Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

venerdì 19 giugno 2009

Lettera ad un normodotato

Carissimo compagno di strada,
ricordi quando usavi la parola dis-abile? Oggi preferisci la parola diversamente abile, alludendo al fatto che potrei essere abile in forme diverse. Ma tu, per i miei tempi, non hai pazienza.
Hai tante parole per dire quel che senti, io troppo spesso non so usare le parole per dire tutto quello che provo e di cui ho bisogno.
Sai cosa significa sentirsi una goccia in un immenso deserto?
A volte tutto mi giunge distorto, incomprensibile, ho paura perchè i sentieri che mi sono di fronte si accavallano e allora, quando qualcuno si avvicina, mi aggrappo con tutta la forza, proprio come chi sta affogando e si stringe al salvagente fino a farlo scoppiare e tu mi dici che sono aggressivo.
Quando dico grazie, abbraccio forte, ma anche allora mi dici che sono pericoloso.
Tu hai tanti modi per farti notare, sai essere brillante, buffo, ridicolo, io, a volte, ripeto la stessa domanda, perchè vorrei essere notato, rassicurato, ma alle mie domande semplici, a volte non sai rispondere, allora mi dici che sono un disturbo.
Tu hai bisogno di riposarti, di distrarti, di divertirti, di avere una vita vivace e semplificata, non hai tempo per la mia vita che rallenta i tempi e la tua corsa al successo.
Tu sai ruggire e fare il giocoliere e tutti sono pronti ad applaudirti, la mia presenza invece ti irrita quasi come la mia vita.
Lo so, ti do ansia, provoco tensione, per questo pensi di sedarmi con i farmaci che mi spediscono nel mondo dei sogni e vuoi rinchiudermi come un Minotauro in un centro di occultamento specializzato.
La tua sensibilità ha bisogno di non inciampare in uno come me.
La tua normalità, il tuo mondo apparentemente chiaro, si nasconde dietro un fracasso di parole che coprono e nascondono, col loro rumore, il volto umano nel quale difficilmente riesco a navigare e a trovare la mia autonomia quotidiana.

Il tuo inciampo

22 commenti:

francuzza ha detto...

....fa pensare....

serenella ha detto...

E' quello che volevo!

Angelo azzurro ha detto...

toccante...

Annarita ha detto...

Sere, mi è venuta la pelle d'oca...

Ragazzo nero ha detto...

A me sinceramente non piace questa ipocrisia dei nomi: per me un ipovedente e` cieco, un non udente e` sordo, etc. Ve lo dico perche` sono di colore, ma se un amico mi chiama "Ciao bel negro" non mi offendo, perche` non conta la parola, ma l'intento che c'e` dietro ad ogni parola...

turisticus ha detto...

Grazie per il tuo commento. Io sono dalla Romania ed è anche insegnante (matematica).
Il mio blog è un viaggio virtuale alla Romania e anche un concorso di foto di ricognizione.

rosy ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
rosy ha detto...

Letto tre volte!
Un bacione

zefirina ha detto...

il "diverso" modo di sentire e vivere le emozioni ma anche la vita stessa mette sempre in difficoltà l'altro, specie se non gli riesce di mettersi nei tuoi panni

Pier Luigi Zanata ha detto...

Letto e riletto.
Dio ha dato a tutti una tazza ... talora ad alcuni si e' rotta.
Pensiamoci.
Ragazzo nero sono d' accordo con te, lo dico io che sono un diversamente giovane.
Buona fine settimana.
Vale

Gap ha detto...

Grazie della tua visita, mi ha fatto ricordare di te. Trovo bello e giusto ciò che hai scritto e concordo con ragazzo nero, le parole vanno capite, non sempre hanno lo stesso significato, esso varia da chi le pronuncia e chi le ascolta. Mi viene in mente la parola MORALITA' pensi che possa essere un concetto valido uniformemente per tutti o per qualcuno ha un valore diverso?.
Ciao

miky ha detto...

ragazzo nero hai proprio ragione, nn è quando utilizziamo queste parole che manchiamo di rispetto ed offendiamo un "disabile", ma è quando spesso, molto spesso, parcheggiamo nei posti a loro riservati, quando nn ci ribelliamo ai nostri politi, affinchè ci consegnino città a misura d'uomo che sia esso normodotato ke diversamente abile... nn è concepibile che in un paese industrializzato e sviluppato come l'Italia, esistano ancora tante, troppe barriere architettoniche. ciao sere

Sab73 ha detto...

