Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

domenica 13 febbraio 2011

E inizia un'altra settimana....

E domani incomincia un'altra settimana, dopo un fine settimana  che ha visto me e la mia famiglia mediamente sereni, quasi felici.
E' vero che  ho propinato a mio figlio maggiore un antibiotico scaduto...non è guarito, ma non ci sono stati grossi problemi.
E poi....il NAPOLI ha vinto e il partenpoeo in esilio, mio marito, galleggia felice, tre metri sopra il cielo.
Già lo so che sarà una settimana pesante lì, a scuola...Le schede da compilare, riunioni varie, intere giornate fuori casa ma....non devo lamentarmi perchè c'è chi non ha lavoro e gli insegnanti hanno due mesi di ferie....dicono.In molte scuole si lavora anche a luglio, ma questo è un dettaglio trascurabile.
Intanto, il nostro alunno disabile da diverse settimane non taglia solo i capelli alla collega di sostegno...Tenta strozzare un compagno, distribuisce calci a destra e a manca e...sputa dove capita.
Mi sembra di essere tornata in prima classe, quando davvero non sapevamo dove sbattere la testa...e pareva che fossimo noi le "sbagliate", le inadeguate.
Quello che mi preoccupa è che lui si diverte da morire; saltella felice per i lunghissimi corridoi della scuola, dopo aver diligentemente seguito tre ore di lezione...
Il suo problema ha un nome che, per motivi di privacy non posso qui rivelare ma, mi chiedo, la Gelmini, ministro della PI, queste cose le sa?
E' previsto che le insegnanti debbano correre per i corridoi, schivare gli oggetti che ti lancia, i calci e tutto il resto?
Certo c'è l'insegnante di sostegno ma...un bambino disabile è un bambino della classe e di tutte le insegnanti che ruotano intorno, preoccupate di integrarlo...nel gruppo classe.
La sua presenza ci ha messo spesso in crisi....ci interroghiamo, cercando continuamente interventi adeguati.
Ho imparato che con lui niente è valido. Ogni giorno devi essere pronta a fronteggiare situazioni nuove.
Spesso mi chiedo cosa sarà di lui, quando uscirà dalla nostra scuola, dove almeno siamo tutti intorno a lui.


11 commenti:

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

ciao Marenè, ciò che racconti è un problema difficile, io penso che anche se è disabili bisogna educare, non è che si può permettere tutto. Un carissimo saluto

cosimo ha detto...

E' un problema troppo difficile. Penso che occorre catalogare le disabilità ed intervenire ad ok.

Ti auguro una serena settimana!
Un forte abbraccio:-))

Luigi ha detto...

l'abisso di dolore spesso richiede un abisso di amore...
ti auguro di avere sempre un cuore innamorato!!!

Paola ha detto...

Quanto è difficile accettare e affrontare certe situazioni: ci vuole esperienza, delicatezza e forza, ma soprattutto tanto amore... certo non è mai facile fare l'insegnante, ma in casi simili...
Un abbraccio

cosimo ha detto...

Tu hai dentro te tutta la forza dolce per camminare tra questi marosi...
Ti invio tanta musica di mare nei pensieri della mente e del... Cuore!
Un abbraccio:-))

serenella ha detto...

Ciao Mirta. Lieta di conoscerti. Il problema è proprio quello di educare un bambino che, a scuola, non ama rispettare minime regole. In quattro anni ci siamo riuscite, ma solo per alcuni versi, poichè torna a casa, in una famiglia dove fa quello che vuole e ricatta genitori e fratelli con i suoi comportamenti, anche pericolosi.
Ti ringrazio per il consiglio. Un caro saluto anche a te.

serenella ha detto...

Cosimo...spesso ci sono disabilità che non puoi incasellare. Il bambino è molto imprevedibile. Credimi...ed ha una forza fisica e psicologica incredibile.
Ti abbraccio.

serenella ha detto...

Ciao Luigi. Sai io e la mia collega, che lo conosciamo da quattro anni, siamo molto dolci con lui. Ferme, decise, ma materne. In effetti il rapporto con noi è un tantino diverso. Il problema è che ci sono altri 19 bambini che reclamano la mia, la nostra presenza. Ciascuno di loro ha un suo vissuto, vuole attenzioni e...vuole imparare.
L'amore è alla base di tutti questi rapporti.
Grazie per il tuo commento.

Ps: il mio è un cuore innamorato della vita....

serenella ha detto...

Ciao Paola. Fare l'insegnante è tutto quello che tu scrivi. Pazienza, amore e, non ultima competenza. Non siamo psicologhe...psichiatre...seguiamo il buon senso.
Ti abbraccio.

serenella ha detto...

Cosimo...mi hai dedicato un bellissimo pensiero poetico. Grazie

Si, sono una persona forte dentro, ma ho anch'io momenti in cui crollo. Per il momento tengo duro.

Un abbraccio profumato di mare e di sole. Di vento no....non mi piace.

Giusy.. ha detto...

Ciao tesoro...buona sera.
Leggendo questa lettura un pò di tenerezza l'ho provata per entrambi...per voi insegnanti...e per il ragazzo.
Ho fatto volontariato anni fa...e credimi non è semplice con questi bambini con questo andicap....
Purtroppo le famiglie cercano a loro volta di educare in modo adeguato questi bimbi...Molto spesso accade che l'educazione viene scambiato con sottomissione...si...molti genitori si sottomettono pur di non stare ai loro capricci.
Questo non è corretto sia per l'educazione al ragazzo..e sia per tante insegnanti che si impegnano ogni santissimo giorno per cercare di stare dietro a questi ragazzi.
Quello che mi stupisce è:come mai hanno messo questo ragazzo insieme ad altri alunni?
Se pur conoscendo i suoi atteggiamenti scorretti e disordinati:perchè non cercare una soluzione più adeguata?Qui nel mio paese...ci sono molte scuole dove hanno aule separate da altri alunni...e cioè vengono seguiti da professori assistenti sociali...Orari differenti da quelli che normalmente gli alunni fanno...questo per evitare disagi sia per gli altri alunni...e per le maestre.
Serenella...ti comprendo tesoro...ma cercate di fare una riunione tra voi insegnanti e con la presidenza...cercate di trovare una soluzione più idonea.
Ti abbraccio.