Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

mercoledì 29 febbraio 2012



"La storia dell'uomo è la storia della sua fame. Di affamati che si spostano. E' la fame dei poveri, dei coloni, dei profughi. E' la fame avida dei potenti."

MARE AL MATTINO di M. Mazzantini

lunedì 27 febbraio 2012

La tua assenza è la cosa più viva che resta di te.


Sergio Endrigo 

 

martedì 21 febbraio 2012

"Era convinta di essere guarita da quell'amore,ma non era così......Con il tempo tutto se ne va..ma lei non  aveva dimenticato nè il suo viso,nè la sua voce..le piaceva credere  che,a volte,lui pensasse ancora a lei..era un dolore che si portava in fondo al cuore e da cui non era certa di voler guarire"

...Ti vengo a cercare

 Guillame Musso

sabato 18 febbraio 2012

LILLA'


Questo lillà perde i fiori.
Da se medesimo cade
e cela la sua antica ombra.
Morirò di cose come questa.
Alejandra Pizarnik

martedì 14 febbraio 2012

Divagazioni

"Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno."
Giulia Carcasi

Io sono di legno, non so quanto pregiato. Magari sono di un legno qualunque, ma solido, dalle venature calde....Solida, massiccia. Continuo a nas
condere i cedimenti, che, comunque, ci sono, a causa di uno, due, tre piccoli tarli che scavano gallerie, profonde, fin dentro l'anima.
La solidità non è una facciata esteriore. Sono solida solo per me stessa...per la mia famiglia,il mio progetto più importante, per il mio lavoro.
Il resto...non mi interessa.

sabato 11 febbraio 2012

PEGGY E MILLA



Questa è Peggy, la mia cagnolina storica, poichè è nella mia famiglia da ben quattordici anni. Le ho dedicato diversi post, perchè è un "pezzettino" importante di tutti noi. Qui è ritratta nel suo abbigliamento invernale. Notate l'eleganza...il fiocchetto nero  sul cappottino rosa: è tutto molto fashion, come ama dire mio figlio minore.
Ora Peggy, però, non è più quella di prima: non ci vede, non sente più. Trascorre le giornate a dormire. Si sveglia, mangia, fa i suoi bisognini e torna nel suo mondo. Mi mancano tanto le sue corse, i suoi mugolii di gioia quando rincasavo...Mi è difficile accattare la sua vecchiaia, forse perchè essa mi ricorda che il tempo è passato per tutti. 
Quando erano piccoli i miei figli, giocava a pallone con loro, ci seguiva in vacanza, abbaiava con veemenza quando il Napoli segnava, "cantava", quando i miei figli suonavano il flauto. Insomma, sempre con noi....per noi.


INTANTO nella nostra vita  c'è un'altra cagnolina....MILLA.







Milla è apparsa  casualmente, un pomeriggio di settembre caldo, soleggiato. Eravamo tutti in giardino per un problema condominiale. La cagnolina,  magra,sparuta, con la  coda spelacchiata,sporchissima, è arrivata zompettannte, accompagnata dal CANE NERO, un randagio che tutti, nel residence, avevamo adottato, offrendogli cibo e acqua. La piccola ha provato ad infilarsi nel nostro giardino e non è più  uscita.
Il primo ad esserne conquistato, è stato mio figlio maggiore,che, incurante del suo stato, l'ha presa in braccio e ha gridato ai quattro venti: che bel cagnolino giallo!!!! Non l'ha più mollata. Tra cure veterinarie, strigliate sotto l'acqua, bagnetti profumati e cibo...Milla è quella che mostrano le foto. Una cagnolina dolcissima, affabile che, a pieno titolo, fa parte della nostra famiglia.
Peggy tollera con noncuranza la sua presenza, di cui, forse, si accorge, quando emerge dal suo torpore.


mercoledì 8 febbraio 2012

Insegnerai a....