Ciao Serenella,
sono entrata e subito ho letto questo post dove mi ritrovo essendo disabile da quando avevo 2 anni.
Concordo con tutti e aggiungo che c'è troppa ipocrisia e buonismo da superare, finché non lo si fa noi saremo sempre considerati un peso.
Servono i fatti e io, insieme a tanti altri malati come me, mi batto per avere un diritto che lo enuncia la Costituzione, ma che pochi lo ricordano.
Buona domenica e grazie della tua visita.

Kylie ha detto...

La diversità ci lascia sempre in imbarazzo e conviverci non è facile.
Grazie per il tuo importante post.

Un abbraccio

achab ha detto...

bello il tuo blog,complimenti,buona giornata.

achab ha detto...

bello il tuo blog,complimenti,buona giornata.

serenella ha detto...

Ci ho pensato un po', prima di pubblicare questo post. Per me ladisabilià è pane quotidiano, poichè capitano di frequente alunni diversamente abili. Li amiamo più degli altri, perchè il loro percorso di vita non è facile e non lo sarà mai.
Capisco, dunque, se vi siete sentiti coinvolti, toccati...

Ragazzo negro: hai ragione, circa l'ipocrisia dei nomi. Chiamare le cose con il nome giusto, magari è meglio. E' ipocrisia un termine edulcorato, sotteso da un comportamento falso. L'accoglienza è fatta di altro.

serenella ha detto...

Turisticus: Ormai ci scambiamo le visite. Mi limito a guardare le tue foto, piochè non comprendo il rumeno. Caspita: insegnante di matematica come la nostra Annarita. E' qui tra le mie commentatrici ed ha diversi blog che potrebbero interessarti.


Zefirina: la diversità e la normalità hanno, secondo me, confini molto labili. Comprendere vuol dire avere sensibilità. E non sempre ne abbiamo voglia..

serenella ha detto...

Pier: diversamente giovane, è troppo bello.


Gap: non credo che la parola moralità possa andare bene. Ripeto è questione di sensibilità, disponibilità e di accoglienza. Sono termini ed atteggiamenti che hanno un substrato di umanità. Grazie per essere passato da me.

Miky: certo, quello delle barriere architettoniche è un problema serio. Molto lentamente le stanno abbattendo.

serenella ha detto...

Sab73: grazie per aver ricamb iato la mia visita. Ci sono capitata per caso sul tuo blog, ma non avevo compreso. Beh, la costituzione sancise dei diritti per tutti, quindi anche per i disabili che sono cittadini come gli altri. E' giusto che sia così. Avremo modo di conoscerci meglio.

serenella ha detto...

Kylie: grazie a te per le tue parole.


Achab: grazie per essere passato da me.

logos nella nebbia ha detto...

Le diversità sono oggi più evidenti e meno accettate rispetto a ieri. La nostra società, improntata sui canoni della bellezza e dell'apparenza, ha come punti di riferimento, visti come fini, il raggiungimento di tale status.
Tutto ciò che fa " inciampare" è visto come ostacolo, oppure si innescano meccanismi difensivi per non voler vedere.
Da qui viene anche il razzismo sotto tutte le sue forme, questa ne è una sola.
Il diversamente abile non è un diverso. Non accetto questo termine, come dice il ragazzo di colore, chiamiamo le persone per quello che sono. I portatori di handicap sono persone che hanno bisogno di aiuto, attenzione ed un ascolto particolare.
A mio giudizio non bastano persone come te che fanno un lavoro encomiabile. Serve l'accettazione da parte di ognuno di noi e non solo a parole.
Strutture apposite per le strade, passaggi preferenziali ecc. non mettono in evidenza l'handicap, ma è un segno di attenzione verso queste persone. E' la società intera che accetta e si muove. Solo le parole non servono a nulla, specialmente quando i politici si limitano a cercare nomi nuovi per questo problema.
Fa molto pensare questo post, complimenti.
Lorenzo