Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

martedì 20 marzo 2012

La fine della scala


… Sono passati dei giorni senza incontrarci.
Tu sei la’, dietro il traguardo dei sogni,
in un orizzonte circondato di ignoto.
E io cammino, e vedo, e dormo,
consumando i miei giorni e trascinando il mio dolce domani,
che fugge verso il passato perduto.
I sospiri consumeranno i miei giorni finche’ tu torni?


 Di Nazik al-Malaika, poetessa contemporanea



domenica 18 marzo 2012

Ritratto di mio padre

Io ho quasi un ritratto del mio caro padre, nel tempo,
ma il tempo se lo porta via.
Mio padre nel giardino della nostra casa,
mio padre, tra i suoi libri, che lavora.
Gli occhi grandi, l'alta fronte,
il viso scarno, i baffi lisci.
Mio padre scrive,
medita, sogna, soffre, parla forte.
Passeggia, oh padre mio, ancora
sei lì e il tempo non ti ha cancellato!
Oramai sono più vecchio di te, padre mio, quando mi baciavi.
ma nel ricordo, sono anche il bimbo che tu conducevi per mano.

 Antonio Machado, Poesie, Mondadori


....eri

Eri con me all'osteria e al supermarket
nei giorni che la vita se ne andava
e in quelli che, come il mare,
tornava.
Eri la luna,
una sonata per piano di Schumann,
un occhio di lince,
la posidonia che tenera s'avvinghia,
le albe che venivano dopo l'insonnia,
eri sempre là dove t'aspettavo,
eri la pelle di cui non si può fare a meno,
eri nelle cose

e dentro di me

ti ho attesa da sempre


Luther Blisset

venerdì 16 marzo 2012

Quel che ho perduto...



Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te. Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco. Per questo soffro... Non per averti perso. Altro ho perduto - il mondo intero.

 Blaga Dimitrova

giovedì 15 marzo 2012

Sull'attesa

Mi chiedo dell'attesa o dell'assenza di attesa. Non puoi attendere se non uno che ti ha occupato il cuore. Per una sorta di innamoramento. Lo attendi resistendo alla bruttezza e alla mediocrità, lottando contro l'ingiustizia e la menzogna. Anche in assenza di risultati. E quando verrà, sarà chiaro dove stava la bellezza della vita. Se nell'egoismo o nell'amore. Verrà. Lottando contro ogni forma di asservimento interiore ed esteriore. Brillerà la Tenerezza, dopo stagioni di dominio ed arroganza. Verrà - dice il cuore.

Paola Zaccheo

domenica 11 marzo 2012

Consapevolezze

" Non si guarisce mai da ciò che ci manca, ci si adatta, ci si racconta altre verità. Si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi."
 

Margaret Mazzantini

 


giovedì 8 marzo 2012

Sono una donna


Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Joumana Haddad (1970) Libano

lunedì 5 marzo 2012

Ascolto la tua voce fra le cuciture di lana.


"Passeggio in uno spazio immenso e so
che tu ci sei, c’è questo fruscìo
che mi scalda. Ascolto la tua voce fra
le cuciture di lana"
(Inaya Jaber) 



sabato 3 marzo 2012

Quale allegria


Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via

quale allegria,

se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se strisciare se volare
insomma, non so più dove cercarti

quale allegria,

senza far finta di dormire
con la tua faccia sulla mia
saper invece che domani ciao come stai
una pacca sulla spalla e via...
quale allegria,

quale allegria,

cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale...
Sempre un carnevale.

Senza allegria

uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria

anche sui tram e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria

a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria

far finta che in fondo in tutto il mondo
c'è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia

arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati

i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale... 



mercoledì 29 febbraio 2012



"La storia dell'uomo è la storia della sua fame. Di affamati che si spostano. E' la fame dei poveri, dei coloni, dei profughi. E' la fame avida dei potenti."

MARE AL MATTINO di M. Mazzantini

lunedì 27 febbraio 2012

La tua assenza è la cosa più viva che resta di te.


