Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno
con i piedi per terra e mare tutto intorno.
sabato 2 luglio 2011
lunedì 27 giugno 2011
Emozioni
Freschi giardini di perla sotto la luna!
Il riposo assorbe d'incanto i fogliami e le acque in ascolto,
e un dito d'ombra è posato sulle labbra bambine dei fiori...
Freschi fogliami di perla sotto la luna!
Una fiumana di mondi scorre senza rumore
nell'orbita del firmamento,
e come un vagito di bimbo
è l'anima del paesaggio e del mio dolore.
A: Onofri, "Per vivere, soltanto!"
Wassili Kandinsky
Improvvisazione 19
1911
Olio su tela
120X141,5cm
Stadtische Galerie - Monaco
Improvvisazione 19
1911
Olio su tela
120X141,5cm
Stadtische Galerie - Monaco
domenica 26 giugno 2011
Dedicato a mia figlia
Voglio insegnarti ad abbandonare il passato
senza temere il domani
a cercare la pace dentro di te
e a suscitarla in chi sa accoglierla,
a fare dono delle tue azioni
senza chiedere nulla in cambio.
Voglio regalarti la forza delle idee, il coraggio di scegliere,
la voglia di riscatto dalle ingiustizie,
il piacere di assaporare le emozioni senza patirle...
Voglio raccontarti che si può anche stare soli,
senza soffrire l'apatia, la solitudine e l'abbandono
che si può amare
senza cercare di possedere gli altri o subirli...
Voglio infonderti la voglia di conoscere e di apprendere
ciò che è vicino e distante da te,
il gusto della libertà conquistata
nella ricerca dell'ordine interiore...
Voglio trasmetterti l'entusiasmo
per ogni momento di calma raggiunto,
per l'incanto che puoi trovare
nel tuo angolo di mondo preferito,
per un abbraccio o un sorriso ricevuto
per un incontro foriero di verità inaspettate
e di genuina intensità...
Voglio abituarti a guardare indietro
senza rammarico e pentimento,
a governare le ansie dell'esistere
con un pizzico di ironia,
a superare le incognite
cambiando soltantociò che merita di essere cambiato,
a non sfidarevl'impossibile
nel vano tentativo di abbracciare il cielo...
Voglio guidarti, il questi tuoi primi passi alla ricerca di senso,
a percorrere le strade della vita,
senza smarrirsi nella paura, nell'errore e nella frenesia...
...per poi lasciarti andare con il futuro impresso negliu occhi.
Valeria Cimino
da " Oltre il bullismo "- Prevenire ed affrontare il problema
giovedì 16 giugno 2011
lunedì 30 maggio 2011
sabato 14 maggio 2011
Un augurio a chi vota il 15 e il 16 maggio
Poco fa mi è giunta una mail davvero interessante, che ho deciso di pubblicare perchè possa essere un promemoria, oltre che un augurio, per tutti quelli che, come me, voteranno nei prossimi giorni.
"Ti auguro di esercitare con convinzione il diritto di voto. Ti auguro di guardare i tuoi figli negli occhi e sapere di aver scelto bene anche per il loro futuro. Ti auguro di entrare in cabina elettorale e sentirti un uomo libero. Ti auguro di uscire dalla cabina elettorale con la consapevolezza che il governo della città e il suo benessere dipendono anche da te. Ti auguro di non avere sensi di colpa per aver venduto il tuo voto. Ti auguro di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ti auguro di non fare fotografie per testimoniare il tuo voto. Ti auguro di aspettare il risultato elettorale con serenità. Ti auguro di sperare che, chiunque sia il nuovo Sindaco, Palo possa risorgere. Ti auguro di amare oggi più che mai il nostro Paese."
La Redazione di Palodelcolle.NET
sabato 30 aprile 2011
Un uomo venuto da lontano
Un uomo venuto
da molto lontano,
negli occhi il ricordo
dei campi di grano,
il vento di Auschwitz
portava nel cuore
e intanto scriveva
poesie d'amore,
amore che nasce
dentro il cuore dell'uomo
per ogni altro uomo.
