Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno
con i piedi per terra e mare tutto intorno.
sabato 11 febbraio 2012
PEGGY E MILLA
martedì 1 febbraio 2011
Guarda l'alba
e come canta Carmen Consoli: " .....persino il dolore più atroce, si addomestica."
lunedì 31 gennaio 2011
I figli
e grande, indicibile gioiadi famiglia, con nuvole e stelle,e dappertutto presenti.
Poi diventarono vivi, vicini,teneri, indipendenti pensieri,due occhi che riflettono la luna,un cuore che batte da solo.
Risuonarono passi di piccolissimi piediper tutta la casa,che ancora risuonano nel nostro cuore malinconicamente nel sussurro notturno.
All'improvviso alzano lo sguardo,scordano i giochi infantili,hanno occhi lontani, inquietie ansia di buie strade.
Hanno elevato le giovani nuche e hanno trovato troppo stretto in casa...La pioggia cancellò via velocele orme fuori sulla ghiaia.
La pioggia rapida lavava viale lacrime dalle guance...le ruvide voci cambiate garrivano al vento.
Ma siccome erano bravi figli li vedevamo spesso anche in seguito;al caffè di domenica due ore sedevano a perdere del tempo,
e quando veniva la sera se ne andavano dove noi non riuscivamo mai a sapere,a loro facevamo cenni con le mani dal cancello,in silenzio, l'uno accanto all'altro.
Soave e cauto è il buio,e si pure son le gocce di pioggia,i bravi figli sono un dono.E' male esser soli.
TOVE DITLEVSEN (1918-1976)
lunedì 21 giugno 2010
Varie ed eventuali.....
Io, intanto, sono sempre divisa tra due case; nella nuova c'è più ordine, più silenzio, forse ci sarà più serenità. Nell'altra, dove, ancora per poco, c'è il computer, regna sovrano il caos tra oggetti, mobili smontati, ricordi e ....non so nemmeno io. La mia Peggy si aggira incerta, forse non trova più i suoi punti di riferimento. Secondo me ha colto che sta accadendo qualcosa di molto serio, che non stiamo preparandoci per la solita vacanza.
Infatti leggo nel suo fumetto, che aleggia da giorni sulla sua testolina:
- Vuoi vedere che questi, mi lasciano qui?????
Quando rientraimo dalle nostre spedizioni a "casetta nuova", Peggy ci accoglie con salti e guaiti di gioia. Davvero teme di essere abbandonata.
Tranquilla Peggy. Cambierà lo scenario della nostra vita, ma i personaggi resteranno gli stessi...
Intanto, prima che mi tolgano la connessione, auguro a tutti una serena settimana.
mercoledì 9 giugno 2010
Le parole per dirlo.....
Io avrei scritto: Fatemi andare via di qua e poi....sparite per sempre dalla mia vita!!!!!
venerdì 4 giugno 2010
Perchè....
Ecco, dopo, i problemi sono esplosi, hanno prevaricato il buon senso , invece di dialogare, si è preferito percorrere le vie legali, avendo come unico alibi, non trascurabile, l'essere padrone di tutto.... preferendo una figlia all'altra....
Mai....vorrò che i miei figli abitino a pochi metri da me, quando avranno una propria famiglia. Mai, rinfaccerò loro tutti i sacrifici che si fanno per tirarli su.
Qui, tra queste mura, ci sono i ricordi della mia piccola famiglia. Quel mobile comprato perchè andava bene in quello spazio, la cucina in muratura disegnata da noi e costruita da mio padre; il piano cottura in rame, con le mattonelle che ricordano le cucine di campagna di una volta; e poi la libreria massiccia, perfettamente incastrata nella parete più ampia dello studio....ora ci sono solo ombre più chiare sui muri di mobili, quadri...
Quando sono a letto, ecco, la malinconia mi assale e mi chiedo perchè, perchè, perchè......tutto questo; mi chiedo se saremo più gli stessi, dopo questa lacerazione; se chi l'ha voluta, abbia avuto almeno un attimo di esitazione, di pentimento. se si sia resa conto che indietro non si torna.
Uscirò da questa casa a testa alta, con la profonda convinzione che non vi metterò più piede.....
Lo so che i miei pensieri non sono condivisibili, ma sento che sarà così.
mercoledì 2 giugno 2010
Mi viene da pensare che....

