecchia, che ha un viso da Madonna
con dei capelli biondi e gli occhi celesti.
E' un po' cicciottella, ma è bella lo stesso, per me.
Per noi, Rosalinda "Daleggere"è un po' severa, ma è brava.
Qualche volta grida con Vito "l'antipatico".
La nostra maestra ci fa ridere tanto e lei sorride insieme
a noi.
La maestra Rosalinda è brava a spiegare.
La sua materia è l'italiano e le piace insegnare
bene le poesie, perchè è romantica
e le piace sentire il ritmo delle poesie.
Vito

Samattina i miei alunni hanno descritto le proprie insegnanti di modulo.
Noi siamo in sei, praticamente una folla, e scegliere non deve essere stato facile.
Certo molti hanno preferito descrivere me, un po' perchè ero lì presente e , poi, perchè
volevano farmi piacere.
E' venuto fuori di tutto.
Una cosa è certa: dopo i quaranta....sei anziana!
Mi sono divertita tanto! ho scelto il testo più simpatico perchè l'appellativo: Rosalinda Daleggere" non me l'avevano mai dato.
Bisogna considerare che sono appena in seconda elementare
e che ho riportato il testo fedelmente.

martedì 24 marzo 2009

Una tazza di te per accogliervi





"L’ora del tè fumante e dei libri chiusi, la dolcezza di sentire la fine della sera. La stanchezza incantevole e l’adorata attesa dell’ombra nuziale e della dolce notte”
(Paul Verlaine).


Ecco, vi aspetto per una tazza di tè, per chiacchierare insieme
e raccontarci come abbiamo trascorso queste due giornate nelle quali non ci siamo sentiti.

Forse due biscottini da
sbocconcellare, tra una chiacchiera e l'altra, non ci starebbero male.

Ai miei compagni di viaggio


Dicono che hai molte strade e tutte le stelle negli occhi,
e quando scende il sole molte parole per chi ascolta,
dicono che hai viaggi troppo lunghi e una voce triste e solare
e nessuna paura del buio e dell'oceanico risuono.
Sei senz'anima dicono e tramano
dicono che quando guardi lontano diventi vento e non hai più occhi
ma non ti perdi per così poco
e quello che dicono lo stai ad ascoltare come se fosse niente.
Sorridi lungamente pensieri strani
chi dice che sei partito ancora
non ha capito le andate, i ritorni
non hai tempo per aspettarti, veleni dolci nelle dita.
Castelli

Ora corro a scuola: mi aspetta una giornata lunghissima, fuori casa, tra bambini e riunioni.
Vi abbraccio tutti.

lunedì 23 marzo 2009

Alcune considerazioni

Ci sono giorni in cui provo a vestire i miei pensieri di colori, ma non sempre mi riesce.
Prova ne sono il post il ieri e quelli dei giorni scorsi che oscillavano tra cinismo e dolore, forme di difesa, come ha osservato Gabriele, il mio giovane amico blogger che mi segue da un anno.
Mi sono accorta, da tempo, che la vita è fatta di piccole cose, piccole gioie che danno senso a tutto il nostro andare in questo viaggio terreno. E credo di esserci riuscita, con il compagno della mia vita, a vivere così e a trasmettere valori impostati sulla lealtà e sulla semplicità ai miei figli.
Ma la vita è fatta di incontri, di persone con cui condivi questo percorso e, spesso, senza volerlo magari, ti pongono dinnanzi a scelte, che tu non avresti fatto, a situazioni che tu, per onestà mentale, non avresti mai vissuto. E, magari, ne è coinvolta la tua famiglia, i tuoi cari, che non ne hanno colpa.
Impossibile non pensarci, perchè il dolore è troppo vivo....e perchè non puoi fare più nulla per recuperare quello che è andato perso.
Irrimediabilmente.
In realtà tengo tutto dentro e solo qui, in questo spazio, mi permetto di parlarne.
Per il resto la nostra vita continua nella sua quotidianità, nei gesti di sempre: famiglia, casa. lavoro....
Certo i bambini mi aiutano molto con il loro vociare, le loro domande, la loro spontaneità...
Vorrei solo poter piangere e liberarmi da questo macigno.
Forse questi post dovrei scriverli in un blog privato....ma molti di voi li considero amici virtuali....da cui mi aspetto consigli....
quindi....un po' di pazienza.
Perchè oggi sono appena più ottimista....? Ma perchè c'è il sole, anche se fa molto freddo. E allora tutto assume un aspetto diverso.
Buon pomeriggio.