Un uomo venuto
da molto lontano,
stringeva il dolore
e un libro nella mano
qualcuno ha sparato
ed io quel giorno ho pianto,
ma tutto il mondo
gli è rimasto accanto:
quel giorno il mondo
ha ritrovato il cuore,
la verità non muore.
Un uomo che parte,
vestito di bianco,
per mille paesi
e non sembra mai stanco,
ma dentro i suoi occhi
un dolore profondo:
vedere il cammino
diverso del mondo,
la guerra e la gente
che cambia il suo cuore,
la verità che muore.
Va' dolce grande uomo va parla della libertà va dove guerra,fame e povertà hanno ucciso anche la dignità .
Va' e ricorda a questo cuore mio
và e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.
Dall'Est è arrivato
il primo squillo di tromba,
il mondo si ferma...
c'è qualcosa che cambia,
un popolo grida:
Noi vogliamo Dio,
la libertà è solo un dono suo.
Tu apri le braccia
e incoraggi i figli
ad essere fratelli.
và dolce grande uomo va
parla della libertà
Va' dove l'uomo ha per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Va' e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.
che Caino sono pure io.
che Caino sono pure io.
giovedì 28 aprile 2011
Durante un corso di aggiornamento
che proprio non riuscivo a seguire, perchè ero nervosissima (sono ancora capace di innervosirmi?) mi è capitato tra le mani un libro sul bullismo. Interessante....forse più delle parole del relatore che aveva una voce lenta, dolce....ma mi faceva venire il sonno.
Mentre sfogliavo il libro mi è saltata agli occhi questa frase....
" E' soltanto scendendo nell'abisso che riscopriamo i tesori della vita. E il tuo tesoro è proprio lì, dove inciampi. E' nella caverna in cui temi di entrare che puoi trovare ciò che stai cercando."
Joseph Campbell
Beh, l'ho trovata molto significativa e mi piace condividerla con voi.
Ecco come trasformare un pomeriggio nervorso e un tantino impegnativo, in qualcosa di, come dire, educativo.
Ps: solitamente ho un atteggiamento più diligente,durante i corsi di aggiornamento.....
lunedì 25 aprile 2011
24 anni insieme....
....un buon traguardo per il nostro matrimonio.
Ricordo ancora quella mattina d'aprile, calda, soleggiata, con un cielo incredibilmente azzurro.
Alla vista del bouquet di roselline, che papà aveva appena ritirato dal fioraio, mi sciolsi in lacrime di gioia, perchè sposavo l'uomo che tanto amavo, l'unico degno di allontanarmi da quel piccolo grande uomo che era mio padre....che, intanto, piangeva già da un pezzo, quella mattina.
Sicuramente piangeva di gioia...ma sapeva che molte cose sarebbero cambiate con quella figlia con la quale si capiva senza bisogno di parole, solo con uno sguardo.
Oggi, ci sono due figli meravigliosi a festeggiare con noi. papà non c'è più....e ci manca tanto.
Bando alla malinconia e brindo con il mio marito in questa nuova casa, a questa nuova vita e a tanti anni ancora insieme. Spero sempre sereni!!!
E una fetta di torta noooo?
Ricordo ancora quella mattina d'aprile, calda, soleggiata, con un cielo incredibilmente azzurro.
Alla vista del bouquet di roselline, che papà aveva appena ritirato dal fioraio, mi sciolsi in lacrime di gioia, perchè sposavo l'uomo che tanto amavo, l'unico degno di allontanarmi da quel piccolo grande uomo che era mio padre....che, intanto, piangeva già da un pezzo, quella mattina.
Sicuramente piangeva di gioia...ma sapeva che molte cose sarebbero cambiate con quella figlia con la quale si capiva senza bisogno di parole, solo con uno sguardo.
