Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

sabato 27 marzo 2010

Sempre e per sempre

....
"E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai".





Vi prego, non mi dite nulla. Sono serena, sto bene qui con voi, ma provo tanta malinconia. Ho bisogno di coccolarmi con le parole di De Gregori.

martedì 23 marzo 2010

L'importanza di questo spazio


Addio, addio amici miei.
Con un sorriso vi saluto. No, non versate lacrime,
non ne ho bisogno.
Voglio soltanto il vostro sorriso.
Se la tristezza vi assale, pensatemi.....
e io sarò felice. Ricordate bene:
quando vivi nel cuore di chi ami,
non morirai mai.
(Rabindranath Tagore)








Cari amici blogger,
è vero, questo spazio è importante, perchè mi fa sentire il vostro calore e la vostra vicinanza
discreta, silenziosa.
Con il tempo ritornerà tutto come prima, o quasi.
Vi abbraccio.
Rosalinda-Serenella

venerdì 19 marzo 2010

Per fare a meno di te.....





14 novembre 2009
"Intermezzo musicale? Si, forse. Sicuramente intermezzo nei miei pensieri di sempre, nella mia quotidianità, piacevolmente voluta, scandita da gesti uguali, rassicuranti, disperatamente cercata, quando senti che alcune certezze si sfaldano.
Intermezzo vissuto un sabato mattina di novembre, inondato di sole. E certo, è l'estate di San Martino.
Ci siamo fatti vecchi, ma gli occhi sono sempre quelli, pieni di luce, del piacere di rivedersi.
Quattro chiacchiere, una cioccolata calda, dolcissima, sorseggiata guardandoci negli occhi, la consapevolezza che meglio essere amici oggi, che niente domani."



Si tratta di un vecchio post, nel quale raccontavo di una giornata speciale,trascorsa in compagnia di una persona che non c'è più, scomparsa improvvisamente martedì.
Ora non vivremo nemmeno quel poco di amicizia che le circostanze ci concedevano,ora niente più sogni, desideri, niente di niente.
E io, che mi rendo perfettamente conto di quel che è accaduto, non ho più voglia di niente....forse nemmeno di questo spazio.

mercoledì 17 marzo 2010

Ciao Michele!




Aspetto d'incontrarti


in un punto del tempo

per tenderti la mano


e sentire il tuo affanno


colmare il vuoto

del mio inseguimento.

Urrasio


domenica 14 marzo 2010

Ignorarsi....


Colazione del mattino

Ha messo il caffè

Nella tazza
Ha messo il latte
Nella tazza di caffè
Ha messo lo zucchero
Nel caffè latte
Con il cucchiaino
Ha girato
Ha bevuto il caffè latte
Senza parlarmi
Si è acceso
Una sigaretta
Ha fatto dei cerchi
Con il fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
Si è alzato
Ha messo
Il suo cappello sulla testa
Ha messo
Il suo impermeabile
Perché pioveva
E' parti
sotto la pioggia
Senza una parola
Senza guardarmi
E io ho preso
la mia testa nella mano
E ho pianto.

Prevert

Il descrivere questo momento in terza persona lo rende tremendamente freddo, distaccato, impersonale. Vi percepisco indifferenza, rancore. Forse era preferibile parlarsi, chiarire, magari litigare....

sabato 13 marzo 2010

Per Alexia



































Cara Alexia,
è da un po' che ci pensavo e...sono due ore che cerco di inviarti dei fiori, virtuali certo, per ringraziarti di aver reso grazioso il mio blog e rispondente ai miei desideri.
Inutile dirti che per via mail non ci sono riuscita. Ed ancora più inutile ricordarti quanto sono imbranata, poichè lo sai già.
Allora ho pensato di postare qui il mio omaggio floreale per te. Sono fiori di campo semplici, come sei tu, ma coloratissimi. Mettono allegria e voglia di vivere.
E' questo che tu trasmetti a me e, sicuramente, a quanti frequentano il tuo spazio.
Il web riserva delle belle sorprese e ci permette di conoscere tante persone disponibili che semplicemente mettono la propria creatività a servizio degli altri.
Grazie, grazie di tutto.
Un abbraccio.
Rosalinda






venerdì 12 marzo 2010

Solitudini composte

































Da qui a sera
avrò tempo per dimenticarti,
o tutto il tempo
per uccidermi in un ricordo.

Da qui a sera,
saranno ore di primavera,
di solitudini composte
come fosse vero che eri e sei
il tempo che non torna.

Un pensiero a forma di te
muove, come fosse vento,
i rami e le foglie.

