Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

domenica 27 marzo 2011

Cosa sognano i pesci rossi

 E' il nome del romanzo di Marco Venturino, autore e direttore di divisione di anestesia e terapia intensiva all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
 La trama.
All'amministratore delegato di una importante azienda viene diagnosticato un tumore in metastasi avanzata. Non si potrebbe operare, ma un chirurgo famoso lo fa lo stesso. Il paziente verrà parcheggiato in terapia intensiva,poichè  l'operazione non riesce. Tra quest'uomo ormai menomato, incapace di comunicare, in attesa della morte, e il medico di terapia intensiva che deve prendersi cura di lui, comincia un rapporto tormentato e umanissimo che l'autore descrive nei dettagli più personali, suddividendo il romanzo in capitoli, uno raccontato in prima persona dal malato, l'altro dal medico.

Il romanzo, pubblicato nel 2006, è capitato tra le mie mani lo scorso mese e l'ho letto tutto d'un fiato, presa dal particolare modo di raccontare la vicenda: da una parte le parole, le emozioni de “la faccia verde”, quella del medico, dall'altra quella di un ricoverato, “i pesci rossi”. Descrivono, ognuno dal proprio punto di vista, la quotidianità della vita in terapia intensiva, il decorso della malattia, il mondo esterno, la classe medica.
Il protagonista malato, Pierluigi, viene definito un pesce rosso perché essendo stato tracheotomizzato non può parlare ma solo muovere le labbra senza emettere alcun suono come un pesce rosso in un acquario e diventa un’impresa ardua per chi gli sta vicino capire cosa desidera.
E ‘ un libro duro, doloroso, commovente ma anche,sotteso, in alcuni momenti da una amara ironia.

Concludo con le parole finali dell’autore: “Vorrei solo che rimanesse addosso, a chi ha avuto la pazienza di leggere questo libro fino in fondo, un odore particolare delle cose umane. Un odore che viene fuori dalle zone di confine tra la vita e la morte, ove i silenzi della vita e i rumori della morte assumono fattezze di giganti deformi. Un odore forse fastidioso che, come spesso capita per gli odori, siamo tentati di cancellare dalla nostra vita di tutti i giorni. Ma questo odore c’è e io ho cercato di farlo annusare. A chi mi legge decidere se ci sono riuscito bene o male. A tutti l’augurio di non fiutarlo più da vicino”.

18 commenti:

il monticiano ha detto...

Ti sono veramente grato per avermi dato l'occasione di conoscere e sapere qualcosa di questo libro che ti ha presa molto così come l'ha fatto anche per me. In un anno 2008-2009 ho perso due fratelli colpiti da quel terribile male.
Sai che ho timore di leggere quel libro?

zefirina ha detto...

non credo potrei leggerlo, farebbe tornare a galla ricordi dolorosi

gturs ha detto...

Ciao, sono passata perché mi ha incuriosito il titolo del tuo post. Ho letto quanto hai scritto, credo che sia un libro che possa insegnarci molto ma, anch'io come chi mi ha preceduta, non so se riuscirei a leggerlo...
Ti lascio i mie saluti. Roberta

serenella ha detto...

Ciao Aldo. Non avere timore di leggere il libro. ti viene una gran rabbia, perchè ti rendi conto di quanti errori compiono i capoccioni della medicina, restando impuniti. Io non riuscivo a smettere di leggerlo, anche se era tremendo a tratti. Anch'io ho perso mio padre e mia cognata nello stesso modo.
Tra quelle righe ho ritrovato molte situazioni analoghe.

serenella ha detto...

Se pensi di star male....non leggerlo. Anche a me è capitato di rivivere situazioni dolorose. però andavo avanti, forse perchè penso che non ci sia limite al dolore.

serenella ha detto...

Ciao Roberta. Puoi provarci....e fermarti se non ci riesci.

Ti saluto con simpatia.

AmosGitai ha detto...

Mi tocca evitarlo. Non è un momento molto positivo...

Stella ha detto...

Bisogna leggerlo in serenità.

max ha detto...

Da leggere sicuramente, ma non ora...almeno per me!

Luigi ha detto...

l'avevo visto in libreria e mi aveva incuriosito il titolo: argomento molto interessante!!!
Buona settimana

Paola ha detto...

Penso che sia un libro che vada la pena di leggere, ma non so se riuscirei a farlo: penso che mi troverei in una situazione tristissima, tormentosa che mi farebbe soffrire intensamente. Ammiro te che sei riuscita a farlo e tutto d'un fiato: ne sarai stata indubbiamente arricchita..le parole finali fanno intuire che sono anche pagine di poesia, una poesia infinita che sta tra la vita e la morte e in quell'odore particolare di cui egli parla.
Volevo anche ringraziarti della tua presenza da me: sto meglio, anche se non al top, ma posso contentarmi... fino alla prossima volta! Un abbraccio grande

serenella ha detto...

Ciao Amos. Se non ti senti di leggerlo, è meglio evitarlo. però, aiuta a capire tante situazioni.

serenella ha detto...

Ciao Stella: si, hai scritto una cosa giusta. va letto in serenità. Poi scorre facilmente.

serenella ha detto...

Max....non leggerlo in vacanza, però.
Ciao mio caro.

Si, Luigi, è un argomento interessante. Un caro saluto.



Ciao Paola. Sono contenta di sentire che stai meglio.
Si, ho avuto molto coraggio a leggere una storia che ho già vissuto. In un certo senso mi andava di conoscere i pensieri di chi sta male e parla poco con i familiari, per non farli preoccupare.
Certo, ogni libro, ben scritto, ti lascia qualcosa dentro.
Ti abbraccio. A presto.

Kylie ha detto...

Credo mi impressionerei. Sono un pò ipocondriaca...

Buon martedì!

serenella ha detto...

Kylie, a chi lo dici! Anch'io sono una ipocondriaca. Ma in quel romanzo...c'è poco da essere ipocondriaci.

serenella ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
serenella ha detto...
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