Sergio Endrigo 

 

martedì 21 febbraio 2012

"Era convinta di essere guarita da quell'amore,ma non era così......Con il tempo tutto se ne va..ma lei non  aveva dimenticato nè il suo viso,nè la sua voce..le piaceva credere  che,a volte,lui pensasse ancora a lei..era un dolore che si portava in fondo al cuore e da cui non era certa di voler guarire"

...Ti vengo a cercare

 Guillame Musso

sabato 18 febbraio 2012

LILLA'


Questo lillà perde i fiori.
Da se medesimo cade
e cela la sua antica ombra.
Morirò di cose come questa.
Alejandra Pizarnik

martedì 14 febbraio 2012

Divagazioni

"Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno."
Giulia Carcasi

Io sono di legno, non so quanto pregiato. Magari sono di un legno qualunque, ma solido, dalle venature calde....Solida, massiccia. Continuo a nas
condere i cedimenti, che, comunque, ci sono, a causa di uno, due, tre piccoli tarli che scavano gallerie, profonde, fin dentro l'anima.
La solidità non è una facciata esteriore. Sono solida solo per me stessa...per la mia famiglia,il mio progetto più importante, per il mio lavoro.
Il resto...non mi interessa.

sabato 11 febbraio 2012

PEGGY E MILLA



Questa è Peggy, la mia cagnolina storica, poichè è nella mia famiglia da ben quattordici anni. Le ho dedicato diversi post, perchè è un "pezzettino" importante di tutti noi. Qui è ritratta nel suo abbigliamento invernale. Notate l'eleganza...il fiocchetto nero  sul cappottino rosa: è tutto molto fashion, come ama dire mio figlio minore.
Ora Peggy, però, non è più quella di prima: non ci vede, non sente più. Trascorre le giornate a dormire. Si sveglia, mangia, fa i suoi bisognini e torna nel suo mondo. Mi mancano tanto le sue corse, i suoi mugolii di gioia quando rincasavo...Mi è difficile accattare la sua vecchiaia, forse perchè essa mi ricorda che il tempo è passato per tutti. 
Quando erano piccoli i miei figli, giocava a pallone con loro, ci seguiva in vacanza, abbaiava con veemenza quando il Napoli segnava, "cantava", quando i miei figli suonavano il flauto. Insomma, sempre con noi....per noi.


INTANTO nella nostra vita  c'è un'altra cagnolina....MILLA.







Milla è apparsa  casualmente, un pomeriggio di settembre caldo, soleggiato. Eravamo tutti in giardino per un problema condominiale. La cagnolina,  magra,sparuta, con la  coda spelacchiata,sporchissima, è arrivata zompettannte, accompagnata dal CANE NERO, un randagio che tutti, nel residence, avevamo adottato, offrendogli cibo e acqua. La piccola ha provato ad infilarsi nel nostro giardino e non è più  uscita.
Il primo ad esserne conquistato, è stato mio figlio maggiore,che, incurante del suo stato, l'ha presa in braccio e ha gridato ai quattro venti: che bel cagnolino giallo!!!! Non l'ha più mollata. Tra cure veterinarie, strigliate sotto l'acqua, bagnetti profumati e cibo...Milla è quella che mostrano le foto. Una cagnolina dolcissima, affabile che, a pieno titolo, fa parte della nostra famiglia.
Peggy tollera con noncuranza la sua presenza, di cui, forse, si accorge, quando emerge dal suo torpore.


mercoledì 8 febbraio 2012

Insegnerai a....

Insegnerai a Volare, ma non voleranno il Tuo Volo.
Insegnerai a Sognare, ma non sogneranno il Tuo Sogno.
Insegnerai a Vivere, ma non vivranno la Tua Vita.
Ma in ogni Volo, in ogni Sogno e in ogni Vita,
rimarrà per sempre l’impronta dell’ insegnamento ricevuto.
Madre Teresa
 
 
Mi ritrovo in queste  parole di Madre Teresa, anche se manca la parte meramente "cognitivo-apprenditiva" dell'insegnamento. Mi auguro che rimanga qualcosa di tutto quello che ho detto ai miei alunni, durante i  cinque anni trascorsi insieme: andare in fondo con a tutto, arrivare alla sostanza delle cose,  non fermarsi mai alla superficie.
 