Oggi, ci sono due figli meravigliosi a festeggiare con noi. papà non c'è più....e ci manca tanto.
Bando alla malinconia e brindo con il mio marito in questa nuova casa, a questa nuova vita e a tanti anni ancora insieme. Spero sempre sereni!!!
E una fetta di torta noooo?
venerdì 22 aprile 2011
Rinascita
Tra poco,
il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.
don tonino bello
giovedì 21 aprile 2011
lunedì 11 aprile 2011
Una citazione appropriata
"Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti. Tagliare tutto quello che non c'entra, che ingombra, che toglie serenità e spesso l'aria dai polmoni,tagliare l'inutilità, l'ipocrisia forzata dei falsi sorrisi, della finta comprensione di chi dice di conoscerti,di capirti ma poi in realtà se ne frega di te, di quello che pensi, di quello che hai da dire."
Paulo Coelho
Un paio di fasi si sono concluse nella mia vita di donna e di figlia. Ho tagliato i rami secchi, gli orpelli inutili e anche il cordone ombelicale, dopo ben 53 anni. Era ora!!!
Non ho mai apprezzato l'ipocrisia, dunque mi sono sbarazzata,senza rimpianti, di quella altrui, dei sorrisi e della comprensione che nemmeno cerchi, che non ti viene propinata così,in modo del tutto gratuito. Pochi amici, ma buoni, sinceri, veri.
Ora sono una donna senza molte illusioni, con poche parole, senza lacrime. Sicuramente molto noiosa. Forse crescere, diventare adulti, invecchiare è tutto questo.
domenica 3 aprile 2011
Le nostre donne
Le nostre donne
Le nostre donne siamo noi
e tutto quello che ci contiene
ha odore di biancheria lavata a mano
nello scrittoio dei segreti
Le nostre donne sono girasoli in fiore
nella battaglia dei giorni
e odore di bucato fresco pulito
sempre steso fuori, dopo il calar del sole
Le nostre donne siamo sodalizio taciuto
sottoscritto con la vita
la tenacia, la dolcezza, gli errori.
Delle nostre donne, io sono l'errante
Le nostre donne
parliamo lingue diverse
alla stessa tavola
ma nell'inguine mai interrotto di Dio
lavate dalle stesse acque del Giordano-dentro
bagnate ognuna d'un colore diverso,
insieme,
le nostre donne formiamo
una bandiera
Beatrice Niccolai
venerdì 1 aprile 2011
Stanotte.....
lo so già: stanotte dormirò; di un sonno profondo, pesante, senza sogni, come la vita che ora vivo,senza grandi voli di fantasia, senza molte speranze, forse senza un domani.
Un giorno uguale all'altro. L'importante è alzarsi, andare al lavoro, adempiere ai propri doveri di madre, di moglie, di donna che lavora. Di figlia? No, ho smesso da tempo... Lei, la grande madre ha voluto così.
Tanti doveri...tutti urgenti, dai quali non puoi tirarti indietro.
Ma forse è meglio così: non pensi, cerchi di non farti coinvolgere dal dolore, dalle assenze, che sono quasi maggiori delle presenze.O forse queste presenze sono così labili, così evanescenti che....è come se non ci fossero.
Arriva un momento della vita nel quale la solitudine non ti fa più paura, non la temi; anzi, la cerchi, perchè è come un involucro, un bozzolo, che ti preserva dal soffrire...
martedì 29 marzo 2011
Attesa
Aspetto d'incontrarti
in un punto del tempo
in un punto del tempo
per tenderti la mano
e sentire il tuo affanno
colmare il vuoto
del mio inseguimento.
Urrasio
domenica 27 marzo 2011
Cosa sognano i pesci rossi
E' il nome del romanzo di Marco Venturino, autore e direttore di divisione di anestesia e terapia intensiva all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
La trama.