domenica 22 marzo 2009

Cristina donà

Nel caso un giorno il cielo esplodesse
tu mi terresti le mani calde
almeno sino a quando il peggio sarà passato?
Nel caso un giorno non credessi più e niente
tu sapresti aiutarmi a
correre ancora da sola
desiderando ogni bene per me stessa?
Senza più sensi di colpa,niente più sensi di colpa.
Salvami dalla realtà quando arriva l'eclisse.
Salvami dalla realtà.
Nel caso un giorno non bastasse il tempo
per poterti spiegare la ragione dei miei tormenti
tu potresti comunque, sapresti capire?
Salvami dalla realtà
quando arriva l'eclisse?
Salvami dalla realtè
e lasciarmi……
senza più sensi di colpa,niente più sensi di colpa,senza più nessun senso di colpa.
Nel caso un giorno il cielo esplodesse…

Tra cinismo e sensi di colpa


Penso spesso a te, a quello che è stato....
La verità è che tutto accade sempre troppo tardi.
Forse sono stata più fortunata io...che sono riuscita a liberarmi da quegli ingranaggi che....hanno, invece, stritolato te.
Forse mai, come davanti al tuo letto, ho visto con tanta chiarezza, di quanta allegria non- vissuta, sia composta un'esistenza, di come ci si dovrebbe ribellare, alla fine cominciando subito, senza aspettare che il dolore si riveli come l'unica verità del mondo..... E così oscillo tra cinismo e sensi di colpa....

venerdì 20 marzo 2009

Ultimo brindisi


Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.


achmatova

Bevo alla solitudine della tua vita,
alla casa che hai distrutto con bugie e picconate psicologiche,
inferte a noi tutti che assistevamo allibiti a
tale opera di demolizione costante, come uno stillicidio,
a questo mondo assurdo
e a Dio che spero ti abbia salvato.
Sono cinica....lo so.

giovedì 19 marzo 2009

A mio padre


Se mi tornassi questa sera accanto

lungo la via dove scende l'ombra

azzurra già che sembra primavera,

per dirti quanto è buio il mondo e come

ai nostri sogni in libertà s'accenda

di speranze di poveri di cielo,

io troverei un pianto da bambino

e gli occhi aperti di sorriso, neri

neri come le rondini del mare.



Mi basterebbe che tu fossi vivo,

un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.

Ora alla terra è un'ombra la memoria

della tua voce che diceva ai figli:

" Com'è bella la notte e com'è buona

ad amarci cosi con l'aria in piena

fin dentro al sonno." Tu vedevi il mondo

nel plenilunio sporgere a quel cielo

gli uomini incamminati verso l'alba".


alfonso gatto


Papà aveva gli occhi celesti celesti, dolci, di una dolcezza disarmante, gli occhi di un bambino. Aveva una forza interiore incredibile, una roccia.

La montagna, in alto? La Maiella,per la precisione "Bocca di Valle", la "sua " montagna, quella della sua terra che ha abbandonato a sedici anni per emigrare in America, dopo la seconda guerra mondiale.

Ho smesso di essere "figlia" quando papà se n'è andato, diciassette anni fa.

Nessuno più mi ha detto con tono rassicurante: "Tranquilla, che troviamo una soluzione!"