 

lunedì 6 febbraio 2012

"Così cominciò" di Evgenij Evtusenko


Così cominciò, là
in fondo alle scale
che tu scendevi di corsa
appena suonava il segnale di fine
dell’ultima lezione-
là, nella allegra ressa
presso gli spogliatoi,
protendendo con mano
di febbre
la tua contromarca.
Così cominciò, là
nella banda di ragazzi accaldati
(sorridessero pure con malizia
le bambine, vedendoti passare!)
correvi, a perdifiato,
facendo a pallate con l’umida neve.
Per un attimo balenavano in fuga
fiumiciattoli,
nuvole,
borgate,
ma ai tuoi occhi su tutto dominava
quell’unica cosa:
la cosa di cui, ora, sentivi forte la mancanza,
e non potevi comunque sapere ancora
che cosa.
Volevi l’amore-
amore vero, senza trucco,
e comunque tu riesca adesso
a ingannare te stesso,
volevi-non negare!- un amore felice,
e se questo non fosse stato possibile,
ti saresti contentato anche di un amore infelice:
ti bastava solo:
che fosse l’amore...





Quanti ricordi, questa poesia. Ricordi legati ad una nevicata che, quasi si perde nella notte dei tempi. Ero molto giovane, lo era anche lui.Chissà se ero innamorata di lui o solo dell'amore.

domenica 5 febbraio 2012

Togli le lettere d'amore dallo scaffale dei libri,
le foto, gli appunti disperati,
sbuccia la tua immagine dallo specchio.
Siediti. Banchetta con la tua vita.
                                                                
 Derek Walcott




sabato 4 febbraio 2012

Il mondo è in pericolo



Il mondo è in pericolo
e nessuno mi attende.

Per questo non uscirò né alle nove
né alle dodici
ho carte da sistemare
e decisioni da prendere.

Ciononostante mi vesto
e dico tra me e me
che l'errore assoluto e la distrazione
si prendono gioco del male impensabile
e ne respirano la fragranza.

Inaya Jaber, Libano, poetessa, giornalista e critica cinematografica.


sabato 28 gennaio 2012

Lasciami andare

Ti prego, lasciami andare. Basta con i ricordi, con i rimpianti...con le poche cose che abbiamo vissuto insieme.
Non ce la faccio a vivere così, scissa in due, tra presente  e passato, senza nessun futuro, perchè ora per davvero non ci sarà più alcun futuro per noi.

Lasciami andare...voglio vivere questo presente accanto all'uomo che che amo di un amore vero, reale, fatto di quotidianità, di piccole gioie e dolori, preoccupazioni...ma è la mia vita reale.
Non saprò mai cosa veramente cosa pensavi di noi due, cosa hai pensato, quando in passato, in quel passato remoto, abbiamo vissuto una breve e intensa storia. Non sono mai più stata così appassionata, emozionata... innamorata. Ma è passato ed io non posso distruggermi al ricordo di qualcosa che non ha avuto, forse, per te lo stesso significato..  
Ci piacevamo tanto, nessuno mi ha più guardata così profondamente, intimamente, nell'anima, fino a sconvolgermi.
Ma ora non ci sei più, in modo totale, assoluto e questa assenza  è un vuoto che non riesco a riempire in modo alcuno.

Lasciami andare, anche se questo significa star male, perchè, pur senza vederti, sentirti, sapevo che c'eri da qualche parte.

giovedì 26 gennaio 2012

L'alloggio segreto

Stamattina, con i miei alunni di quinta, ho assistito ad uno spettacolo teatrale "L'alloggio segreto", un monologo liberamente tratto dal diario di Anna Frank. L'attrice raccontava in terza persona  la vita della ragazzina ebrea; scenario semplice, essenziale. Parole, c'erano tante parole e suoni, soprattutto il fischio di un treno che irrompeva nel silenzio del teatro.
Inizialmente ho temuto che i bambini si annoiassero, reggere per un'ora un monologo di quella portata, non era semplice.
Invece i miei alunni mi hanno stupita, come sempre. Hanno ascoltato in religioso silenzio e hanno, poi, rilvelato pensieri e sensazioni che mi hanno commossa. (...si vede  che sto invecchiando).


giovedì 19 gennaio 2012

"Andava e sapeva dove andare.
Questo era tutto.
Sensazione meravigliosa.
Di qua
ndo il destino finlamente si schiude, e diventa sentiero distinto e ormai inequivocabile dell'avvicinamento.
Quell'accostarsi.
Si vorrebbe non finisse mai.
Il gesto di consegnarsi al destino.
Quella è un'emozione.
Senza più dilemmi, senza più menzogne.
Sapere dove. E raggiungerlo.
Qualunque sia, il destino."



