Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

lunedì 16 febbraio 2009

Il bambino "cipolla"


" In classe entra una cipolla:
svariati strati di magone, paura,
preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti,
rinunce furibonde accumulate
su un substrato di passato disonorevole,
di presente minaccioso,
di futuro precluso"

Daniel Pennac "Diario di scuola"

Ne incontro tanti di bambini con vissuti problematici, nel mio lavoro di insegnante.
Certo, sono bambini difficili, spesso intelligentissimi, per i
quali, però, apprendere, imparare è l'ultimo dei loro pensieri.
Del resto, lo stesso processo apprenditivo
è fortemente inficiato dalle tante problematiche.
Come insegnante mi pongo, insieme alle colleghe,
dato che lavoriamo ancora in team,
di entrare in comunicazione col loro mondo.
Ma...non è facile.
A volte, già essere guardata negli occhi
e ascoltata per cinque minuti,
è una enorme conquista.
Oggi ci sono riuscita,ma domani...

14 commenti:

Angelo azzurro ha detto...

Ciao Serenella, passo per un saluto.
Un grazie per il tuo lavoro su quelle giovani vite

Sabatino Di Giuliano ha detto...

Non l'avevo mai vista cosi, i nostri strati di sentimento e personalità come quelli dei nostri vestiti, d'inverno ... a cipolla
Scoprirli tutti e' un compito difficile, giorno dopo giorno
Auguri serenella!

francuzza ha detto...

ti capisco serenella...è la stessa preoccupazione di mio marito che tra le altre cose è insegnante come te in una scuola secondaria...a volte basta poco perchè un ragazzo considerato problematico si riveli migliore di altri....voi insegnanti avete un compito molto arduo e importante...come dice mio marito avete in mano il loro futuro, la loro vita e prima di giudicarli è bene pensarci a fondo...
ogni piccola conquista con loro è un grande traguardo!
notte

il monticiano ha detto...

Alle elementari purtroppo ho avuto una maestra che non ricordo molto volentieri, veniva quasi sempre vestita da fascista (1936-1940) ed era molto severa ed autoritaria.
Alle medie invece persone molto diverse anche se io davo loro molto filo da torcere.
Mi sarebbe piaciuto molto insegnare ma ho lasciato gli studi troppo presto. Non ne avevo voglia e adesso me ne pento amaramente.

rom ha detto...

Sono rapidi. Spesso soffrono di un mondo che spezzetta la percezione della realtà, suggerisce, impone un disturbo dell'attenzione. Pensa alla pubblicità televisiva: brandelli di realtà senza senso rispetto alla visione che dovrebbe essere quella principale. Anni e anni di pressante, metodico, inevitabile apprendimento alla disattenzione, una certa disattenzione, fatta di spezzettamento, di quasi immediata saturazione e passaggio ad altro.
Ma non solo nella scuola primaria, che è la televisione: anche per strada, la pubblicità dappertutto, con immagini e scritte studiate per entrare anche ad un rapido sguardo, e agire senza che il soggetto ne abbia una consapevolezza uguale o maggiore di chi le ha studiate e propinate, o senza che il soggetto ne abbia affatto consapevolezza.
Sono rapidi. Bisognerebbe usare gli stessi modi di chi, negli anni, con mezzi potentissimi, ha prodotto, o metodicamente carezzato, la disattenzione.
Essere rapidi, nell'offrire messaggi che vadano a contrastare quella tremenda rapidità da indotta iperattività percettiva.

stella ha detto...

Serenella ancora una volta ti dico : ti capisco...

Solo ieri ho dovuto nuovamente ingoiare : la scuola non fa niente per questi ragazzi delinquenti... Ma cosa ne sanno?

serenella ha detto...

Ti rispondo istintivamente Stell, sapendo che comprendi il mio sfogo: e la famiglia? E i politici? Ci ha pensato la Gelmini, mentren operava i suoi tagli e mentre ri-portava il maestro unico con quella che osa chiamare "riforma"?

serenella ha detto...

Angelo, faccio il mio lavoro con passione e travasi di bile, poichè ogni avvicendamento dei politici, ci porta novità frequentissime. Non abbiamo il tempo di abituarci ad una novità, che già ne arriva un'altra.
Visto Saba, non si impara mai abbastanza.

serenella ha detto...

Francuzza: spesso, noi gente di scuola, affermiamo che solo chi vive le situazioni, puo' capirle. Sai, il bambino problematico di cui parlo è in effetti inteligentissimo ma...ha seri disturbi comportamentali. E allora t'accorgi che solo un rapporto molto stretto e significativo puo' aiutarlo.
Monticiano: i tuoi non sono solo ricordi, ma reali testimonianze, sono storia. Mi sembra di sentire i miei genitori, quando raccontano le proprie esperienze scolastiche.
Ci devi scrivere un post....

serenella ha detto...

Rom: la tua è una risposta molto competente, piochè ho letto che sei uno psicoterapeuta. Si, disturbo dell'attenzione con iperattività. Quando l'anno scorso, in prima l'ho scoperto, mi hanno dato della pazza. Ero io ad avere i disturbi...mi è stato detto. E di fronte alla sua aggressività e ad ati di autolesionismo, in molti hanno fatto spallucce, mentre il resto dei bambini, restavano muti e spaventati nei banchi. Ne abbiamo fatto di strada...con il conforto di una diagnosi medica. Oggi va molto meglio ma....non è stato facile. Grazie per il tuo intervento.

Vane ha detto...

i tuoi alunni sono fortunati di avere una persona così speciale come te accanto^^...
bacioniii

serenella ha detto...

Grazie, Vane. Tu parli da studentessa.
Baci

Annarita ha detto...

Serenella, sono una insegnante come te, quindi vivo la problematica dall'interno.

Lascio da parte l'analisi sociologica della realtà in cui viviamo. E' un dato di fatto che non contribuisca a facilitare le situazioni dei ragazzi che vivono problematiche apprenditive, connesse con i disturbi affettivi.

Disturbi affettivi che hanno un substrato spesso terribile.

Anch'io come te ho a che fare quotidianamente con bambini "cipolla", e il primo elemento da stabilire con loro è la comunicazione, sono d'accordo. La relazione, il contatto affettivo è indispensabile se si vuole "catturare" la loro attenzione.

Questo detto in generale, ogni caso è poi diverso dall'altro e richiede modi di rapportarsi diversificati.

Non è facile questo nostro mestiere. Non lo era ieri ed è ancor più complesso oggi.

Occorre un amore profondo e totale. Occorrono i tempi dell'attesa, dell'ascolto dell'altro, insieme ad una competenza disciplinare che non è mai definitiva, ma che deve essere implementata giorno dopo giorno per offrire il meglio ai nostri ragazzi...

E ci sarebbe ancora tanto da dire.

Baci
annarita

serenella ha detto...

Sono contenta, Annarita, che tu condivida il modo di rapportarsi ai bambini, ai ragazzi. Ci vuole anche competenza...non pare che la " riforma" chieda questo, non almeno con la logica dei tagli e del maestro Unico. Un bacio