Starti dentro in eterna distanza,
osservarti andare
mentre io, solo per sopravviverti,

a me,
solo a me,

nel silenzio della pietra
e nel dove dell'acqua
ritorno.


beatrice niccolai


Troppo belli questi versi per non postarli. Li sento anche tanto miei, soprattutto quando affermano che "sei il tempo che non ritorna".
Forse più che il pensiero di un amore lontano nel tempo, sul far della sera, mi accompagna la consapevolezza che nulla può tornare.
E si, stasera sono un po' malinconica.

giovedì 11 marzo 2010

"Il primo che questa estate si lamenta del caldo....lo gonfio!"
























"Il primo che questa estate si lamenta del caldo....lo gonfio!"

Non è da me essere così violenta ma....questa immagine, che gira tra i link di FB, mi ha divertita, perciò la propongo a voi.
Davvero non se ne può più del freddo, della pioggia e della neve. Basta!
Io poi amo il caldo, il sole, il mare, l'afa, il sudore....forse perchè sono nata in Venezuela!


domenica 7 marzo 2010

Donne che stanno cambiando il mondo


"Noi adesso possiamo andare in giro per il villaggio

senza alcun problema, ma cio' che amo di più del mio lavoro

è di essere sempre in relazione con le persone:

a me piace stare insieme alle altre donne,

mi piace lavorare con loro, mi piace uscire, venire al sentare( il centro)

e incontrarle...., discutere


Chalear, Bangladesh

Nel mondo tante donne si battono per vivere in maniera più dignitosa...

domani viviamo questa tanto discussa giornata pensando a loro....


sabato 6 marzo 2010

....ma quale "FESTA DELLA DONNA"?






























"La prima fatica che vediamo nella vita è quella delle donne.
Cresciamo accompagnati da essa, ma raramente la misuriamo. La fatica interminabile della donna attorno a noi, della madre e poi della moglie, è una fatica che non lascia tracce, ricomincia sempre daccapo, perchè noi uomini siamo come i muratori che lavorano a costruire e che, costruendo sciupano e sporcano...."

Corrado Alvaro

Ecco che lunedì, puntuale, ritorna la "Festa della donna", come ritornano tante feste: quella del papà, degli innamorati, della mamma: tutte nel calderone del consumismo.
Questa festa, che si celebrerà l'8 marzo e che amo definire "Giornata Internazionale di lotta e di festa della donna", deve solo ricordare a tutti noi il cammino faticoso che le donne hanno compiuto per la conquista di tanti diritti.
Che nostalgia dei cortei ai quali partecipavo quando ero giovane....




mercoledì 17 febbraio 2010

Angeli






























Angeli vedi nella prima luce
tra la rugiada curvarsi
Cogliere e volar via con un sorriso:
crescon per loro i fiori?


Angeli vedi quando il sole
infuria tra le sabbie roventi
Cogliere e volar via con un sospiro:
ed i fiori avvizziti con sé portano.

Emily Dichinson



domenica 7 febbraio 2010

Due fidanzate


"Donna seduta" Massimo Speroni



Come sei alta Mafalda!

Non ti hanno voluta nemmeno

nella squadra di pallacanestro

per la tua altezza irregolare.

Lassù, però,

ce l'hai una bellezza.

Sicchè se vuoi

sii la mia fidanzata:

prima di ogni altro mi dirai

che sta arrivando il treno.

Darai briciole ai piccini dell'aquila.

Cercherai con le dita

gli sguardi che ho perduto sulla luna

e con le stesse mani

fresche di nuvole

mi toccherai la fronte, i capelli.







Come sei bassa

Vanessa!

Quando tu passi in metropolitana,

il cancello girevole

non fa nessuno scatto.

Però, laggiù

ce l'hai una bellezza.

Sicchè se vuoi

sii la mia fidanzata:

meglio di ogni altro

mi avvertirai dell formiche rosse.

Chinndo il capo

sparirai nell'erba falciata

e ti farai cercare con grida e con sorrisi.

Quando ti avrò trovata

ti ascolterò in ginocchio

e mi convincerai

del buon sapore della terra.


E' un po' come dire: due fidanzate sono meglio di una. Ho letto questa poesia tantissimi anni fa, su un libro di lettura di III elementare. Mi piacque, la ricopiai su una agenda e l'altro giorno è saltata fuori. La trovo molto divertente...Non vi pare.

giovedì 4 febbraio 2010

De amicitia

"Tutti abbiamo incontrato lo sguardo di qualcuno e sentito una specie di

"riconoscimento" che avrebbe potuto essere l'inizio di un amicizia.

Ma poi le luci cambiano, il treno parte, la folla fa ressa tutto intorno...

e non sapremo mai."