Sto un po' melo', sto diventando noiosa...patetica? E pazienza....Passa!

mercoledì 18 marzo 2009

La finestra di fronte




Mio caro Simone,
dopo di te, il rosso non è più rosso.
L'azzurro del cielo non è più azzurro.
Gli alberi non sono più verdi.
Dopo di te,
devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi.
Dopo di te,
rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini.
Rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati,
i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi,
che non volevano vedere perchè,
se avessero visto,
saremmo stati la loro vergogna,
il loro odio, la loro crudeltà.
Rimpiango di non aver avuto ancora
il coraggio di chiederti perdono.
Per questo,
non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra.
Era lì che ti vedevo sempre,
quando ancora non sapevo il tuo nome.
E tu sognavi un mondo migliore,
in cui non si può proibire ad un albero di essere albero,
e all'azzurro... di diventare cielo.
Non so se questo è un mondo migliore...
ora che nessuno mi chiama più Davide...
ora che mi sento chiamare soltanto signor Veroli,
come posso dire che questo
è un mondo migliore?
Come posso dirlo senza di te?


La finestra di fronte (di Ferzan Ozpete)

martedì 17 marzo 2009

lunedì 16 marzo 2009

.....usciro' per le strade, cercando i colori


Girero' per le strade finche' non saro' stanca morta

sapro' vivere sola e fissare negli occhi

ogni volto che passa e restare la stessa....

Sono lontani i mattini che avevo vent'anni.

e domani ventuno: domani usciro' per le strade,

ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.

Da domani la gente riprende a vedermi

e saro' ritta in piedi e potro' soffermarmi

a specchiarmi in vetrine.

I mattini d'un tempo,

ero giovane e non lo sapevo.....

La magra bambina che fui

si e' svegliata da un pianto durato per anni:

ora e' come se quel pianto non fosse mai stato.

E desidero solo colori. I colori non piangono, sono come un risveglio.

Domani i colori torneranno.

....Questo corpo vestito di rosso leggero

dopo tanto pallore, riavra' la sua vita.

Sentiro' intorno a me scivolare gli sguardi

e sapro' di essere io....

Ogni nuovo mattino, usciro' per le strade, cercando i colori...

cesare pavese

Le poesie di questo autore mi piacciono tantissimo, piu' dei romanzi e dei suoi racconti. Una poesia per pensare, perche' mi sembra cucita addosso. Amo i colori, perche' sono come un risveglio.

sabato 14 marzo 2009


La morte

non è

nel non poter comunicare

ma nel

non poter più essere

compresi.

Pasolini


A Licia,

al suo coraggio.






venerdì 13 marzo 2009

Questa notte.....

"Il peso della notte è il peso delle domande che non hanno risposte.
La notte è dei malati, degli inquieti, non c'è modo di liberarsi della sua tirannia.
Si può accendere una luce, aprire un libro, cercare alla radio una voce confortante, ma la notte rimane lì in agguato:
dal buio veniamo, nel buio torniamo e buio ero lo spazio prima che l'universo prendesse forma...."


"Ascolta la mia voce"
susanna tamaro

Lo so che questa notte per me, per mio marito, sarà lunga.
Non riesco a tirare fuori le parole per esprimere quello che provo.
Vi chiedo scusa

giovedì 12 marzo 2009

Frammenti di un discorso amoroso



"C’è qualcosa, qualcosa di te
Tra le parole e il disordine
E i pensieri scomposti e smarriti
Sparsi qua e là…."





"Legarsi e sciogliersi,
fuggire e poi trovarsi
in un abbraccio che non è mai un addio...."

mercoledì 11 marzo 2009

Voglia di fuggire






Quell'inguaribile
voglia di fuggire.
Dal giardino per un campo,
dal viaggio per un naufragio,
dalla promessa per una scommessa.
Nuovi, per ritrovarci ancora persi.


g.miniello
In verità, stamattina, la voglia di fuggire è determinata dalla voglia di uscire e di tornare alla normalità, poichè sono chiusa in casa da sabato sera e non sono, ancora, completamente ristabilita.
Al mattino, e fino alle 15, sono sola, per cui nella testa girano mille pensieri negativi. E si....ogni tanto riemerge la mia ipocondria....per cui immagino assurde malattia.
Spero di rimettermi presto e di ritrovare la forza, la vostra compagnia e quella dei miei piccoli che mi aspettano.

domenica 8 marzo 2009

Tutti i cani della mia vita.....Peggy





Peggy, la cagnolina della foto, è entrata nella nostra vita la vigilia di un lontano Natale di dodici anni fa.
Piccola piccola, un batuffolino tutto arruffato, dagli occhi grandi e curiosi. I miei figli la trovarono in un gran cesto di vimini arancione,
abbellita da un enorme fiocco azzurro che le conferiva l'aspetto di dono.
Si, un dono, per rimuovere, almeno in parte, la paura che entrambi avevano dell'eterno amico dell'uomo.
In quel momento, Peggy dormiva in posizione fetale e sussultò quando i miei bambini si avvicinarono incuriositi;
poi si stiracchiò e ci guardò, mentre col suo piccolissimo tartufo, pareva già pronta ad annusare la vita.