Insegnerai a Volare, ma non voleranno il Tuo Volo.
Insegnerai a Sognare, ma non sogneranno il Tuo Sogno.
Insegnerai a Vivere, ma non vivranno la Tua Vita.
Ma in ogni Volo, in ogni Sogno e in ogni Vita,
rimarrà per sempre l’impronta dell’ insegnamento ricevuto.
Madre Teresa
 
 
Mi ritrovo in queste  parole di Madre Teresa, anche se manca la parte meramente "cognitivo-apprenditiva" dell'insegnamento. Mi auguro che rimanga qualcosa di tutto quello che ho detto ai miei alunni, durante i  cinque anni trascorsi insieme: andare in fondo con a tutto, arrivare alla sostanza delle cose,  non fermarsi mai alla superficie.
 
 

lunedì 6 febbraio 2012

"Così cominciò" di Evgenij Evtusenko


Così cominciò, là
in fondo alle scale
che tu scendevi di corsa
appena suonava il segnale di fine
dell’ultima lezione-
là, nella allegra ressa
presso gli spogliatoi,
protendendo con mano
di febbre
la tua contromarca.
Così cominciò, là
nella banda di ragazzi accaldati
(sorridessero pure con malizia
le bambine, vedendoti passare!)
correvi, a perdifiato,
facendo a pallate con l’umida neve.
Per un attimo balenavano in fuga
fiumiciattoli,
nuvole,
borgate,
ma ai tuoi occhi su tutto dominava
quell’unica cosa:
la cosa di cui, ora, sentivi forte la mancanza,
e non potevi comunque sapere ancora
che cosa.
Volevi l’amore-
amore vero, senza trucco,
e comunque tu riesca adesso
a ingannare te stesso,
volevi-non negare!- un amore felice,
e se questo non fosse stato possibile,
ti saresti contentato anche di un amore infelice:
ti bastava solo:
che fosse l’amore...





Quanti ricordi, questa poesia. Ricordi legati ad una nevicata che, quasi si perde nella notte dei tempi. Ero molto giovane, lo era anche lui.Chissà se ero innamorata di lui o solo dell'amore.

domenica 5 febbraio 2012

Togli le lettere d'amore dallo scaffale dei libri,
le foto, gli appunti disperati,
sbuccia la tua immagine dallo specchio.
Siediti. Banchetta con la tua vita.
                                                                
 Derek Walcott




sabato 4 febbraio 2012

Il mondo è in pericolo



Il mondo è in pericolo
e nessuno mi attende.

Per questo non uscirò né alle nove
né alle dodici
ho carte da sistemare
e decisioni da prendere.

Ciononostante mi vesto
e dico tra me e me
che l'errore assoluto e la distrazione
si prendono gioco del male impensabile
e ne respirano la fragranza.

Inaya Jaber, Libano, poetessa, giornalista e critica cinematografica.


sabato 28 gennaio 2012

Lasciami andare

Ti prego, lasciami andare. Basta con i ricordi, con i rimpianti...con le poche cose che abbiamo vissuto insieme.
Non ce la faccio a vivere così, scissa in due, tra presente  e passato, senza nessun futuro, perchè ora per davvero non ci sarà più alcun futuro per noi.

Lasciami andare...voglio vivere questo presente accanto all'uomo che che amo di un amore vero, reale, fatto di quotidianità, di piccole gioie e dolori, preoccupazioni...ma è la mia vita reale.
Non saprò mai cosa veramente cosa pensavi di noi due, cosa hai pensato, quando in passato, in quel passato remoto, abbiamo vissuto una breve e intensa storia. Non sono mai più stata così appassionata, emozionata... innamorata. Ma è passato ed io non posso distruggermi al ricordo di qualcosa che non ha avuto, forse, per te lo stesso significato..  
Ci piacevamo tanto, nessuno mi ha più guardata così profondamente, intimamente, nell'anima, fino a sconvolgermi.
Ma ora non ci sei più, in modo totale, assoluto e questa assenza  è un vuoto che non riesco a riempire in modo alcuno.