Pam Brow


Parlare di amcizia mi fa sempre molto male. Una amicizia finisce perchè non era mai

nata. Un vero amico non lo perdi mai! Lo riconosci tra mille volti anonimi, senti che ti è vicino

sempre...L'amicizia può più dell'amore.

lunedì 1 febbraio 2010

Frammenti


"....ti restituisco il cuore

ti do' libero accesso....

quanto a me

sono un acquerello

mi dissolvo..."

anne sexton

giovedì 14 gennaio 2010

Addio

"Addio Peer, tu non desideri seguirmi lungo la mia strada, vi si sognano le sere di neve e le cose dolci e perdute e le chiare notti d'estate si guardano cadere le stelle. Io ti cerco e tu non sei al mio fianco, nè il crepuscolo invernale ti fa più buono, nè le vie di Torino quando il cielo è di rosa e si accendono i primi lumi, nè la notte ti sgomenta, Peer, nè il sole che batte su bianche pietraie ti fa più ardente, nè il cielo sconvolto ti fa tremare, nè il vento selvaggio. Io ti ho creato e ti ho dato il volto del giovane Marzo freddo e gentile, senza un'anima umana.... Tu non hai voluto, nè potuto comprendere perchè ti volevo amare, come ti avrei amato, Peer, mito della Primavera. Ti ho fatto creatura ed hai avuto un'anima, ma così meschina....Ho voluto rifare l'incantesimo, ma non ho fatto di te che un piccolo idolo dallo sguardo ambiguo di pietra durissima.Addio, Peer, amatore di favole. La mia vita è una meravigliosa favola, ma tu non ami le favole vere, la favola viva ti sfugge. So che non mi rimpiangerai...la tua anima non mi ha mai sfiorata, non potresti amarmi senza spezzarti, poichè sei vuoto...."

Da "Una giovinezza inventata" di Lalla Romano


Ma davvero pensiamo di poter "forgiare" una persona a nostro piacimento?
Quello non è amore!

domenica 10 gennaio 2010

Pensieri colorati



E allora provo a pettinarli questi pensieri. Con la spazzola? No, si elettrizzano ancora di più. Forse potrei provare con i cristalli liquidi. A volte fanno veri e propri miracoli!!! Stendo con le mani il liquido trasparente, gelatinoso... Subito i miei pensieri si illuminano, diventano lucidi, lisci...E' tutto più chiaro? No! Necessitano colori per questi pensieri monocolore, quasi grigi. Ma si...una bella tinta calda...castano dorato, magari con qualche riflesso biondo. Si è proprio quello che ci vuole. E così mi ritrovo a passare con calma pennellate di colore che tra venti minuti laverò... Ecco, ora si che va meglio! E ora, come suggerisce Manu...li pettinerò con i respiri, i miei pensieri colorati , ma ancora ribelli.

venerdì 8 gennaio 2010

Un po' arruffata....


Mi sono alzata così:icapelli arruffati e tanta voglia di dormire.

Non è che la situazione sia cambiata.

I capelli li ho pettinati ma...i miei pensieri e il mio stato d'animo

sono ancora un tantino arruffati.

martedì 5 gennaio 2010

Mia nonna

Umberto Boccioni, La madre


Mia nonna era il ramo incurvato dalle nascite;
Era il volto seduto in cucina;
Era l'odore del pane e della mela conservata;
Era la mano del rosmarino e la voce della preghiera;
Era la povertà dei lunghi inverni
avvolta nello zucchero come un'umile ghiottoneria.
Quindici figli mangiarono dalle sue mani miracolose;
Quindici figli dormivano col suo sonno d'auila.
In molti nipoti e pronipoti abbiamo continuato
a passare dalle sue braccia magre.
Ma lei è sempre la mano che mescola l'acqua e la farina.
E' il silenzio delle notti pieno di uccelli addormentati...

E. Barquero
da Poeti latino americani

Questa poesia mi è piaciuta tanto, perchè mi fa pensare alle famiglie di una volta, numerose, in cui gli anziani erano depositari di tradizioni e saggezza.
Le mie due nonne, che ho avuto la fortuna di conservare fino a tarda età, un po' assomigliano a questa nonna descritta nei versi. Erano anche molto vitali, piene di voglia di vivere...

giovedì 31 dicembre 2009

Un pensiero dolcissimo


Il mio secolo non mi fa paura,
il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà
il mio secolo coraggioso e eroico.
Non dirò mai che sono vissuto troppo presto
o troppo tardi.
Sono fiero di essere qui, con voi.
Amo il mio secolo che muore e rinasce
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:
il mio secolo splenderà un giorno
come i tuoi occhi.

Nazim Hikmet

mercoledì 30 dicembre 2009

Brindiamo a questo nuovo anno.