[A. Baricco]




Forse...mi sono consegnata al mio destino...ma dove andare, ancora non lo so. Intanto aspetto...

venerdì 13 gennaio 2012

MATTINO



Era necessario un addio, perché capissi,
che non c'è un addio per noi.

Per sempre porterò in me quest'alba

come segno di bruciatura.
Alzàti sul far del giorno,
partimmo verso l'aeroporto grigio
ed eravamo contenti, perché era così lontano.

La mia ultima parola fu un sorriso.


E sopra di noi sorgeva con l'addio

l' incontro vero e l'amore.


Blaga Dimitrova
1961, Praga

giovedì 12 gennaio 2012

Vicolo di Salvatore Quasimodo

Mi chiama talvolta la tua voce

e non so che cieli ed acque

mi si svegliano dentro:

una rete di sole che si smaglia

sui tuoi muri ch’erano a sera

un dondolio di lampade

dalle botteghe tarde

piene di vento e di tristezza.

Altro tempo: un telaio batteva nel cortile

e s’udiva nella notte un pianto

di cuccioli e bambini.

Vicolo: una croce di case

che si chiamano piano,

e non sanno ch’è paura

di restare sole nel buio.

Salvatore Quasimodo

mercoledì 11 gennaio 2012

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo.

Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

Haruki Murakami

T' amo

T'amo per tutte le donne che non ho conosciuto.
T'amo per tutte le stagioni che non ho vissuto.
Per l'odore d'altomare e l'odore del pane fresco.
Per la neve che si scioglie, per i primi fiori
Per gli animali puri che l'uomo non spaventa
T'amo per amare,
T'amo per tutte le donne che non amo.
Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore,
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio.
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica.
T'amo per la tua saggezza che non è la mia,
Per la salute,
T'amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo.
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.


(Paul Éluard)

martedì 10 gennaio 2012

Or sulle mani
mi respiri tu
solitudine
lenta fatica d'amore.

ANTONIA POZZI

lunedì 9 gennaio 2012

Inviti superflui


Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e,stretti assieme dietro ai vetri,
guardando la solitudine delle strade buie e gelate,ricordassimo gli inverni delle favole,dove si visse insieme senza saperlo.


 Dino Buzzati







martedì 3 gennaio 2012

Il futuro



E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti,di una blusa.
Mi infurierò,amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro,il carcere dove ancora ti detengo,
né là fuori,in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente,non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò,penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

 Julio Cortazàr

lunedì 2 gennaio 2012


  • E se passate fate piano
    che Fata dorme dal mattino
    che l'uomo per la guerra le partì
    e dietro la collina si sbiadì
    e nel castello sopra il fiordo,
    la luce sfiora per ricordo
    le coppe che restarono così;
    e il vento smuove le vetrate
    e a volte un'eco di risate
    un tempo risuonavano da lì
    ma non passateci d'aprile
    che non potreste più vedere
    le rose come quando lui era qui;.

    E quando c'era lui le sale
    erano piene mille sere
    di gente e luci e scherzi di buffoni,
    e feste fino all'alba e poi canzoni;
    e lui stringeva fra le dita
    la pietra verde della vita
    e chi partiva sempre ritornò
    tornò anche un figlio trovatore
    scappato senza far rumore
    per altre luci che poi non capì
    e un drago fatto con la paglia
    bruciava all'alba sulla soglia
    perche il dolore non entrasse lì.

