Sembra un titolo davvero strano, quello del mio post di oggi. In realtà, in provincia di Bari, è tradizione, preparare per il due novembre, ma anche per la festa di Ognissanti, una serie di dolci, che prendono il nome di "Anima dei morti". Sono tutti dolci a base di semi impastati con il vincotto, che è scuro, come il colore della terra.Sembrerebbe una usanza macabra, ma non lo è, poichè parte dalla considerazione che i semi sono un alimento gradito ai defunti, un loro cibo quasi "speciale".Inoltre, a ben pensarci, i semi e i defunti hanno molte cose in comune. Innanzitutto la terra: i morti, come i semi, sono sotterrati, penetrano in una dimensione accessibile solo a loro. I semi, poi, sono il simbolo per eccellenza della vita che scaturisce dalla morte ( "se il chicco di grano caduto in terra non marcisce, non porta frutto" Gv.12, 24)
Gli uomini mangiano cib i e dolci dei morti, per propiziarsi il favore dei defunti che catalizzano la fertilità del suolo e l'abbondanza dei frutti.
Vorrei riportare qui la ricetta della "colve", cibo assolutamente gustoso.
" Si mettono a bagno 500 gr.di grano, si lasciano per due giorni, cambiando di tanto in tanto l'acqua. Dopo si cucinano, fino a quando il chicco si schiude; si fa raffreddare si aggiungono chicchi di melograna, gherigli di noce e qualche bicchiere di vincotto" che qui, nel mio paese si prepara con i fichi secchi bolliti.