Brindiamo a questo nuovo anno, amore mio.... Noi due soli, come quando ci siamo conosciuti e bastavamo l'uno all'altra. Dimentichiamo, per stasera tutte le malinconie di quest'anno che sta per finire. Dopo tanti anni siamo ancora insieme, innamorati, con una bella famiglia....credo possa bastare.....
Buon anno a tutti!!!!

martedì 22 dicembre 2009

Il nostro Natale


A Natale il


"partenopeo in esilio", con la sua famigliola,


torna nella sua amata terra.

Nessuno di noi rinuncerebbe mai

a questo particolarissimo Natale, festeggiato in casa dei miei cognati

che amano e vivono nella più genuina tradizione

la festa più significativa dell'anno.


Solitamente il 24 dicembre noi giungiamo a Caserta per l'ora di

pranzo, ma è Vigilia, per cui tutti gustiamo pizza di scarola

e mozzarella di bufala, in attesa della cena.

Il sapore agro-dolce della pizza di scarola...è quanto di più buono


possa annoverare

la cucina partenopea. E mia cognata, depositaria di tutti i segreti

della tradizione culinaria di famiglia, la prepara con dovuto anticipo,

in modo che "riposi" e i vari ingredienti, così contrastanti tra loro,

siano ben amalgamati tra loro.




La foto in alto è un altro presepe "costruito" a scuola, che ha come scenario la campagna e i l tipico casolare pugliese, comunemente chiamato "casiadd".
La tecnica è sempre la stessa: polistirolo lavorato a pezzi, come se fossero mattoncini.




sabato 19 dicembre 2009

Aria di Natale

Chiudi gli occhi e respira profondamente:

c'è aria di Natale!

L'atmosfera diventa più magica se c'è un bel presepe.

Qui di seguito pubblico le foto di un presepe che amo particolarmente,

perchè ho partecipato alla sua "costruzione".

Si tratta del presepe che è in bella mostra nella mia scuola.





No, non è la foto di una abitazione ma un particolare del presepe che abbiamo costruito a scuola un paio di anni fa. E' molto grande e riproduce fedelmente alcuni angoli caratteristici del mio paese.
Questa foto ritrae il particolare del campanile della chiesa matrice che svetta alto sulla collina.

La natività è stata collocata sotto uno degli archi più belli che vanta il nostro centro storico.
In basso, ho provato ad inquadrare una parte più grande del presepe, ma non ci sono riuscita, poichè non sono abilissima nel fotografare e perchè il presepe è davvero tanto grande.

giovedì 10 dicembre 2009

11 dicembre





Io la voglio questa vita la voglio da impazzire, dovessi impazzire da morire è vivere che voglio.

(da “Oceano mare”)

lunedì 30 novembre 2009

Raccontami una storia


Raccontami una storia,
una di quelle che mi faccia sentire sicura,
una storia che riscaldi la mia notte e accompagni i miei sogni,
prendimi per mano mentre cammino nel buio e parlami....


così eviti di russare ed io posso addormentarmi....

domenica 29 novembre 2009

La mamma è sempre la mamma...


La mamma è quella che ti insegna a rispettare il lavoro degli altri:
- Se dovete ammazzarvi, fatelo fuori di qui, che ho appena pulito!

La mamma è quella che ti insegna a pregare:
- Prega Dio che non ti sia caduto sul tappeto!

La mamma è quella che ti insegna a rispettare le tempistiche di lavoro:
- Se non pulisci la tua camera entro domenica, ti faccio pulire l'intera casa per un mese!

La mamma è quella che ti insegna la logica:
- Perché lo dico io, ecco perché!

La mamma è quella che ti insegna l'ironia:
- Prova a ridere e ti faccio piangere io!

La mamma è quella che ti insegna la tecnica dell'osmosi:
- Chiudi la bocca e mangia!

La mamma è quella che ti insegna il contorsionismo:
- Guarda che sei sporco dietro, sul collo!

La mamma è quella che ti insegna la resistenza:
- Non ti alzi finché non hai finito quello che hai nel piatto!

La mamma è quella che ti insegna a non essere ipocrita:
- Te l'ho già detto mille volte di non farlo, non fare finta di niente!

La mamma è quella che ti insegna il ciclo della Natura:
- Come ti ho fatto, ti disfo!

La mamma è quella che ti insegna il comportamento da non tenere:
- Smettila di comportarti come tuo padre!

La mamma è quella che ti insegna cos'è l'invidia:
- Ci sono milioni di poveri bambini che non hanno genitori meravigliosi come noi
.




Devo dire che... in alcune affermazioni....non mi riconosco.

Infatti, aggiungerei tranquillamente:

La mamma è la BADANTE, per eccellenza, di tutta la famiglia.



mercoledì 25 novembre 2009

A me stessa....in una sera un po' così


Voglio una solitudine, voglio un silenzio,
una notte di abisso e l’anima inconsutile,
per dimenticarmi che vivo, liberarmi

dalle pareti, da tutto ciò che imprigiona;
attraversare gli indugi, vincere i tempi
pullulanti di intrecci e ostacoli,

infrangere limiti, estinguere mormorii,
lasciar cadere le frivole colonne
di allegorie vagamente erette.