All'amministratore delegato di una importante azienda viene diagnosticato un tumore in metastasi avanzata. Non si potrebbe operare, ma un chirurgo famoso lo fa lo stesso. Il paziente verrà parcheggiato in terapia intensiva,poichè l'operazione non riesce. Tra quest'uomo ormai menomato, incapace di comunicare, in attesa della morte, e il medico di terapia intensiva che deve prendersi cura di lui, comincia un rapporto tormentato e umanissimo che l'autore descrive nei dettagli più personali, suddividendo il romanzo in capitoli, uno raccontato in prima persona dal malato, l'altro dal medico.
Il romanzo, pubblicato nel 2006, è capitato tra le mie mani lo scorso mese e l'ho letto tutto d'un fiato, presa dal particolare modo di raccontare la vicenda: da una parte le parole, le emozioni de “la faccia verde”, quella del medico, dall'altra quella di un ricoverato, “i pesci rossi”. Descrivono, ognuno dal proprio punto di vista, la quotidianità della vita in terapia intensiva, il decorso della malattia, il mondo esterno, la classe medica.
Il protagonista malato, Pierluigi, viene definito un pesce rosso perché essendo stato tracheotomizzato non può parlare ma solo muovere le labbra senza emettere alcun suono come un pesce rosso in un acquario e diventa un’impresa ardua per chi gli sta vicino capire cosa desidera.
E ‘ un libro duro, doloroso, commovente ma anche,sotteso, in alcuni momenti da una amara ironia.
Concludo con le parole finali dell’autore: “Vorrei solo che rimanesse addosso, a chi ha avuto la pazienza di leggere questo libro fino in fondo, un odore particolare delle cose umane. Un odore che viene fuori dalle zone di confine tra la vita e la morte, ove i silenzi della vita e i rumori della morte assumono fattezze di giganti deformi. Un odore forse fastidioso che, come spesso capita per gli odori, siamo tentati di cancellare dalla nostra vita di tutti i giorni. Ma questo odore c’è e io ho cercato di farlo annusare. A chi mi legge decidere se ci sono riuscito bene o male. A tutti l’augurio di non fiutarlo più da vicino”.
sabato 26 marzo 2011
LA PACE non è un problema solo dei grandi
“No, non è un problema solo dei grandi. Anzi, comincio a dubitare che la pace, in questo vecchio mondo, possano essere i grandi a farla fiorire.
E allora ragazzo spezzati in quattro per la pace. Prega per la pace. Allenati al dialogo. Cambia il tuo cuore. Educati alla pace. Si, perché la pace è anche un’arte che si impara.
Non basta lo slogan. Non basta una marcia. Non basta un cartello. Ci vuole lo studio. Occorre il confronto. Occorre soffrire.
Ti sarà necessario anche prendere posizione: l’equilibrismo non è il modo giusto per difendere la pace.
Dai, ragazzo! Per la pace fatti in quattro pure tu! Ce la farai!”
(don Tonino Bello)
E allora ragazzo spezzati in quattro per la pace. Prega per la pace. Allenati al dialogo. Cambia il tuo cuore. Educati alla pace. Si, perché la pace è anche un’arte che si impara.
Non basta lo slogan. Non basta una marcia. Non basta un cartello. Ci vuole lo studio. Occorre il confronto. Occorre soffrire.
Ti sarà necessario anche prendere posizione: l’equilibrismo non è il modo giusto per difendere la pace.
Dai, ragazzo! Per la pace fatti in quattro pure tu! Ce la farai!”
(don Tonino Bello)
lunedì 21 marzo 2011
La guerra che verrà
venerdì 18 marzo 2011
Patriottici per caso?
Ieri mi è venuto un groppo alla gola, quando i miei alunni hanno cantato, con la mano sul cuore, impettiti nella loro divisa scolastica, l'Inno di Mameli.
Patriottici per caso? NOOOOO! Credono per davvero a quello che è costato unire l'Italia e restare uniti sotto una unica bandiera.
lunedì 21 febbraio 2011
....non abbastanza
Pioviggina un po’
ma non abbastanza perchè si possa proprio
chiamarla pioggia
e noi lentamente ci bagnamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne
e un po’ ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamare amore.
