Ed è qui che io abito,nel centro del mio giorno con i piedi per terra e mare tutto intorno.

giovedì 19 marzo 2009

A mio padre


Se mi tornassi questa sera accanto

lungo la via dove scende l'ombra

azzurra già che sembra primavera,

per dirti quanto è buio il mondo e come

ai nostri sogni in libertà s'accenda

di speranze di poveri di cielo,

io troverei un pianto da bambino

e gli occhi aperti di sorriso, neri

neri come le rondini del mare.



Mi basterebbe che tu fossi vivo,

un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.

Ora alla terra è un'ombra la memoria

della tua voce che diceva ai figli:

" Com'è bella la notte e com'è buona

ad amarci cosi con l'aria in piena

fin dentro al sonno." Tu vedevi il mondo

nel plenilunio sporgere a quel cielo

gli uomini incamminati verso l'alba".


alfonso gatto


Papà aveva gli occhi celesti celesti, dolci, di una dolcezza disarmante, gli occhi di un bambino. Aveva una forza interiore incredibile, una roccia.

La montagna, in alto? La Maiella,per la precisione "Bocca di Valle", la "sua " montagna, quella della sua terra che ha abbandonato a sedici anni per emigrare in America, dopo la seconda guerra mondiale.

Ho smesso di essere "figlia" quando papà se n'è andato, diciassette anni fa.

Nessuno più mi ha detto con tono rassicurante: "Tranquilla, che troviamo una soluzione!"

Sto un po' melo', sto diventando noiosa...patetica? E pazienza....Passa!

12 commenti:

Angelo azzurro ha detto...

Nè noiosa, nè patetica, solo molto sensibile. e questo ti fa onore!
Ciao Serenella

Pier Luigi Zanata ha detto...

Struggente ricordo e bellissimi i versi di Alfonso Gatto.
Non sei l' unica ad essere melo' e patetica. Anche io mi sono lasciato andare all' unico ricordo che ho di mio padre, morto il 13 maggio 1943, quando avevo solo tre anni.
Buona serata. Un abbraccio.
Vale

francuzza ha detto...

a quanto pare mancano molto i nostri padri...vorrei tanto che fosse qui...ne avrei proprio bisogno...mi manca...ora che anche la sua metà sta tramontando lentamente...mi manca tanto e mi sento sola....
come vedi anche io melo e patetica....forse oggi siamo tutti così noi che abbiamo come babbo una stella e un angelo in cielo!!!
buonanotte dolce serenella

ilaria ha detto...

Mi sono reinserita tra i tuoi lettori..perdonami ma con quel caos che era successo dei widget non ci ho capito piu' nulla...un'abbraccio anche a me manca mio padre sono gli unici uomini che forse ci mancano davvero..perche' ci volevano bene senza pretendere nulla in cambio un bacio:)

Annarita ha detto...

Nè noiosa, nè patetica, nè altro di simile. Il padre è una figura basilare. Quando viene a mancarci, perdiamo le nostre radici, in un certo senso.

Bellissimi e struggenti i versi di Alfonso Gatto.

Un abbraccio
annarita

max ha detto...

Che dolce ricordo! 1 , 2 ,20,40 anni è uguale la mancanza dei propri cari è l'unica cosa che il tempo non guarisce..

cenere ha detto...

ho smesso di essere figlia a 12 anni.
mi manca ancora adesso.
un abbraccio,
cenere

Roberta ha detto...

silenziosamente sensibile. Ci sono cose che ormai sentiremo rieccheggiare solo nei nostri cuori e nei nostri ricordi.

Michele ha detto...

E' un modo molto delicato di fare gli auguri al proprio padre

ciao Michele pianetatempolibero

3my78 ha detto...

Ho poco da aggiungere, se non dirti che è molto profonda.

serenella ha detto...

Ringrazio tutti per non avermi trovata noiosa, nè melò.
Ieri, un po' tutti abbiamo pensato al nostro papà, soprattutto se ci hanno lasciato da tempo.
Vi abbraccio.

Sabatino Di Giuliano ha detto...

io vedo e sento la sua mano grande nell mia piu' piccola
grazie serenella per i vorsi che ci doni
ti abbraccio forte
saba