Essere la tua ombra, la tua ombra, soltanto,
e star vedendo e sognando alla tua ombra
l’esistenza dell’amore risuscitata.

Parlare con te attraverso il deserto.

(Cecília Meireles)

domenica 22 novembre 2009

In nome della madre

"Sa i miei pensieri. E' un maschio e mi rimprovera. Occupa tutto il mio spazio, non solo quello del grembo. Sta nei miei pensieri, nel mio respiro, odora il mondo attraverso il mio naso. Sta in tutte le fibre del mio corpo. Quando uscirà mi svuoterà, mi lascerà vuota come un guscio di noce. Vorrei che non nascesse mai....."

Una citazione, una bellissima citazione ,tratta da "In nome della madre" di Erri De Luca, scrittore che adoro (questo già lo sapete), perchè riesce sempre a coinvolgerti con le sue parole, a toccare ogni fibra del tuo essere. Ci sei tu in quelle parole, con la tua vita, con le tue fragilità. Il fatto sorprendente è che questo libro racconta l'esperienza straordinaria della maternità di Miriam/Maria. Eppure, leggendolo, senti che Miriam è una donna come tutte le altre, con le paure e le ansie, comuni a tutte le donne che aspettano un bambino.

mercoledì 18 novembre 2009

sulla pioggia e tanto altro....



accompagno con il pensiero
la discesa dell'acqua
dall'ombrello dentro la camicetta.
cerco il telefono nella borsa
le chiavi
la maniglia
vado con calma, poi di corsa

la manica
la scolatura dell'acqua
è così che si comincia
a sentirsi fuori posto
poi si finisce
a fare l'amore
come capita

daniela d'angelo

Mi piace scoprire versi di poeti poco conosciuti. Almeno per me...

Questa poetessa è davvero una rivelazione!

Quante volte cerco nel fondo della borsa...di tutto. Forse anche quel po' di me che non trovo mai,

che si perde nelle pieghe della vita quotidiana...


sabato 14 novembre 2009

Per fare a meno di te






Intermezzo musicale? Si, forse. Sicuramente intermezzo nei miei pensieri di sempre, nella mia quotidianità, piacevolmente voluta, scandita da gesti uguali, rassicuranti, disperatamente cercata, quando senti che alcune certezze si sfaldano.
Intermezzo vissuto un sabato mattina di novembre, inondato di sole. E certo, è l'estate di San Martino.
Ci siamo fatti vecchi, ma gli occhi sono sempre quelli, pieni di luce, del piacere di rivedersi.
Quattro chiacchiere, una cioccolata calda, dolcissima, sorseggiata guardandoci negli occhi, la consapevolezza che meglio essere amici oggi, che niente domani.
Intanto ascolto Giorgia: Per fare a meno di te.... Sono circa trentanni che ci provo.
Direi che ci sono riuscita.

mercoledì 11 novembre 2009

Valore, di Erri De Luca

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la
fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale,
l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso
involontario, la stanchezza di chi
non si e' risparmiato,due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe, tacere in tempo,
accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual e' il
nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della
monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare
e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.


Questi versi semplicissimi sono la mia risposta al post precedente.

domenica 8 novembre 2009

Vivere rettamente....


"La disperazione più grave che possa

impadronirsi


di una società è il dubbio che vivere

rettamente sia inutile"

Corrado Alvaro



Queste parole di Corrado Alvaro sono davvero attualissime ed esprimono in maniera inequivocabile quello che molti di noi stanno pensando in questi giorni, in seguito agli ultimi fatti di cronaca.
Mi chiedo: qualcuno pensa ai bambini e ai modelli comportamentali che stiamo loro proponendo?
E alle loro domande, come rispondere?
A me sta capitando...come docente e vi assicuro che non è facile spiegare ad un bambino chi è "un trans", se può avere dei figli...se ha dei vissuti comuni ai nostri. Perchè tanta gente fa uso di cocaina? Chi sono le prostitute?