    Tu che ne sai che passi e guardi
    di Fata e tutti i suoi ricordi
    del sogno che ha battuto la realtà?
    La polvere si è fatta antica
    e sul sentiero c'è l'ortica
    ma Fata non ci crede e non lo sa.
    Ha fretta e l'abito è sgualcito
    ma è la gran sera che ha aspettato
    e il conto della sabbia è fermo già
    e lui che bussa e lui che torna qua,
    e si riaccendono le luci
    ad una ad una stanze e voci
    e servi e cani ancora tutti là:
    è lui, sorride sulla porta
    è lui, lo stesso di una volta
    ma chiede scusa e non l'abbraccerà;
    ha gli occhi stanchi, è sempre bello
    ma tiene addosso quel mantello
    che non si toglie e non si toglierà.
    Circa 15 anni fa ho spiegato ai miei alunni la vita nel castello, con questo splendido brano di Roberto Vecchioni. Poesia pura, struggente, malinconica, che arrivò immediatamente al cuore dei miei bembini di allora. Il ruolo della donna, la sua vita nel castello; l'uomo, il  guerriero, che non tornerà ...

    Non so perchè stamattima mi sono alzata con questo motivetto in testa. Questa casa, a volte, mi sembra davvero un castello con tante inferriate alle porte,scale....e io mi sento una castellana in attesa di qualcuno che non tornerà...

domenica 1 gennaio 2012

Dopo un po'


Dopo un pò impari la sottile differenza
 tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appogiarsi a qualcuno
 e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti 
 e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perchè il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Dopo un pò impari che il sole scotta,se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte,
e che vali davvero.


Karla Troiani


Magari questi versi potrebbero servire come propositi per il nuovo anno....

venerdì 30 dicembre 2011

"Nuovo anno "di Madre Teresa di Calcutta

E' dunque arrivato il momento di farci gli auguri per il nuovo anno in arrivo. Mi piace farlo con le parole semplici, ma efficacissime, di Madre Teresa di Calcutta. Che sia davvero il sorriso a caretterizzare le nostre giornate future....


"Cosa posso dirvi per aiutarvi a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi
gli uni gli altri ;
sorridete a vostra moglie ,
a vostro marito ,
ai vostri figli ,
alle persone con le quali lavorate ,
a chi vi comanda ;
sorridetevi a vicenda ;
questo vi aiuterà a crescere nell'amore ,
perchè il sorriso è il frutto dell'amore ".

lunedì 19 dicembre 2011

Verso di me

Di memorie d'amore
gli anni hanno adornato il mio viso
segnandomi i capelli di lievi filigrane grigie:
son diventata così bella

Paesaggi riflessi
nel mio sguardo
strade percorse
han marcato i miei passi

Se ora mi vedessi
non troveresti il tuo passato.
Torno a me
con un volto che invano cercasti
quando ti venivo incontro. 

Leah Goldeberg



sabato 17 dicembre 2011

Ci sono parole, ci sono silenzi

Ci sono vuoti che
le parole colmano,
altri che le parole scavano.

Ci sono silenzi che
sono un dono
altri che uccidono
che non hanno senso.

Ci sono parole giuste
parole sbagliate
parole dette o taciute
per non fare del male.
Parole attese, sospirate.

Ci sono parole...
Ci sono silenzi...
Un "ci sono" mancato
un "mi dispiace"
non pronunciato.
Un "sospeso" non colmato.

Ci sono silenzi che attendono
l'arrivo di una spiegazione
per poter spegnere il tormento
di quei perché senza senso.

-Silvana Stremiz-


Ecco, io attendo che i silenzi, di cui si è costellata la mia vita, in questi ultimi anni, siano riempiti di parole, poche, ma significative. Parole che diano un senso ai  dolori che hanno attraversato le mie giornate, la mia pelle, le mie mani...i miei pensieri, la mia famiglia; attendo delle risposte pregne di verità, perchè ci sarà pure una verità dietro le scelte di chi ti fa del male deliberatamente. ci sarà pure una verità dietro l' incoerenza di chi dice di essere cattolico-credente-osservante...

venerdì 16 dicembre 2011

I giorni son sempre più brevi....


I giorni son sempre più brevi,

le piogge cominceranno.

La mia porta, spalancata, ti ha atteso.

Perché hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.