I miei due bambini se ne innamorarono immediatamentee ne fecero la loro compagna di giochi prima e di confidenze ora
che sono cresciuti.
L'hanno chiamata in mille modi e con svariati vezzeggiativi:Pegola, Peggylan,Cagnola, Piccolina e, sempre, la cagnolina
in questione, riconosce l'appellativo e corre a dialogare col suo interlocutore di turno, annunciandosi con mille guaiti e scodinzolamenti
che diventano frenetici, quando viene pronunciata la parola
" Polletto ".
Quest'ultima, senza ombra di dubbio, le evoca i succulenti e croccanti cosciotti dei pennuti più amati dal mondo canino.
E non solo!
" Pollet " è il nome della fuoriserie che, nell'immaginario dei miei figli, la nostra cagnola utilizza per le sue scorribande.
In questa sera di voci
forse i nostri pensieri
s'incrociano....
g miniello

venerdì 6 marzo 2009

Quando il silenzio diventa parola

" Quando il silenzio diventa parola"
è questo il titolo del libro che Anna Totaro presenterà domenica, 8 marzo, alle ore 17.30,
a Manduria,
presso la Fiera Pessima, al Padiglione Sociale.


Anna è una insegnante, mia collega, ma anche scrittrice, couselor, esperta nella comunicazione e tante altre cose
ma, soprattutto, è una donna che ha voluto dar voce alle donne, alle tante donne che spesso si nascondono in ciascuna di noi...vittime di violenze che diventano dolore silenzioso.
A tale silenzio Anna, che ha raccolto tale storia, ha voluto dare il nome di Chiara.


" Chiara è il piccolo mosaico di una storia scheggiata e tagliente, frammenti di vita....E' tante storie...tanti frammenti...è due occhi smerigliati, sgranati di fronte alla vita, è una piccola bambina impaurita,
è una donna che non ha piu' paura
o che forse continua ad averne.....
Ciascuna di queste donne è Chiara..."


In bocca al lupo, Anna.

mercoledì 4 marzo 2009

8 marzo: giornata della donna


Ricorda la dignità

del tuo essere donna.

Non chiedere aiuto,

non chiedere favori,

non prosternarti.

Fatti coraggio,

unisci le mani,

rimani al nostro fianco.

Combatti con noi....


c. paukhurst (1880-1958)


Certo, questi versi sono un po' forti, ma preferisco ricordare così questa giornata dedicata alla donna. Una data che per ricordare quanti diritti abbiamo acquisito, quanta strada abbiamo fatto.

Non è proprio il caso di buttare tutto in pizzerie e spogliarelli, come è d'uso in questi ultimi anni.

Domani ne parlero' con i miei bambini di seconda elementare.



martedì 3 marzo 2009

I fiori di croco (quasi una lettera)




Non avevo mai fatto caso alla bellezza dei fiori di croco: semplici, indifesi, nati per caso tra l'erba e le pietre della mia terra.



Macchie colorate, malva ,azzurro , bianco, che annunciano la fine dell’inverno e il ritorno della luce primaverile.