(H. Nordbrandt)
domenica 20 febbraio 2011
Qualcosa ci è sempre mancato
Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.
Vincenzo Cardarelli
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.
Vincenzo Cardarelli
sabato 19 febbraio 2011
La trombettina
Ecco che cosa resta
di tutta la magia della fiera:
quella trombettina,
la latta azzurra e verde,
che suona una bambina
camminando, scalza, per i campi.
Ma, in quella nota sforzata,
ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi;
c'è la banda d'oro rumoroso,
la giostra coi cavalli, l'organo, i lumini.
Come, nel sgocciolare della gronda,
c'è tutto lo spavento della bufera,
la bellezza dei lampi e dell'arcobaleno;
nell'umido cerino d'una lucciola
che si sfa su una foglia di brughiera,
tutta la meraviglia della primavera.
Corrado Govoni
giovedì 17 febbraio 2011
Il ricordo di un amico
Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perchè amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.
David Maria Turoldo
Chissà se mi senti, se ascolti le mie parole, i miei muti soliloqui, i tanti pensieri e i tanti momenti che ti dedico. Momenti muti, in cui le parole rimangono dentro di me, a farmi male, come il dolore sordo, ma persistente che si prova quando perdi qualcuno o qualcosa che ha rappresentato tanto per te.
lunedì 14 febbraio 2011
Febbraio
lo trattiene di più giorno su giorno,
amo febbraio che risale l'orizzonte,
amo il pettirosso che ha resistito senza migrare al sud,
amo il mandorlo che apre il fiore bianco di pupilla e lo
sparge sull'erba scolorita dalla brina,
amo la vita che continua senza di me,
amo l'onda che passa a scavalcarmi,
amo spingo sul verbo amare...."
da " Il contrario di uno" di Erri De Luca
domenica 13 febbraio 2011
E inizia un'altra settimana....
E domani incomincia un'altra settimana, dopo un fine settimana che ha visto me e la mia famiglia mediamente sereni, quasi felici.
E' vero che ho propinato a mio figlio maggiore un antibiotico scaduto...non è guarito, ma non ci sono stati grossi problemi.
E poi....il NAPOLI ha vinto e il partenpoeo in esilio, mio marito, galleggia felice, tre metri sopra il cielo.
E poi....il NAPOLI ha vinto e il partenpoeo in esilio, mio marito, galleggia felice, tre metri sopra il cielo.
Già lo so che sarà una settimana pesante lì, a scuola...Le schede da compilare, riunioni varie, intere giornate fuori casa ma....non devo lamentarmi perchè c'è chi non ha lavoro e gli insegnanti hanno due mesi di ferie....dicono.In molte scuole si lavora anche a luglio, ma questo è un dettaglio trascurabile.
Intanto, il nostro alunno disabile da diverse settimane non taglia solo i capelli alla collega di sostegno...Tenta strozzare un compagno, distribuisce calci a destra e a manca e...sputa dove capita.
Mi sembra di essere tornata in prima classe, quando davvero non sapevamo dove sbattere la testa...e pareva che fossimo noi le "sbagliate", le inadeguate.
Quello che mi preoccupa è che lui si diverte da morire; saltella felice per i lunghissimi corridoi della scuola, dopo aver diligentemente seguito tre ore di lezione...
Il suo problema ha un nome che, per motivi di privacy non posso qui rivelare ma, mi chiedo, la Gelmini, ministro della PI, queste cose le sa?
E' previsto che le insegnanti debbano correre per i corridoi, schivare gli oggetti che ti lancia, i calci e tutto il resto?
Certo c'è l'insegnante di sostegno ma...un bambino disabile è un bambino della classe e di tutte le insegnanti che ruotano intorno, preoccupate di integrarlo...nel gruppo classe.