Lasciami andare, anche se questo significa star male, perchè, pur senza vederti, sentirti, sapevo che c'eri da qualche parte.

giovedì 26 gennaio 2012

L'alloggio segreto

Stamattina, con i miei alunni di quinta, ho assistito ad uno spettacolo teatrale "L'alloggio segreto", un monologo liberamente tratto dal diario di Anna Frank. L'attrice raccontava in terza persona  la vita della ragazzina ebrea; scenario semplice, essenziale. Parole, c'erano tante parole e suoni, soprattutto il fischio di un treno che irrompeva nel silenzio del teatro.
Inizialmente ho temuto che i bambini si annoiassero, reggere per un'ora un monologo di quella portata, non era semplice.
Invece i miei alunni mi hanno stupita, come sempre. Hanno ascoltato in religioso silenzio e hanno, poi, rilvelato pensieri e sensazioni che mi hanno commossa. (...si vede  che sto invecchiando).


giovedì 19 gennaio 2012

"Andava e sapeva dove andare.
Questo era tutto.
Sensazione meravigliosa.
Di qua
ndo il destino finlamente si schiude, e diventa sentiero distinto e ormai inequivocabile dell'avvicinamento.
Quell'accostarsi.
Si vorrebbe non finisse mai.
Il gesto di consegnarsi al destino.
Quella è un'emozione.
Senza più dilemmi, senza più menzogne.
Sapere dove. E raggiungerlo.
Qualunque sia, il destino."



[A. Baricco]




Forse...mi sono consegnata al mio destino...ma dove andare, ancora non lo so. Intanto aspetto...

venerdì 13 gennaio 2012

MATTINO



Era necessario un addio, perché capissi,
che non c'è un addio per noi.

Per sempre porterò in me quest'alba

come segno di bruciatura.
Alzàti sul far del giorno,
partimmo verso l'aeroporto grigio
ed eravamo contenti, perché era così lontano.

La mia ultima parola fu un sorriso.


E sopra di noi sorgeva con l'addio

l' incontro vero e l'amore.


Blaga Dimitrova
1961, Praga

giovedì 12 gennaio 2012

Vicolo di Salvatore Quasimodo

Mi chiama talvolta la tua voce

e non so che cieli ed acque

mi si svegliano dentro:

una rete di sole che si smaglia

sui tuoi muri ch’erano a sera

un dondolio di lampade

dalle botteghe tarde

piene di vento e di tristezza.

Altro tempo: un telaio batteva nel cortile

e s’udiva nella notte un pianto

di cuccioli e bambini.

Vicolo: una croce di case

che si chiamano piano,

e non sanno ch’è paura

di restare sole nel buio.

Salvatore Quasimodo

mercoledì 11 gennaio 2012

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo.

Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

Haruki Murakami

T' amo

T'amo per tutte le donne che non ho conosciuto.
T'amo per tutte le stagioni che non ho vissuto.
Per l'odore d'altomare e l'odore del pane fresco.
Per la neve che si scioglie, per i primi fiori
Per gli animali puri che l'uomo non spaventa
T'amo per amare,
T'amo per tutte le donne che non amo.
Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore,
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio.
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica.
T'amo per la tua saggezza che non è la mia,
Per la salute,
T'amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo.
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.


(Paul Éluard)

martedì 10 gennaio 2012

Or sulle mani
mi respiri tu
solitudine
lenta fatica d'amore.

ANTONIA POZZI

lunedì 9 gennaio 2012

Inviti superflui


Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e,stretti assieme dietro ai vetri,
guardando la solitudine delle strade buie e gelate,ricordassimo gli inverni delle favole,dove si visse insieme senza saperlo.


 Dino Buzzati







martedì 3 gennaio 2012

Il futuro



E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti,di una blusa.
Mi infurierò,amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro,il carcere dove ancora ti detengo,
né là fuori,in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente,non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò,penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

 Julio Cortazàr