Il tempo a mia disposizione è davvero poco, per cui mi ritrovo a scrivere a puntate. Come è noto a voi, miei amici blogger, in pochi mesi, eventi vari, mi hanno dato uno scossone e portato cambiamenti repentini e...inderogabili. Da queste scelte...indietro non tornerò, non torneremo , poichè è coinvolta la mia piccola famiglia.
Sto vivendo tutto con molta serenità, dopo un momento di lacerazione. Questo allontanamento dalle mie radici....mi farà bene. Infatti, lo scrivo in rosa, anzi fucsia, poichè è la speranza ad accompagnarmi, momento dopo momento....
Ora conta solo il presente!!!
martedì 23 marzo 2010
L'importanza di questo spazio
Addio, addio amici miei.
Con un sorriso vi saluto. No, non versate lacrime,
non ne ho bisogno.
Voglio soltanto il vostro sorriso.
Se la tristezza vi assale, pensatemi.....
e io sarò felice. Ricordate bene:
quando vivi nel cuore di chi ami,
non morirai mai.
(Rabindranath Tagore)
è vero, questo spazio è importante, perchè mi fa sentire il vostro calore e la vostra vicinanza
discreta, silenziosa.
Con il tempo ritornerà tutto come prima, o quasi.
Vi abbraccio.
Rosalinda-Serenella
venerdì 8 gennaio 2010
Un po' arruffata....
giovedì 8 ottobre 2009
Cos'è il lavoro?

E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto,
è meglio per voi lassciarlo e seduti,
alla porta del tempio,
accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
voi cuocete un pane amaro,
e se spremete l'uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
ma non amate il canto,
alle voci del giorno e della notte.
Ho imparato da mio padre ad amare il lavoro. Papà era un capo cantiere edile...muratore, dall'età di 16 anni. Ha lavorato con tenacia, senza mai lamentarsi della fatica. Mai un giorno d'assenza, pochissimi giorni di ferie all'anno. Si alzava prestissimo al mattino, accendeva i camino e leggeva i miei libri, perchè lui non aveva potuto studiare, per lavorare e mantenere la sua famiglia d'origine.
domenica 4 ottobre 2009
Sera d'ottobre

Un repentino scalare di marce
la sera
la notte
le more di macchia
e il tuo silenzio
che mi pesa addosso
come un lungo silenzio lungo
come l'autunno che si chiude a riccio.
15 ottobre 1979
Allora ero molto giovane e non sopportavo il silenzio, il suo silenzio, perchè era duro da ascoltare, da affrontare, alla fine di una storia importante...solo per me. Avrei preferito un confronto diretto, l'ira, il rumoreggiare delle parole, anche di quelle senza senso. Invece ho riempito il silenzio di tante domande.
Non amo il silenzio quando segna la fine di un rapporto d'amore, d'amicizia...un rapporto che è stato significativo e che, in qualche modo, ti ha fatto crescere. Invece, m'accorgo che è la modalità preferita da tanti.
Nessuna parola, nemmeno un saluto....come a significare che non esisti più. Come se questo fosse possibile.
venerdì 2 ottobre 2009
Eravamo sette sorelle di Gabriele D'Annunzio
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
Fiore di giunco non fa pane,
mora di macchia non fa vino,
filo d'erba non fa panno lino -
la madre disse alle sorelle .
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
La prima per filare
e voleva i fusi d'oro;
la seconda per tramare
e voleva le spole d'oro;
la terza per cucire
e voleva gli aghi d'oro;
la quarta per imbandire
e voleva le coppe d'oro;
la quinta per dormire
e voleva le coltri d'oro;
la sesta per sognare
e voleva i sogni d'oro;
l'ultima per cantare,
per cantare solamente
e non voleva niente.
Fiore di giunco non fa pane,
mora di macchia non fa vino,
filo d'erba non fa panno lino
la madre disse alle sorelle.
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
E la prima filò
torcendo il suo fuso e il suo cuore,
e la seconda tramò
una tela di dolore,
e la terza cuci
una camicia attossicata,
e la quarta imbandì
una mensa affatturata,
e la quinta dormi
nella coltre della morte,
e la sesta sognò
nelle braccia della morte.
Pianse la madre dolente,
pianse la mala sorte.
Ma l'ultima cantò
per cantare per cantare
per cantare solamente
ebbe la sorte bella.
Le sirene del mare
la vollero per sorella.