Li ho scoperti passeggiando in campagna, alcune primavere fa...anzi, me li hai fatti notare tu... perchè li hai sempre amati, fin dall’infanzia.Abbiamo trascorso diverse stagioni a "correre" per le nostre campagne , spinte dall'amore per la natura, ma anche perchè siamo delle salutiste convinte...o, forse, lo eravamo....Abbiamo vissuto insieme il mutare delle stagioni, respirato gli odori e i colori che cambiano, ma che ritornano immutati anno dopo anno. Ci raccontavamo la nostra vita, i nostri sogni, le delusioni.... non mi sentivo mai sola. Sapevo che c'era la nostra amicizia, il nostro modocomune di intendere la vita....La scorsa primavera i fiori di croco sono spuntati sul mio balcone, perchè m'eravenuta una voglia matta di coltivarli. Appena sbocciati, ti ho chiamata per il solito caffè...e te li ho mostrati. Volevo regalarteli, ma qualcosa mi ha fermata....Il mattino dopo i fiori erano già appassiti: durano pochissimo e, forse, è proprioin questo il segreto della loro bellezza.Oggi ho rivisto nel vaso le foglioline verdi fare capolino e m'è venuto un nodo alla gola.Questo tono 'melò' non è da me, ma da un pò non riesco più ad essere autoironica...Penso solo che nella vita niente è definitivo, che bisogna sempre darsi un'altra possibilità per crescere, per non buttare tutto alle ortiche...soprattutto i rapporti veri...se lo sono stati.Tu non la pensi così, tu non ami i confronti, vivi delle tue certezze...Mi fa star male il pensiero che....non può, la fine di una amicizia, ridurmi così.Tu, però, sai quante certezze sono cambiate nella mia vita... un pò come lo scorso anno accadde a te.Io, però, c'ero. Tu no, hai preferito ....la palestra alla campagna .



domenica 1 marzo 2009

le parole di marzo


Nuvole sono le parole
nel cielo del mio pensiero.
Lievi, capricciose, di piombo,
leggere.
Si risolveranno in piogge
al tramonto.
E racconteranno di lacrime taciute.
Dicono l'amore,
cantano la vita,
disegnano capriole
di peschi e rami turchini.
Le parole di marzo
hanno gemme che esplodono
sui rami di un inverno che fugge.
Le parole di marzo sono frantumi di sole.
Sanno di parole segrete.
E tu ascolta le mie parole.
Sono pane e rugiada
miele e veleno.
Sono musica grido preghiera.
( Vieni. Non portarmi mimose.
Lasciami un sogno di parole
tra le dita).
angela de leo



Non ho trascritto tutti i versi.
Spero non me ne voglia l'autrice.

LILICKA


Erano diversi giorni che ripetevo nella mente alcuni versi

letti quando ero molto giovane. Li ho ritrovati tra i miei appunti e ora ve ne propongo uno stralcio.



LILICKA

Ricordati
Proprio a questa finestra
Per la prima volta
Estasiato accarezzavo le tue mani.
Eccoti oggi seduta,
Il cuore chiuso dentro una corazza.
Ancora un giorno e poi
Mi scaccerai
Correrò via
E getterò il mio corpo sulla strada.
Selvatico animale
Impazzirò
Sotto una sferza di disperazione.
Ma così non si deve,
Mia cara,
Mia diletta,
Meglio lasciarci ora.
Non importa -
Il mio amore
E’ un pesante macigno
Che incombe su di te
Ovunque tu possa fuggirmi.
Lascia in un grido estremo che si sfoghi
L’amarezza dei lamenti e del rancore.
Ma altro mare non c’è
Per me
Tranne il tuo amore,
Nè tregua c’è in amore anche nel pianto.

Benchè io non so tu dove o con chi sei.
Se così se ne fosse tormentato
Dell’amore - un poeta
In soldi e gloria l’avrebbe mutato,
Ma altro suono non c’è
Che mi dia gioia
Tranne che il suono del tuo nome beato.
E non mi getterò giù nella tromba delle scale
E non berrò veleno
Nè premerò griletto dell’arma sulla tempia.
E non c’è lama di coltello che
Abbia su me potere
Tranne che sia la lama del tuo sguardo.
Tu scorderai domani
Che io t'avevo fatto regina

Che d’un ardente amore l’anima ti bruciavo,
E un carnevale effimero di frenetici giorni
Disperderà le pagine dei miei piccoli libri…
Le secche foglie delle mie parole
Potranno mai indurre uno a sostare,
A respirare con avidità?

Almeno lascia che un’estrema tenerezza
Copra l’allontanarsi
Dei tuoi passi.


26 maggio 1916, Pietrogrado

Vladimir Majakovskij (1893-1930)