Cosa vuol dire "vivere con rettitudine"?

mercoledì 4 novembre 2009

nonsense

Alzarsi la mattina che hai ancora sonno e sentirsi piena di energia e con la voglia di cambiare il mondo ; accorgersi che il mondo non lo puoi cambiare, perchè nella tua scuola piove, non hai nemmeno un cestino per la carta straccia e nemmeno il gesso...mentre ci sono scuole dove si abbelliscono i davanzali con i ciclamini; ordinare un doppio caffè al ragazzo del bar...caffè che berrai senza zucchero e in piedi, tra bambini che ti girano in tondo e che vogliono assolutamente disinfettarsi le manine...nere, che non lavano dal mattino precedente; cercare di coinvolgere i tuoi alunni, spiegare che è importante scrivere senza commettere errori di ortografia, mentre lei, Giovanna Ivana...che si ostina a farsi chiamare così, continua a scrivere "rugnone" per riunione; e intanto Giovanni ti dice in un orecchio " Per forza le bambine sono più brave a scuola....quelle non hanno pensieri..." e tu lì che ti chiedi, che diavolo di pensieri avrà mai per la testa quell'angelo biondo, che fa già impazzire tutte le bimbe della classe...mandare un pensiero volante alla Gelmini...non proprio simpatico, perchè con la riforma, lei la chiama così, non ci sono contemporaneità, nè collaboratori.. il corridoio è deserto....e tu vuoi correre al bagno e ti chiedi: Ci vado con tutti gli alunni? Rischio, faccio una corsa e torno? E intanto questi si ammazzano. Mi porto i più terribili?
La campanella deve coglierci di sorpresa, diceva un mio dirigente...io non la sento proprio...esco sempre dopo che tutti sono andati via e mi vergogno terribilmente...e pensare che vogliono mandarci in pensione a 65 anni. A casa! Dolce casa! Le tazze della colazione nel lavello...devo mettere la pentola dell'acqua sul gas, il sugo è pronto, i letti da rifare, le porte da pittare...verdi, si un bel verde chiaro, "salice" che mi rilassa mentre le dipindo e mi rilassarà quando le pulirò... no, le porte no, ho il rientro a scuola nel pomeriggio: dobbiamo decidere cosa fare a scuola per Natale.
Vogliono togliere il Crocifisso dalle aule...e aboliamo pure il Natale che non sanno che tormento è per le maestre!

lunedì 2 novembre 2009

" Il cibo dei morti"

Sembra un titolo davvero strano, quello del mio post di oggi. In realtà, in provincia di Bari, è tradizione, preparare per il due novembre, ma anche per la festa di Ognissanti, una serie di dolci, che prendono il nome di "Anima dei morti". Sono tutti dolci a base di semi impastati con il vincotto, che è scuro, come il colore della terra.Sembrerebbe una usanza macabra, ma non lo è, poichè parte dalla considerazione che i semi sono un alimento gradito ai defunti, un loro cibo quasi "speciale".Inoltre, a ben pensarci, i semi e i defunti hanno molte cose in comune. Innanzitutto la terra: i morti, come i semi, sono sotterrati, penetrano in una dimensione accessibile solo a loro. I semi, poi, sono il simbolo per eccellenza della vita che scaturisce dalla morte ( "se il chicco di grano caduto in terra non marcisce, non porta frutto" Gv.12, 24)
Gli uomini mangiano cib i e dolci dei morti, per propiziarsi il favore dei defunti che catalizzano la fertilità del suolo e l'abbondanza dei frutti.
Vorrei riportare qui la ricetta della "colve", cibo assolutamente gustoso.
" Si mettono a bagno 500 gr.di grano, si lasciano per due giorni, cambiando di tanto in tanto l'acqua. Dopo si cucinano, fino a quando il chicco si schiude; si fa raffreddare si aggiungono chicchi di melograna, gherigli di noce e qualche bicchiere di vincotto" che qui, nel mio paese si prepara con i fichi secchi bolliti.

domenica 1 novembre 2009

"Dedicata" di Alda Merini

Donne
tutte le vostre preghiere
sono rimaste senza risposta!
Eppure a volte
erano preghiere
di grande felicità,
del grande raccolto
dei vostri sorrisi.
Avete tenuto
tra le braccia i figli
e a volte vi hanno costretto
a dimenticare,
nel nome di cose non giuste.
Ma siete donne italiane
e tutte bellissime e caste.
Le vostre lacrime
inondano
la nostra terra.
Ricordate: da ogni vostra lacrima
è nato il fiore d'Italia.


Grazie Alda per i tuoi bellissimi versi che, spesso mi fanno compagnia. Grazie per quelle parole a cui tu ti sei aggrappata per dare senso e dignità alla tua vita costellata di "cose non giuste", che altri hanno voluto per te.

domenica 25 ottobre 2009

Ecco mio figlio Antonio. Il maggiore. Oggi compie 22 anni. Tanti ne sono passati dal giorno in cui l'ho preso per la prima volta in braccio, l'ho stretto a me, guardato negli occhi, che già allora erano indagatori, curiosi. Un figlio ti cambia la vita, dà un senso profondo a tutto quello che fai.