La sua presenza ci ha messo spesso in crisi....ci interroghiamo, cercando continuamente interventi adeguati.
Ho imparato che con lui niente è valido. Ogni giorno devi essere pronta a fronteggiare situazioni nuove.
Spesso mi chiedo cosa sarà di lui, quando uscirà dalla nostra scuola, dove almeno siamo tutti intorno a lui.
venerdì 4 febbraio 2011
gli amori impossibili
Ho passato con lui tutta la vita. Stava con me anche quando non c'era. Nella mia testa io dormivo con lui e con lui mi risvegliavo la mattina. In tutti questi anni non ho mai cessato di amarlo. E' stata una cosa bella ma insopportabile. Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre.
Dal film "MINE VAGANTI"
Gli amori impossibili si trasformano in desiderio eterno.
giovedì 3 febbraio 2011
Solitudini composte
Da qui a sera avrò
tempo per dimenticarti,
o tutto il tempo
per uccidermi in un ricordo.
Da qui a sera,
saranno ore di primavera,
di solitudini composte
come fosse vero che eri e sei
il tempo che non torna.
Un pensiero a forma di te
muove, come fosse vento,
i rami e le foglie.
Starti dentro in eterna distanza,
osservarti andare
mentre io, solo per sopravviverti,
a me,solo a me,
nel silenzio della pietra
e nel dove dell'acqua
ritorno.
beatrice niccolai
Troppo belli questi versi per non postarli. Li sento anche tanto miei, soprattutto quando affermano che "sei il tempo che non ritorna".
Forse più che il pensiero di un amore lontano nel tempo, sul far della sera, mi accompagna la consapevolezza che nulla può tornare.....che la nostra è una distanza incolmabile, eterna, appunto.
martedì 1 febbraio 2011
Guarda l'alba
e come canta Carmen Consoli: " .....persino il dolore più atroce, si addomestica."
Mi sto esercitando.....
lunedì 31 gennaio 2011
I figli
Prima erano dolce attesa
e grande, indicibile gioiadi famiglia, con nuvole e stelle,e dappertutto presenti.
Poi diventarono vivi, vicini,teneri, indipendenti pensieri,due occhi che riflettono la luna,un cuore che batte da solo.
Risuonarono passi di piccolissimi piediper tutta la casa,che ancora risuonano nel nostro cuore malinconicamente nel sussurro notturno.
All'improvviso alzano lo sguardo,scordano i giochi infantili,hanno occhi lontani, inquietie ansia di buie strade.
Hanno elevato le giovani nuche e hanno trovato troppo stretto in casa...La pioggia cancellò via velocele orme fuori sulla ghiaia.
La pioggia rapida lavava viale lacrime dalle guance...le ruvide voci cambiate garrivano al vento.
Ma siccome erano bravi figli li vedevamo spesso anche in seguito;al caffè di domenica due ore sedevano a perdere del tempo,
e quando veniva la sera se ne andavano dove noi non riuscivamo mai a sapere,a loro facevamo cenni con le mani dal cancello,in silenzio, l'uno accanto all'altro.
Soave e cauto è il buio,e si pure son le gocce di pioggia,i bravi figli sono un dono.E' male esser soli.
TOVE DITLEVSEN (1918-1976)
e grande, indicibile gioiadi famiglia, con nuvole e stelle,e dappertutto presenti.
Poi diventarono vivi, vicini,teneri, indipendenti pensieri,due occhi che riflettono la luna,un cuore che batte da solo.
Risuonarono passi di piccolissimi piediper tutta la casa,che ancora risuonano nel nostro cuore malinconicamente nel sussurro notturno.
All'improvviso alzano lo sguardo,scordano i giochi infantili,hanno occhi lontani, inquietie ansia di buie strade.
Hanno elevato le giovani nuche e hanno trovato troppo stretto in casa...La pioggia cancellò via velocele orme fuori sulla ghiaia.
La pioggia rapida lavava viale lacrime dalle guance...le ruvide voci cambiate garrivano al vento.
