
A Natale il
"partenopeo in esilio", con la sua famigliola,
torna nella sua amata terra.
Nessuno di noi rinuncerebbe mai
a questo particolarissimo Natale, festeggiato in casa dei miei cognati
che amano e vivono nella più genuina tradizione
la festa più significativa dell'anno.
Solitamente il 24 dicembre noi giungiamo a Caserta per l'ora di
pranzo, ma è Vigilia, per cui tutti gustiamo pizza di scarola
e mozzarella di bufala, in attesa della cena.
Il sapore agro-dolce della pizza di scarola...è quanto di più buono
possa annoverare
la cucina partenopea. E mia cognata, depositaria di tutti i segreti
della tradizione culinaria di famiglia, la prepara con dovuto anticipo,
in modo che "riposi" e i vari ingredienti, così contrastanti tra loro,
siano ben amalgamati tra loro.
La foto in alto è un altro presepe "costruito" a scuola, che ha come scenario la campagna e i l tipico casolare pugliese, comunemente chiamato "casiadd".
La tecnica è sempre la stessa: polistirolo lavorato a pezzi, come se fossero mattoncini.
"partenopeo in esilio", con la sua famigliola,
torna nella sua amata terra.
Nessuno di noi rinuncerebbe mai
a questo particolarissimo Natale, festeggiato in casa dei miei cognati
che amano e vivono nella più genuina tradizione
la festa più significativa dell'anno.
Solitamente il 24 dicembre noi giungiamo a Caserta per l'ora di
pranzo, ma è Vigilia, per cui tutti gustiamo pizza di scarola
e mozzarella di bufala, in attesa della cena.
Il sapore agro-dolce della pizza di scarola...è quanto di più buono
possa annoverare
la cucina partenopea. E mia cognata, depositaria di tutti i segreti
della tradizione culinaria di famiglia, la prepara con dovuto anticipo,
in modo che "riposi" e i vari ingredienti, così contrastanti tra loro,
siano ben amalgamati tra loro.
La foto in alto è un altro presepe "costruito" a scuola, che ha come scenario la campagna e i l tipico casolare pugliese, comunemente chiamato "casiadd".
La tecnica è sempre la stessa: polistirolo lavorato a pezzi, come se fossero mattoncini.
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