Chiedo scusa a voi tutti se non sono molto presente...ma mi riesce molto difficile. Oggi, poi, non riesco ancora ad uscire dalla cucina, ma è stata una bella giornata. Grazie Stella per gli auguri...Come hai fatto a saperlo? Grazie a Viviana, per avermi dato alcune preziose indicazioni sui colori del blog. Sono una pasticciona. S'era capito, vero?
A tutti: Buona settimana!

venerdì 23 ottobre 2009

I balconi del millenovecento


Prima dei telefoni i balconi,
si usciva fuori e si mandava a dire.
Erano lo sfogo della casa, le ragazze non uscivano
a spasso
tranne per la funzione, la domenica.
Però stavano in vista sul balcone,
passava il giovanotto, un fiore conficcato nell'occhiello,
una sbirciata a scippo, l'intesa fulminata,
telegramma spedito con le ciglia.
Al balcone tra i vasi la ragazza dipanava un gomitolo,
ricamava a telaio, fingeva di pungersi con l'ago
per liberare gli occhi messi in giù.
Mia nonna si fidanzò al balcone.
E mia madre, d'estate, dopoguerra,
con altri amici esce sul balcone per il fresco
e un uomo, ventottanni, sedutosi vicino le chiede
di sposare.
Provengo dall'incontro di loro due là fuori, a Mergellina,
col cielo giocoliere del tramonto.
Ma da un altro balcone s'era affacciato pure l'impettito
a dichiarare guerra, sporgendosi rapace e pappagallo
sulla folla ubriaca di se stessa.
Era meglio se usciva alla finestra
e meglio ancora se teneva chiuso, così non si guastava
la storia dei balconi e dell'Italia del millenovecento.

(Erri de Luca, da L'ospite incallito)



Vi propongo questi versi di Erri de Luca, autore e poeta che tanto amo, perchè mi hanno divertita tantissimo. E certo l'amore, questo sentimento così importante, ha cambiato nel tempo,

il suo modo di manifestarsi. I balconi, le finestre, nel primo novecento sono stati testimoni di amori nati quasi furtivamente, da una sbirciata tra feritoie e vasi di fiori.
Tutto molto romantico...
E poi i balconi come testimoni della Storia. E qui....stendo un velo pietoso...anche se mi viene da pensare che ognuno trova il modo più consono e più adatto ai tempi, per arrivare alle folle...

domenica 18 ottobre 2009

Pensiero di fine serata


Ci sono sogni difficili da lasciar andare, ma poi si aprono gli occhi, ci si ritrova svegli e la realtà che era sfumata nel torpore riappare tale e quale.
La realtà a volte è dura, ma è solo da quella che si può ricominciare.



Uffa....domani è lunedì!!!!

venerdì 16 ottobre 2009

In un momento




Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perchè io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato le rose
Erano le sue rose le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano in un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le tue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)


Dino Campana

martedì 13 ottobre 2009

Un pensiero di Dacia Maraini


"Per me la cosa più giusta che può fare un uomo oggi, è mettersi in crisi. Gli uomini che mi piacciono sono quelli che hanno il coraggio di rompere col proprio ruolo, che sono incerti, disperati, insicuri, e non sanno che pesci prendere."


Ecco, questi sono gli uomini che piacciono a me.
Lui, il compagno della mia vita, il partenopeo in esilio, è così. Perciò lo amo e ancora oggi sento che ho molto da condividere con lui.




domenica 11 ottobre 2009

Credo


Credo nella mia età, negli attributi di ogni età, nel dovere di intesificare questi attibuti.
Credo nella non esistenza delle esistenze imperiosamente necessarie.
Credo nel bronzo delle parole suonate nei secoli.
Credo nei gatti.
Credo nel miracolo delle parole vuote.
Credo nell'assurdo...
Credo negli orizzonti estetici aperti dalla psicanalisi.
Credo nelle grida.
Credo nelle calosce e nei preservativi.
Credo nella voce degli antenati insinuata nel flusso del cuore.
Credo nella spada della penna.
Credo nei sogni.....

geo bogza


geo bogza

Credo....di aver scelto quelli più vicini alle mie esperienze di vita, ma ne aggiungo altri:
Credo nell'onestà, nella sincerità, nella correttezza che devono essere alla base di tutti i rapporti importanti.
Credo che quest'ultimi siamo pochi, ma veri, intensi, profondi.
Credo nel valore della famiglia da difendere ad ogni costo...

Spero che si possa commentare, perchè nel mio blog è sparita la possibilità di commentare, anche se l'ho reimpostata.


giovedì 8 ottobre 2009

Cos'è il lavoro?



Il lavoro è amore rivelato.

E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto,
è meglio per voi lassciarlo e seduti,
alla porta del tempio,
accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.




Perchè se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro,
se non potrà sfamare l'uomo del tutto,
e se spremete l'uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.