Ma siccome erano bravi figli li vedevamo spesso anche in seguito;al caffè di domenica due ore sedevano a perdere del tempo,
e quando veniva la sera se ne andavano dove noi non riuscivamo mai a sapere,a loro facevamo cenni con le mani dal cancello,in silenzio, l'uno accanto all'altro.
Soave e cauto è il buio,e si pure son le gocce di pioggia,i bravi figli sono un dono.E' male esser soli.
TOVE DITLEVSEN (1918-1976)
venerdì 28 gennaio 2011
Perchè non si dimentichi....
Ricordare
27 gennaio 2011 - Tonio Dell'Olio
Ricordare significa riportare al cuore. Non una memoria cerebrale quella della Giornata in cui si “ricordano” le vittime della furia impazzita del nazismo, ma una memoria affettiva. Ripensare sì a quello che è stato, ma cercando almeno di immaginare i patimenti cui milioni di persone furono sottoposti. Il freddo gelido, il dramma delle separazioni, la crudeltà delle torture scientificamente pianificate, lo sterminio col gas, la denutrizione, i lavori forzati... Ho visitato Auschwitz e lo Yad Vashem, il Museo della Shoah a Gerusalemme, ma soprattutto considero una grazia l’incontro con alcune persone sopravvissute. Volti da “ricordare”. E poi i Giusti tra le nazioni. Per gli ebrei i giusti sono coloro che, pur fuori dal popolo di Israele, mostrano rispetto per Dio. Significativo che questo titolo sia riconosciuto a coloro che hanno aiutato gli ebrei durante le persecuzioni. Segno che Dio si fa presente nell’uomo perseguitato. Per ciascuno di loro il museo ha piantato un albero col loro nome. Che tutto il mondo si trasformi in foresta e l’olocausto solo un triste, lontano, ricordo.
lunedì 24 gennaio 2011
ODE AL LIBRO
....Perché dal libro si vede il mondo (come sembra suggerire questa immagine) e se stessi nel mondo.Nel libro riposo e mi ritempro, mi rifugio e mi metto in salvo, cresco e scaccio la mia povertà, mi cullo e mi risveglio, torno a me e trovo la forza per tornare al mondo.
Finché esisteranno libri da leggere sarò salva.
domenica 23 gennaio 2011
Pensieri di una domenica mattina alquanto uggiosa....
"Era un signore andato via.
A lei qui rimasta tantissimo mancava.
La traccia da lui lasciata segnava ovunque intorno a lei l'aria.
Come un quadro spostato per sempre segna la parete"
L'aria fredda, il cielo cupo, non m'invitano certo a pensieri allegri. e poi si sa che sono una persona romantica, melanconica, forse pure un tantino depressa.
E che non m'importa niente di quello che pensano gli altri, di appariree quella che non sono. Lo voglio gridare al mondo intero che mi manchi....e mi fermo qui, che mo divento pure patetica....
mercoledì 19 gennaio 2011
E queste son soddisfazioni!!!!!
Buondì e ben ritrovati tutti. Oggi voglio gratificarmi, pubblicando un testo scritto da un mio alunno (ho una qurta elementare), particolarmente bravo. L'ha scritto interamente in classe, altrimenti sarebbero venuti anche a me i dubbi....nonostante lo conosca da cinque anni.
Vi lascio alla lettura e....poi ditemi cosa ne pensate...
" Una simpatica chiacchierata con la Befana"
Mezzanotte.Ero in cantina,nel buio,cercando di aggiustare il contatore,facendomi luce con una candela.
Sentii un rumore,mi avviai verso esso,mentre reggevo la candela e...Puf...apparve una scopa...Paf...apparve una vecchia racchia!.
Era orrida:un nasone coperto da una fitta foresta di brufoli,un mento aguzzo rigirato all'insù,2 occhi vispi e rughe che sembravano onde.Una calzamaglia sgualcita ricopriva le gambe e calzava scarpacce nere che non si abbinavano con la gonna blu intenso.