Noi siamo solo due sorelle.... Diversissime. Una bionda, l'altra bruna. Una chiusa e un po' melanconica, l'altra bella, simpatica, sicura di sè.
La più bella, la più intrapendente, la più simpatica, quella che faceve strage di cuori? TU, sempre tu.
Io vivevo di luce riflessa, ma ero tanto orgogliosa di te. Ti trovavo simpatica, divertente. Ero solo rammaricata dalle attenzioni che mamma ti dava.Tu, non eri stata bene da piccola e, dunque, avevi bisogno di premure, di coccole, di continue giustificazioni...
Una lettura assolutamente sbagliata della realtà.
domenica 13 settembre 2009
venerdì 11 settembre 2009
Tè per tre
Le tazze sono quattro, ma, in verità, al nostro rituale del tè, si unisce sempre qualche altra amica, che partecipa a questi nostri rari, ma intesi, pomeriggi, vagamente anglosassoni.
Bhe, il lavoro, in questo periodo è ancora poco pressante, siamo più rilassate, quindi, un pomeriggio possiamo godercelo a chiacchierare amabilmente del tempo che fu.
Lo facciamo sempre e ogni volta con la stessa allegria...si, ridiamo sempre fino alle lacrime, di quel bambino, biondo e bello, di quel direttore, è stato lo stesso per tutto il tempo che abbiamo lavorato insieme, che voleva comprare " la linea dei numeri", credendo fosse un sussidio didattico.
Allora eravamo giovani, ma non siamo cambiate molto: Anna, sempre con lo stesso entusiasmo, Caterina dolcissima e comprensiva con tutti, io sempre la stessa rompiballe( non trovo altra caratteristica per definirmi), con la fissa delle tisane, dei tè, degli infusi...da sempre.
Nei nostri pomeriggi, però, preferiamo il tè alla vaniglia, perchè con il suo profumo dolce, il suo colore caldo, intenso e il suo aroma...invita alla riflessione, alle confidenze.
E così, dopo i ricordi si parla di quello che viviamo ora, nel lavoro ma, soprattutto, nelle nostre famiglie.
Viviamo, infatti, per periodi paralleli. C'è stato il periodo degli amori, delle delusioni, delle spalle su cui piangere, delle affettuose amicizie...e poi dei vestiti da sposa, dei corredi da bebè.
Ora i nostri figli sono cresciuti e commentiamo le loro scelte, ci consigliamo ma...il "nostro" modo di vedere la vita non è cambiato.
Forse dovremmo veramente sederci a quel tavolo, oggi alle 17, come tre signore compassate, tutte tirate, sfoggiare qualche gioiello e ricordarci che abbiamo una certa età....
martedì 1 settembre 2009
Primo settembre duemilanove
Per noi, gente di scuola, il tempo si misura in anni scolastici e non in anni solari. Infatti i miei ricordi incominciano con la frase: " L'anno in cui avevo la IV...."
Questi i pensieri mentre mi vesto e la pelle abbronzata e la tonicità regalatami dal sole e dal nuoto, mi fanno impiegare pochissimo tempo davanti allo specchio. Lo so che non sarà sempre così...altre mattine non mi guarderò nemmeno allo specchio.
Passa a prendermi la mia storica amica-collega e ci avviamo verso la scuola, a piedi. Abbiamo tanto da raccontarci.
Ore 16.40
E ci siamo tutti ritrovati per lo storico " raduno" scuola dell'infanzia e scuola primaria che prende il nome di "Collegio dei docenti".
Volti rilassati, abbronzati, strette di mano, baci, alcuni sinceri, altri un tantino ipocriti. Intanto aspettavamo LUI, il nostro dirigente, col suo passo lungo, il sorriso alla Funari che con voce squillante ci annunciasse: "Questo è il mio quarantatrèsimo anno nella scuola elementare"(...e non te ne vai ancora in pensione?)
Invece, per la prima volta, non è arrivato. Al suo posto c'erano il foglio delle presenzer e il calendario degli incontri. Potevamo, volendo, tornare a casa.
E chi ci fermava più tra chiacchiere e commenti sulle novità che andremo a vivere grazie al ministro Gelmini ...ma questo lo sapevamo già....
venerdì 21 agosto 2009
Siamo rimasti in tre
domenica 9 agosto 2009
Febbre da cavallo
venerdì 7 agosto 2009
Prima il sole....ora....
giovedì 6 agosto 2009
......
venerdì 24 luglio 2009
Mettere un po' d'ordine....

Sono soddisfatta del mio lavoro.
Il problema, però, è che on-line tutto appare ordinato ma qui, nello studio, ci sono libri ovunque.
Per terra, sulle sedie, sulla scrivania, sulla ciclette.
E le pile che ho creato, nel tentativo di fare ordine, sono molto precarie, improbabili nel loro equilibrio.
Se continuo ad agitarmi, nel tentativo di mettere ordine per tematiche o per autori, le possibilità saranno diverse.
I libri:
- crolleranno e si riconfonderanno
- non entreranno più nelle librerie
- andrò in vacanza senza aver fatto ordine
Ha ragione il mio "partenopeo in esilio" quando dice che solo io pretendo di fare ordine, creando un gran casino.