Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

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venerdì 1 aprile 2011

Stanotte.....

lo so già: stanotte  dormirò; di un  sonno profondo, pesante, senza sogni, come la vita che ora vivo,senza grandi voli di fantasia, senza molte speranze, forse senza un domani.
Un giorno uguale all'altro. L'importante è alzarsi, andare al lavoro, adempiere ai propri doveri di madre, di moglie, di donna che lavora. Di figlia? No, ho smesso da tempo... Lei, la grande madre ha voluto così.
Tanti doveri...tutti urgenti, dai quali non puoi tirarti indietro. 
Ma forse è meglio così: non pensi, cerchi di non farti coinvolgere dal dolore, dalle assenze, che sono quasi maggiori delle presenze.O forse queste presenze sono così labili, così evanescenti che....è come se non ci fossero.
Arriva un momento della vita nel quale la solitudine non ti fa più paura, non la temi; anzi, la cerchi, perchè è come un involucro, un bozzolo, che ti preserva dal soffrire... 


domenica 13 febbraio 2011

E inizia un'altra settimana....

E domani incomincia un'altra settimana, dopo un fine settimana  che ha visto me e la mia famiglia mediamente sereni, quasi felici.
E' vero che  ho propinato a mio figlio maggiore un antibiotico scaduto...non è guarito, ma non ci sono stati grossi problemi.
E poi....il NAPOLI ha vinto e il partenpoeo in esilio, mio marito, galleggia felice, tre metri sopra il cielo.
Già lo so che sarà una settimana pesante lì, a scuola...Le schede da compilare, riunioni varie, intere giornate fuori casa ma....non devo lamentarmi perchè c'è chi non ha lavoro e gli insegnanti hanno due mesi di ferie....dicono.In molte scuole si lavora anche a luglio, ma questo è un dettaglio trascurabile.
Intanto, il nostro alunno disabile da diverse settimane non taglia solo i capelli alla collega di sostegno...Tenta strozzare un compagno, distribuisce calci a destra e a manca e...sputa dove capita.
Mi sembra di essere tornata in prima classe, quando davvero non sapevamo dove sbattere la testa...e pareva che fossimo noi le "sbagliate", le inadeguate.
Quello che mi preoccupa è che lui si diverte da morire; saltella felice per i lunghissimi corridoi della scuola, dopo aver diligentemente seguito tre ore di lezione...
Il suo problema ha un nome che, per motivi di privacy non posso qui rivelare ma, mi chiedo, la Gelmini, ministro della PI, queste cose le sa?
E' previsto che le insegnanti debbano correre per i corridoi, schivare gli oggetti che ti lancia, i calci e tutto il resto?
Certo c'è l'insegnante di sostegno ma...un bambino disabile è un bambino della classe e di tutte le insegnanti che ruotano intorno, preoccupate di integrarlo...nel gruppo classe.
La sua presenza ci ha messo spesso in crisi....ci interroghiamo, cercando continuamente interventi adeguati.
Ho imparato che con lui niente è valido. Ogni giorno devi essere pronta a fronteggiare situazioni nuove.
Spesso mi chiedo cosa sarà di lui, quando uscirà dalla nostra scuola, dove almeno siamo tutti intorno a lui.


venerdì 12 marzo 2010

Solitudini composte

































Da qui a sera
avrò tempo per dimenticarti,
o tutto il tempo
per uccidermi in un ricordo.

Da qui a sera,
saranno ore di primavera,
di solitudini composte
come fosse vero che eri e sei
il tempo che non torna.

Un pensiero a forma di te
muove, come fosse vento,
i rami e le foglie.

Starti dentro in eterna distanza,
osservarti andare
mentre io, solo per sopravviverti,

a me,
solo a me,

nel silenzio della pietra
e nel dove dell'acqua
ritorno.


beatrice niccolai


Troppo belli questi versi per non postarli. Li sento anche tanto miei, soprattutto quando affermano che "sei il tempo che non ritorna".
Forse più che il pensiero di un amore lontano nel tempo, sul far della sera, mi accompagna la consapevolezza che nulla può tornare.
E si, stasera sono un po' malinconica.

mercoledì 4 novembre 2009

nonsense

Alzarsi la mattina che hai ancora sonno e sentirsi piena di energia e con la voglia di cambiare il mondo ; accorgersi che il mondo non lo puoi cambiare, perchè nella tua scuola piove, non hai nemmeno un cestino per la carta straccia e nemmeno il gesso...mentre ci sono scuole dove si abbelliscono i davanzali con i ciclamini; ordinare un doppio caffè al ragazzo del bar...caffè che berrai senza zucchero e in piedi, tra bambini che ti girano in tondo e che vogliono assolutamente disinfettarsi le manine...nere, che non lavano dal mattino precedente; cercare di coinvolgere i tuoi alunni, spiegare che è importante scrivere senza commettere errori di ortografia, mentre lei, Giovanna Ivana...che si ostina a farsi chiamare così, continua a scrivere "rugnone" per riunione; e intanto Giovanni ti dice in un orecchio " Per forza le bambine sono più brave a scuola....quelle non hanno pensieri..." e tu lì che ti chiedi, che diavolo di pensieri avrà mai per la testa quell'angelo biondo, che fa già impazzire tutte le bimbe della classe...mandare un pensiero volante alla Gelmini...non proprio simpatico, perchè con la riforma, lei la chiama così, non ci sono contemporaneità, nè collaboratori.. il corridoio è deserto....e tu vuoi correre al bagno e ti chiedi: Ci vado con tutti gli alunni? Rischio, faccio una corsa e torno? E intanto questi si ammazzano. Mi porto i più terribili?
La campanella deve coglierci di sorpresa, diceva un mio dirigente...io non la sento proprio...esco sempre dopo che tutti sono andati via e mi vergogno terribilmente...e pensare che vogliono mandarci in pensione a 65 anni. A casa! Dolce casa! Le tazze della colazione nel lavello...devo mettere la pentola dell'acqua sul gas, il sugo è pronto, i letti da rifare, le porte da pittare...verdi, si un bel verde chiaro, "salice" che mi rilassa mentre le dipindo e mi rilassarà quando le pulirò... no, le porte no, ho il rientro a scuola nel pomeriggio: dobbiamo decidere cosa fare a scuola per Natale.
Vogliono togliere il Crocifisso dalle aule...e aboliamo pure il Natale che non sanno che tormento è per le maestre!