Era orrida:un nasone coperto da una fitta foresta di brufoli,un mento aguzzo rigirato all'insù,2 occhi vispi e rughe che sembravano onde.Una calzamaglia sgualcita ricopriva le gambe e calzava scarpacce nere che non si abbinavano con la gonna blu intenso.
Avanzai allo scoperto e le parlai timoroso:-Bu...Bu...Buonasera! S-Signora Be-Be-Befana!?-
Lei mi rispose:
- Buonasera, ma perchè tanta cordialità?
- Befana,per caso posso intervistarla?
- Sissignore - rispose - Con piacere-
Io diedi inizio all'intervista passando dal Lei al tu:
- Come mai pensi poco a te stessa?
- Be - fu la risposta - diciamo perchè non ho interesse a seguire quella che voi chiamate moda.
- Secondo te esistono i bambini cattivi? - chiesi.
Lei mi rispose con un sospiro da "Le mille e una notte"e poi mormorò:
-Veramente non lo so. Anche nei bambini che fanno i capricci poi,in fondo,in fondo,nel cuore c'è qualcosa di buono...
Io precisai:
- Perchè sei sempre allegra,nonostante la tua notevole età e i tuoi malanni?-
Lei rispose:
-Perchè?Siiiii,perchè non mi importa la mia salute,ma la felicità del mondo!-
- Hai una famiglia - dissi - O sei "single"?
- No - disse compiaciuta - sono "single"
- Qual era la tua fiaba preferita da piccola?
chiesi curioso.
- La mia fiaba preferita? Ah...erano le fiabe e le filastrocche di Roberto Piumini - annunciò.
-Siccome ho il sogno dell'astronomia,mi racconti come sono da vicino le stelle?-dissi speranzoso.
Lei rispose:
- Sono magnifiche,magiche, impressionanti,ti narrano poesie molto belle.
Mentre parlavo,scoprii sotto il gonnellone una pancia di troppo,udii una voce che andava su e giù con la tonalità.Allora gridai,togliendo la maschera orrida :
-Ah Ah...scoperto sottospecie di DI UN PAPA' IN VENA DI SCHERZI.-
-Ah Ah...scoperto sottospecie di DI UN PAPA' IN VENA DI SCHERZI.-
Proprio così:era mio padre!!!
E allora io dissi:
-Ora va ad aggiustare il contatore razza di pelandroneeeeee!!!!!!!!!!!
DANIELE IV B
sabato 11 dicembre 2010
Mattini in frantumi
Ci sono mattini in frantumi
giorni
in cui ci si attaccherebbe
al collo del primo che passa
per il pane di una parola
per il suono di un bacio.
Andrèe Chédid, poetessa
mercoledì 27 ottobre 2010
domenica 12 settembre 2010
Al mio caro amico che ora vive su una stella
Io non ti chiedo di portarmi
una stella celeste
solo ti chiedo di riempire
il mio spazio con la tua luce.
Io non ti chiedo di firmarmi dieci fogli grigi
per poter amare solo chiedo che tu ami le colombe che amo osservare.
Dal passato non lo nego
ci arriverà il giorno futuro
e del presente
cosa importa alla gente
se non fanno altro che parlare.
Io non ti chiedo di andarmi a prendere
una stella celeste
solo chiedo che il mio spazio
sia pieno della tua luce.
Mario Benedetti
Con affetto.
Rosalinda
sabato 11 settembre 2010
Portami il girasole

Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
.Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
é dunque la ventura delle venture.
.Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.
.
(da Ossi di Seppia)
Ho piantato un girasole in un vaso; ora è lì, sul davanzale,che occhieggia timido, speranzoso, pieno di luce, in queste uggiose giornate di fine estate.
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Nella prima foto c'è mio figlio maggiore, nella seconda mio figlio minore.. Ora sono entrambi maggiorenni, ma vivono ancora in famiglia.