E se anche se cantate come angeli,
ma non amate il canto,

renderete l'uomo sordo
alle voci del giorno e della notte.




da "Il profeta" di Gibran




Ho imparato da mio padre ad amare il lavoro. Papà era un capo cantiere edile...muratore, dall'età di 16 anni. Ha lavorato con tenacia, senza mai lamentarsi della fatica. Mai un giorno d'assenza, pochissimi giorni di ferie all'anno. Si alzava prestissimo al mattino, accendeva i camino e leggeva i miei libri, perchè lui non aveva potuto studiare, per lavorare e mantenere la sua famiglia d'origine.
Poi preparava il caffè e lo sentivo, dalla mia camera da letto, girare lo zucchero e fischiettare felice.
Poco prima di recarsi al lavoro, svegliava me, perchè dovevo andare a scuola, poi perchè studiavo all'università e, infine, perchè dovevo insegnare in una scuoa non vicinissima.
Quel suo risveglio sempre dolce...mi dava la carica per affronare nella giusta maniera la giornata.

Mi diceva che lavorare era il suo modo per pregare il Signore e ringraziarlo per quello che gli dava.

Le sue mani erano sempre ruvide, piene di calli, arrossate dal freddo. Solo quando si è ammalato, ho scoperto che aveva mani lunghe, lisce, bianche.

Il suo esempio è la mia forza...

domenica 4 ottobre 2009

Sera d'ottobre





Ti regalo una sera d'ottobre

Un repentino scalare di marce

la sera

la notte

le more di macchia

e il tuo silenzio

che mi pesa addosso

come un lungo silenzio lungo

come l'autunno che si chiude a riccio.

15 ottobre 1979


Allora ero molto giovane e non sopportavo il silenzio, il suo silenzio, perchè era duro da ascoltare, da affrontare, alla fine di una storia importante...solo per me. Avrei preferito un confronto diretto, l'ira, il rumoreggiare delle parole, anche di quelle senza senso. Invece ho riempito il silenzio di tante domande.

Non amo il silenzio quando segna la fine di un rapporto d'amore, d'amicizia...un rapporto che è stato significativo e che, in qualche modo, ti ha fatto crescere. Invece, m'accorgo che è la modalità preferita da tanti.

Nessuna parola, nemmeno un saluto....come a significare che non esisti più. Come se questo fosse possibile.

venerdì 2 ottobre 2009

Eravamo sette sorelle di Gabriele D'Annunzio

Eravamo sette sorelle,
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
Fiore di giunco non fa pane,
mora di macchia non fa vino,
filo d'erba non fa panno lino -
la madre disse alle sorelle .
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
La prima per filare
e voleva i fusi d'oro;
la seconda per tramare
e voleva le spole d'oro;
la terza per cucire
e voleva gli aghi d'oro;
la quarta per imbandire
e voleva le coppe d'oro;
la quinta per dormire
e voleva le coltri d'oro;

la sesta per sognare
e voleva i sogni d'oro;
l'ultima per cantare,
per cantare solamente
e non voleva niente.
Fiore di giunco non fa pane,
mora di macchia non fa vino,
filo d'erba non fa panno lino
la madre disse alle sorelle.
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
E la prima filò
torcendo il suo fuso e il suo cuore,
e la seconda tramò
una tela di dolore,
e la terza cuci
una camicia attossicata,
e la quarta imbandì
una mensa affatturata,
e la quinta dormi
nella coltre della morte,
e la sesta sognò
nelle braccia della morte.
Pianse la madre dolente,
pianse la mala sorte.
Ma l'ultima cantò
per cantare per cantare
per cantare solamente
ebbe la sorte bella.
Le sirene del mare
la vollero per sorella.

Gabriele D'Annunzio







Noi siamo solo due sorelle.... Diversissime. Una bionda, l'altra bruna. Una chiusa e un po' melanconica, l'altra bella, simpatica, sicura di sè.

La più bella, la più intrapendente, la più simpatica, quella che faceve strage di cuori? TU, sempre tu.

Io vivevo di luce riflessa, ma ero tanto orgogliosa di te. Ti trovavo simpatica, divertente. Ero solo rammaricata dalle attenzioni che mamma ti dava.Tu, non eri stata bene da piccola e, dunque, avevi bisogno di premure, di coccole, di continue giustificazioni...


A me non era concesso sbagliare. Io ero la figlia maggiore, quella perfetta, brava a scuola, non bella, imbranata e pure sfigata.



E ora che siamo due donne mature, in là negli anni...mi accorgo che molte cose sono cambiate e che SOLO nell'immaginanario di nostra madre tu sei una Eterna Peter Pan. Felice, sempre soddisfatta: una donna in carriera.
Io sono l'eterna insoddisfatta alla mercè dei miei "uomini": mio marito e i miei figli.
Una lettura assolutamente sbagliata della realtà.