Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

venerdì 17 luglio 2009

"La masai bianca" ovvero storia di una bianca che s'innamora di un masai



" Quando all'aeroporto di Mombasa, siamo accolti da una magnifica aria tropicale, ho già il presentimento che questo diventerà il mio paese, che qui mi troverò bene.....Quando finalmente siamo a bordo accade una cosa incredibile....Là, sul parapetto del traghetto, sta seduto un uomo bellissimo: alto, scuro di pelle, esotico....."
da "La masai bianca" di Corinne Hofmann

L'esordio di questo romanzo, mi è apparso subito intrigante, poichè ho immaginato una storia d'amore intensa, tra due persone appartenenti a culture profondamente diverse, una storia non priva di implicazioni certo, ma interessante, coinvolgente.
E invece....mi ha profondamente delusa, poichè tutto l'intreccio narrativo è una cronaca semplice semplice di Corinne, la protagonista, che perde letteralmente la testa per Lketinga......un masai, guerriero, bellissimo, appartenente alla tribù dei sumburu. Quando Corinne decide di abbandonare il fidanzato, con cui è andata in vacanza e con cui è prossima al matrimonio, e poi di mandare a pallino tutta la sua vita agiata, la sua famiglia e il suo lavoro in Svizzera, ha scambiato con Lketinga solo pochissime parole in inglese.
Grande attrazione? Forte coinvolgimento fisico? Una Passione di quelle che ti fanno buttare tutto per aria e mettere in discussione la tua vita e quella di chi ti è accanto? No....è lei ad essere molto coinvolta, poichè il masai ha una concezione della donna molto molto arcaica: ella è solo oggetto del desiderio maschile.
Il racconto si snoda lungo l'arco di quattro anni, durante i quali Corinne si trasferirà nel villaggio di Lketinga, andando a vivere in una manyatta, insieme alla mamma del masai e a sua sorella,
tra mille disagi igienici e alimentari.
Più tardi, dopo tantissimi problemi burocratici Corinne sposerà il suo bellissimo masai ma non saranno mai davvero una coppia, poichè non sarà possibile comunicare a causa ,non solo della lingua, ma delle profondissime differenze culturali.
Alla fine Corinne tornerà in Europa con la sua bambina Napirai, avuta da Lketinga che non la rivedrà più.


Ho provato rabbia nel leggere questo libro, come mai mi era accaduto prima. Intanto perchè Corinne descrive solo gli aspetti negativi di questo soggiorno, non certo forzato. Non ci sono descrizioni di paesaggi, nessun coinvolgimento emotivo, se non quello relativo al primo incontro con Lketinga.
E' tutto un susseguirsi di critiche nei confronti del guerriero gelosissimo. Della gente del luogo, della burocrazia. Era scontato che vivere lì non sarebbe stato facile. Bastava farce una vacanza e vivere una settimana di passione, poichè non si trattava d'amore ma solo di una attrazione fisica. Alla fine hanno pagato Lketinga e la sua bambina Napirai, poichè sono stati allontanati l'uno dall'altra.

Ho sempre pensato che l'amore sia istintivo ma....un po' di buon senso ci vuole...almeno in questo caso.

Cosa ne pensate?




23 commenti:

il monticiano ha detto...

A parte le differenze etniche Corinne doveva rendersi conto prima come sarebbero andate le cose tra lei e il bellissimo masai.
Invece ha lasciato trascorrere troppo tempo addirittura sposandolo per poi procreare la loro bambina Napirai.
Infine ritorna in Europa con Napirai allontanandola dal padre.
No, il di lei comportamento è stato deplorevole. Cosa dirà a sua figlia quando chiederà perchè non ha il padre?
Un'infatuazione che ha creato solo
danni credo in tutti loro tre.

serenella ha detto...

Bravo Aldo: una infatuazione, hai detto bene, che ha fatto soffrire persone che non ne hanno colpa.

rom ha detto...

Un guerriero masai una bianca maisa.
:-)

amatamari© ha detto...

Insomma ha scritto il libro per prendersi una soddisfazione?

Flesciato ha detto...

Beh a volte si è troppo istintivi...troppo bisogna essere molto razionali...pensare bene al passo che si stà per fare...in amore meglio che si usi la testa mai il cuore...bacioooo

Angelo azzurro ha detto...