Il vino che avevo conservato nella brocca

l’ho bevuto a metà, da solo, aspettando.

Perché hai tardato tanto?

Ma ecco sui rami, maturi, profondi

dei frutti carichi di miele.

Stavano per cadere senz’essere colti

se tu avessi tardato ancora un poco.


Hikmet

Caro mio blog,

mi rendo conto che ti ho davvero trascurato negli ultimi mesi e, forse nell'ultimo anno. Si, da quando ho cambiato casa e la mia vita ha subito scossoni notevoli...di assestamento? Non lo so.
Certo, non posso dimenticare che tu hai raccolto tante mie riflessioni, tanti pensieri sussurrati e , a volte, urlati.
Tu, intanto, continuavi ad esserci...ci sono nuovi  contatti, continuano le visite, i post degli amici blogger...Quanti!
Si, devo ammettere. spesso ho scritto su FB, dalla comunicazione   immediata..ma quella è davvero una piazza pettegola, indiscreta ...e superficiale...
Però, si può rimediare ....diamoci da fare...

A presto...

lunedì 17 ottobre 2011

Jacques Prévert – Le foglie morte

Oh! Vorrei tanto che tu ricordassi
i giorni felici quando eravamo amici.
La vita era più bella.
Il sole più bruciante.
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi e i rimpianti
e il vento del nord le porta via
nella fredda notte dell’oblio.
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi.
È una canzone che ci somiglia.
Tu mi amavi
io ti amavo.
E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi e i rimpianti.
Ma il mio amore silenzioso e fedele
sorride ancora e ringrazia la vita.
Ti amavo tanto, eri così bella.
Come potrei dimenticarti.
La vita era più bella
e il sole più bruciante.
Eri la mia più dolce amica …
Ma non ho ormai che rimpianti.
E la canzone che cantavi
sempre, sempre la sentirò.
È una canzone che ci somiglia.
Tu mi amavi
io ti amavo.
E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi

martedì 9 agosto 2011

Mare di G. Pascoli

M'affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l'onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l'acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d'argento.

Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?

      
Giovanni Pascoli

giovedì 28 luglio 2011

Io, come te


Io, come te

amo l'amore, la vita, il dolce incanto

delle cose, il paesaggio

celeste di gennaio.

 

Anche il mio sangue bolle

e rido con gli occhi

che han conosciuto i boccioli delle lacrime.

 

Credo che il mondo è bello,

che la poesia è come il pane, di tutti.

 

E che le mie vene non finiscono in me

ma nel sangue comune di tutti coloro

che lottano per la vita,

l'amore,

le cose,

il paesaggio e il pane,

la poesia di tutti.

Roque Dalton, Poesie clandestine

lunedì 25 luglio 2011

Divagando sulla coppia

"Spero che due persone possano crescere insieme, l'una affianco dell'altra e darsi gioia a vicenda. Senza che uno dei due debba essere schiacciato per permettere all'altro di restare forte."
 
LIV  ULMANN
Ho ritrovato questa frase scritta su un foglietto stropicciato, nei quadernetti sui quali annoto i passi più belli dei libri. 
Risale al  1985, non ero ancora sposata e credevo fermamente nell'amore, nella coppia che cresce insieme, che cerca di realizzare un progetto di vita...
Ora, a quasi 25 anni anni di vita insieme, ci credo ancora. Certo qualche problema c'è stato...in fondo crescere insieme non è facilissimo. E' davvero un gioco di equilibri e di profondo rispetto l'uno per l'altra.
Ho scelto questo dipinto di BOTERO, per commentare il post, perchè mi ha fatto venire in mente me e il mio partenopeo in esilio.
Non siamo così cicciotti, però rischiamo di diventarlo se lui, il mio lui, continuerà a contestare la pochissima quantià di olio che uso per cucinare e a mangiare gelati, con spavalderia, in mia presenza....

domenica 24 luglio 2011

Pensieri....

Avrei preferito un solo respiro dei suoi capelli. Avrei preferito un solo bacio della sua bocca. Avrei preferito un solo tocco della sua mano, che vivere un'eternità senza. Uno solo.
Massimo Bisotti