Un'infatuazione scambiata per amore che ha portato a pesanti conseguenze. L'errore di pensare di esserne innamorata, pur non riuscendo a comunicare. Differenze culturali che possono diventare ostacoli insormontabili.
Anch'io mi chiedo perchè abbia scritto il libro...

Cinzia ha detto...

Una infatuazione pagata a caro prezzo...ma nn poteva pensarci prima?
Cinzia

Pier Luigi Zanata ha detto...

Avete tutti ragione, ma ...
Non si deve dimenticare che l' amore ha sempre dell' irrazionale, e' una forza che viaggia nella vita con grande piacere, riempie i luoghi, avvolge i corpi, fa tutto risplendere e rivivere, e' una magia.
Felice e radioso giorno.
Vale

Sound ha detto...

Come chiedere l'eternità ad un istante. Provo una certa insofferenza nel vedere come sia facile far decadere di Valore un sentimento personale come l'Amore.

Annarita ha detto...

Interessante segnalazione, Sere.
Ti auguro buona serata del giorno dopo.
A presto.
annarita:)

Francy274 ha detto...

Certo dal Nostro punto di vista ci sembra assurdo un simile comportamento, eppure viviamo in un Paese in cui situazioni del genere si verificano spesso e volentieri, visti i tanti stranieri che convolano a nozze con donne italiane e viceversa.La storia di Corinne Hofmann la conoscevo, non so se nel libro Lei racconta della violenza che questo masai le ha usato, spinto dalla folle gelosia.So che dovette intervenire l'ambasciata svizzera per salvare lei e la figlia, e che al compimento del 18-esimo anno d'età di quest'ultima, il padre incontrò la ragazza.Questa storia suscitò molto interesse in Svizzera e Corinne ebbe la solidarietà dei suoi connazionali.Non riesco ad esprimere giudizi, di certo è che un simile intenso trasporto è raro, ma quando ci sono di mezzo cultura ed istruzione le cose si complicano alla grande ed è facile che tutto finisca in una bolla di sapone.Non c'è niente di più fragile dell'amore fra un uomo ed una donna, facile a nascere ed ancor più facile a morire.

serenella ha detto...

Ciao Rom-spiritoso.


Amata: perchè abbia scritto il libro non lo so. Però, al di là della storia, ho appreso tante abitudini di questa gente. Insomma: meglio di un documentario.



Flesc: mo, non esageriamo. Seguire il cuore si, senza pretendere di cambiare l'altro. Accettrla per quello che è.

serenella ha detto...

Angelo: nel libro lei ha raccontato e, ripeto, ha fatto anche conoscere, abitudini molto lontane dalla nostra cultura.Non giustifico quello che ha fatto: scappare, portando via la loro bambina, anche se lui dubitava che fosse sua figlia.


Cinzia: pare che l'amore sia irrazionale. Non condivido, ne prendo solo atto.

serenella ha detto...

Pier: l'amore è una magia, fa risplendere tutto. Quando poi finisce è bene tornare siu prpri passi.



Sound: l'amore è fatto di accettazione, anzi, di accoglienza dell'altro. Di crescita comune. Anche di sacrifici. E', per me, un progetto da condividere. Altrimenti non chiamiamolo amore. Attrazione fisica, infatuazione, capriccio.

serenella ha detto...

Annarita: leggilo, poi ci scambiamo le opinioni. Non è scritto molto bene. Solo cronaca e, forse, frutto di una sciatta traduzione.



Francy: nel libro lei racconta della gelosia di Lketinga. Ma mi pare ovvia, poichè è frutto della sua cultura e della concezione che ha della donna. Come dire: era prevedibile.

Francy274 ha detto...

Era prevedibile per entrambi....Lei doveva tener conto della posizione della donna in quella società...
Lui doveva capire che quella donna veniva da un mondo diverso dal suo, e che non poteva avere l'educazione femminile del luogo...
mais l'amour c'est l'amour...non fa ragionare nessuno, nè uomini e nè donne, se fosse razionale sarebbe mai amore???

giordan ha detto...

ciao serenella, sono concorde con il tuo pensiero. Doveva pensare prima a queste difficoltà ovvie. Chi è stato in Africa e un pò ci ha vissuto, comprende da subito che le distanze culturali sono enormi. Visto il tema, ti consiglio un libro che parla sempre di una storia d'amore tra un'europea e un re africano. Lo spessore però è diverso:

titolo: passione d'Africa
autrice: Claude Njikè Bergeret
editore: Mondadori
pag 311

Si percepisce la differenza culturale, le difficoltà di convivenza e della poligamia, una palpabile presunzione bianca (direi tipica o meglio endemica) ma ci sono dei segnali di comprensione, di condivisione e accettazione ecc ecc

Non ti svelo nulla per lasciarti la belezza totale della lettura.

Merita di essere letto

serenella ha detto...

Grazie, Giordan, per la segnalazione. Vedrò di acquistarlo presto.

Anonimo ha detto...

un'infatuazione? non la definirei proprio così. Questo è il perfetto esempio di ''amore''! chi, per una semplice infatuazione, sarebbe disposto a fare tutto quello che ha fatto Corinne? Da parte mia c'è solo stima nei suoi confronti. E' una donna molto coraggiosa.

serenella ha detto...

Non mi piace interloquire con un ANONIMO...comunque rispondo ugualmente. l'amore per me è fatto di conoscenza, non di mero istinto. Bisognerebbe leggerlo il libro, per comprendere fino in fondo la mia posizione.

clizia ha detto...

Beh, io posso parlare della mia esperienza. Sono andata in Tanzania perchè dopo una breve vacanza avevo deciso di lasciare tutto qua e di viverci.. ho avuto un colpo di fulmine indescrivibile per un masai, dopo un anno ci siamo sposati ed abbiamo uno splendido piccolo guerriero. Ci amiamo e credo con orgoglio di avere una splendida famiglia, e di essere il manifesto vivente che l'incontro felice tra le diversità, l'abbattimento di ogni pregiudizio e la totale apertura e fiducia nell'altro esistono. Ora siamo in Italia perchè abbiamo deciso che per il momento l'Europa è il posto migliore per l'infanzia di nostro figlio, che ora ha quasi 11 mesi. Quella del libro è una storia personale e in qualunque razza e cultura le persone vanno valutate e cercate di capire individualmente. Certo molti aspetti che Corinne descrive corrispondono al vero, a quello che io ho visto coi miei occhi.... ma non vissuto. Un colpo di fulmine può trasformarsi in Amore vero.

Micol ha detto...

Chi lascierebbe tutto quello che possiede per un amore improvviso e così lontano, e non intendo fisicamente!! Questa donna ha vuto solo un gran coraggio, a lasciare prima la sua terra e poi suo marito!! Come la si può incolpare di aver lasciato l'Africa con la figlia dopo quello che ha subito? Non poteva più nemmeno andare a fare i propri bisogni da sola...sfido chiunque a rimanere in una situazione del genere!! Peggio della prigione....
Inoltre...non mi sembra che nel libro lei parli solo delle avversità che ha dovuto affrontare, certo quelle sono estrememnte frequenti....forse chi si aspettava di leggere un romanzo non ha tenuto presente che questa è una storia vera!! Sono rimasta molto sopresa dalle critiche lette...

Irene Manos ha detto...

il libro a me è piaciuto e l ho trovato bello. Non parla di paesaggi poichè i paesaggi sono la nostra percezione dell'africa. Proprio come stereotipo. In questa esperienza lei di disagi e di difficoltà che sono più realistici e dunque attendibili.
Per quanto riguarda la sua infatuazione non penso si possa giudicare. Ciò che gli amori "folli" a volte nati in questo continente hanno è non solo il meccanismo di proiezione che innescano, ma anche degli istinti ancestrali radicati.
Lei sovente chiama il suo masai "superuomo". Proietta dunque tantissimo su lui. Invece proietta la parola "libertà" sul Kenia. Tutto ciò a mio avviso non è facilmente giudicabile. Non solo perchè siamo vittime di stereotipi forti e reiterati, ma perchè cmq Corinne insegue coraggiosamente un sogno. Che questo poi cozzi con le sue sovrastrutture culturali è qualcosa che può essere criticato, ma che è reale e che a mio avviso denota davvero un amore che ha solo incontrato ostacoli enormi.